World Cancer Day per la lotta e la ricerca contro il cancro

Arancia della saluteMangiare in modo corretto e sano, non fumare e non abusare di alcool, svolgere attività fisica, fare controlli periodici, quali altre sono le buone pratiche per prevenire il cancro?

Il 4 febbraio si celebra il World Cancer Day, e il 4 e 11 febbraio, nelle principali piazze italiane AIRC venderà Le arance della Salute, arance rosse simbolo della prevenzione e della ricerca contro il cancro, ma anche di un primo passo per migliorare la propria alimentazione e stile di vita.

Pensate che un terzo dei tumori e delle malattie cardiovascolari e dell'apparato digerente non esisterebbe, al giorno d'oggi, se semplicemente mangiassimo meglio: non esistono alimenti completamente sbagliati né alimenti che ci curano da soli, ma esistono alimenti da scegliere con moderazione. Inoltre è importante fare scelte equilibrate di vita sana, evitare il fumo e gli ambienti troppo inquinati, svolgere attività fisica e limitare i vizi. 

Ecco quindi la nostra piccola guida per la prevenzione del cancro:
Fare attività fisica: un impegno fisico quotidiano pari a una camminata veloce di mezz'ora ha numerosi vantaggi, in quanto mantiene in salute l'apparato circolatorio (arterie più elastiche e cuore più forte), brucia calorie (l'obesità è la terza causa di cancro, dopo fumo e alcool, in Italia) e favorisce gli spostamenti non inquinanti. Sostituire l'auto o la moto con la bicicletta o una camminata riduce l'inquinamento delle strade e migliora anche la qualità urbana.

Seguire un'alimentazione sana: limitare il consumo carni rosse, di alimenti calorici e industriali e prediligere frutta e verdura di stagione, cereali e legumi, e soprattutto variare la dieta sono buone regole per prenire non solo i tumori all'apparato digerente ma anche tutti i disturbi e le intolleranze generati da un'alimentazione costantemente scorretta. La dieta mediterranea è ciò che più somiglia a questo genere di alimentazione, ed è stata valutata dal Ministero della Salute "non solo come un modello alimentare di qualità, ma anche una risorsa culturale per lo sviluppo sostenibile del Mediterraneo, una parte integrante del patrimonio sociale, storico, economico, artistico e paesaggistico dei popoli della regione. Rappresenta uno stile di vita, importante tanto come patrimonio transnazionale comune a tutta l’area, tanto come espressione di ciascuna delle singole comunità che la compongono".

Controllare il peso forma: limitare le bevande zuccherate, gli alimenti ricchi di sale e conservanti, e consumare molta acqua, spremute e frullati di frutta fresca, cibi prodotti in casa o comunque non industriali. Il sale è molto presente sulle nostre tavole, ed è responsabile di ritenzione idrica, ipertensione e affaticamento cardiaco e il suo abuso sembra favorire i tumori allo stomaco e al pancreas.

Limitare il consumo di alcool e il fumo: secondo l'AIRC "Il fumo di sigaretta è oggi ritenuto il fattore causale più importante del tumore polmonare. È stato dimostrato che un uomo dell'età di 35 anni, che fuma 25 o più sigarette al giorno, ha un rischio di morire di cancro del polmone prima dei 75 anni pari al 13 per cento".
Inutile ribadire quanto il fumo, sia attivo che passivo, sia dannoso per la salute. Smettere di fumare o ridurre drasticamente il numero di sigarette aiuta a ridurre il rischio di cancro.
Per quanto non ancora accertato, l'abuso di alcolici inoltre può contribuire al rischio di ammalarsi di tumori della cavità orale, della faringe, della laringe, dell'esofago e del fegato. Se un bicchiere di vino rosso al giorno aiuta a prevenire numerose malattie, l'abuso di alcool, invece, può causare danni molto gravi.

Fare controlli periodici: gli screening di prevenzione seguono le diverse fasce d'età e servono a individuare i tumori a uno stadio precoce, prima che diventino invasivi. Nelle donne dai 45 ai 70, per esempio, la mammografia deve essere fatta annualmente, mentre il pap test e l'Hiv devono iniziare intorno ai 30 anni. Conoscere la storia clinica della propria famiglia aiuta inoltre a individuare eventuali possibilità di incorrere in malanni ereditari.

Quali sono le vostre buone pratiche di prevenzione?

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Nasce iPhev per geolocalizzare gli impianti di rifornimento per veicoli elettrici

Electric CariPhev nasce nel 2011 da un'idea di Benedetto Pillon e Matteo Cozzi, ottimi conoscitori di Apple e iPhone alla ricerca di un'app innovativa, ambientale ed ecologica per contrastare i costi della benzina e diffondere la cultura della mobilità sostenibile.

L'obiettivo di iPhev è di geolocalizzare tutti gli impianti di rifornimento (di qualunque compagnia energetica) per veicoli elettrici grazie al supporto e alle segnalazioni degli utenti stessi.

L'appoggio da parte di una società che condividesse in pieno il progetto iPhev è stato fondamentale per la programmazione e lo sviluppo dell'app, che è anche su Facebook e Twitter e sarà implementato con un sito web e la versione per Android, per essere quanto più fruibile da chiunque abbia scelto i mezzi elettrici e abbia bisogno di conoscere i posizionamenti delle colonnine della propria città.

iPhev non è solo un'app, ma si tratta di un progetto ambientale indipendente ad ampio raggio: al momento i veicoli elettrici in circolazione sono molto pochi, ed è per questo, tramite la sezione news dell'app, e il supporto di facebook e twitter, che il progetto è volto a sensibilizzare tutti gli utenti iPhev perché contribuiscano alla diffusione di questa preziosa app, in un'ottica 2.0 di circoli virtuosi che la rete porta.

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Guida ai consumi contro la crisi

Contro la crisiAbbiamo pescato in una libreria dell'usato il libro "Guida ai consumi contro la crisi", scritto e illustrato da Antonio Lubrano e Vauro, e vi abbiamo trovato l'ispirazione per questo post.

Il libro è definito "il dizionario per il nuovo cittadino anticonformista", e anche a noi piace pensare di rivolgerci proprio a chi vuole andare contro le convenzioni e liberarsi delle catene del consumismo e del progresso smodato dei paesi industrializzati.
Per vivere una vita più semplice e più felice, consapevole e piena.

"Facciamo un'ipotesi: domani finisce il petrolio. Oppure, gli Obama dell'est proibiscono l'estrazione,, chiudono i pozzi e per carità niente più trivellazioni del mare.
Siamo dunque a zero: tolleranza zeri per gli inquinatori, ma anche zero carburante e quindi zero traffico, zero attività industriali, zero luce in casa. Ecco che si apre la corsa all'energia pulita."
La corsa è già cominciata, in realtà, con grandi positivi vantaggi per i consumatori e i distributori di energia, nonché per il pianeta e per il futuro delle prossime generazioni.
Ma quali sono i cambiamenti necessari per superare la crisi e migliorare lo stato delle cose, come la politica e il rispetto dei diritti umani, l'integrazione e l'ambiente?
I consumatori non sono più passivi e schiavi del Signor Marketing, ma corrono verso una nuova prospettiva dei consumi: leggono le etichette, diffidano della gratuità dei servizi, si informano e creano associazioni.

Il dizionario conto la crisi è costellato di ottimi spunti per risparmiare e imparare un nuovo stile di vita, che ruota intorno al senso civico, al rispetto per le leggi e le persone, alla condivisione di risorse come i mezzi di trasporto privati e le case e i Gruppi di Acquisto Solidale, a una nuova dimensione dei consumi, per contrastare la crisi e per vivere in modo più semplice e felice.

Ecco quindi 5 keyword che per noi sono fondamentali per superare la crisi.

Acqua
"La sprechiamo, e solo da poco tempo abbiamo smesso di disprezzarla. Ma se qualche politico propone di privatizzarne la distribuzione, ci ribelliamo. Ecco, il discorso sull'acqua, in Italia, deve partire dalla rete idrica."
In Italia si consumano circa 200 litri d'acqua al giorno pro capite, e beviamo prevalentemente acqua in bottiglia, convinti che quella del rubinetto non sia buona.
Le campagne di promozione dell'acqua del sindaco hanno toccato numerosi comuni, tra cui quello di Arezzo, dove metà degli abitanti, circa 45mila, ha aderito alla proposta del sindaco di consumare acqua in brocca.
Che tipo di acqua bevete? Quali metodi usate per risparmiarla in casa?

Condivisione
Gruppi di Acquisto Solidale, spazi verdi pubblici, car e bike-sharing, baratto e scambio, condivisione dei beni immobili, sono tutti aspetti che portano le persone ad aprire le loro porte e rivolgersi a gruppi a loro affini.
Per acquistare in modo più consapevole i prodotti alimentari (locali o biologici e all'ingrosso), condividere risorse invece che acquistarle, come nello scambio di case per le vacanze e l'uso dell'auto in comune, viaggiare con il couch surfing e i passaggi condivisi, tutto per risparmiare e per incontrare nuove persone e realtà e sviluppare una nuova concezione del "prossimo".

Orto
Per chi vive in città e non ha un balcone su cui coltivare piantine, esistono gli orti in affitto. Numerose cascine forniscono lo spazio e le nozioni per permettere ai cittadini di coltivare e raccogliere i prodotti del proprio orticello, che viene mantenuto dai gestori delle attività e curato, spesso e volentieri, secondo le regole della biodinamica. Un modo per entrare in contatto con la natura (anche i bambini apprezzeranno) e per conoscere cosa finirà nei nostri piatti.
Per chi non avesse il tempo, esistono molti servizi di consegna di frutta e verdura certificate biologiche, per scegliere un'alimentazione più consapevole e sana, in contrasto con i dogmi del consumismo che ci vogliono tutti obesi e malati di cuore.

Sprechi
Secondo il Global Food Losses and Food Waste, commissionato dalla FAO, nelle nazioni industrializzate gli sprechi di cibo solo alti (222 milioni di tonnellate all'anno) quanto il totale della produzione di cibo nell'Africa Sub-Sahariana (230 milioni di tonnellate).
È forse un dato plausibile o un'assurdità? Come è possibile che il cibo che sprechiamo possa sfamare nazioni intere?
Così come per gli imballaggi e i rifiuti in generale, gli sprechi non si contano più: questo poi porta a stati di crisi come quello del napoletano, non ancora risolto, per cui la spazzatura supera il volume degli abitanti, e lo smaltimento è impossibilitato da fattori politici e ambientali, mentre il rischio di epidemie si alza e il turismo si abbassa, e città intere vivono nel malcontento.
Quali e quanti sono i modi per risparmiare anche sui nostri "scarti" e salvaguardare così il mondo che ci circonda?

Usato
Gli Swap party sono ormai una moda che impazza. Direttamente dagli Stati Uniti, ma legato a una tradizione ben più antica, il baratto di cose usate, che siano accessori, abiti, mobili o altro, richiama le epoche in cui le grandi industrie non erano ancora entrate nelle nostre case con i loro prodotti seriali, usa e getta, di sempre più bassa qualità, pronti a diventare rifiuti troppo presto. Epoche in cui l'oggetto usato era prezioso, veniva riparato se si rompeva, scambiato se non più utile, regalato se non apprezzato. Ora i mercati dell'usato, gli swap-party, gli atelier del riciclo e del baratto, i portali come Reoose o ZeroRelativo, sono spazi di condivisione, un'ode al detto "Il rifiuto di uno è il tesoro di un altro".

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Gio, 02/02/2012 - 16:27 | Scritto da: redazione | | Link permanente | Tags:

Intervista a Matteo Colleoni sull'Area C

Matteo ColleoniEcco le parole di Matteo Colleni, ricercatore del Dipartimento di Sociologia dell'Università Bicocca di Milano, sull'Area C e e sue condizioni e conseguenze.

Una politica come quella della congestion charge ha indiscutibili effetti positivi sul traffico e sulle emissioni di inquinanti, ma deve essere utilizzata anche con altre poltiche di persuasione.
Porterà vantaggi e riduzione delle emissioni nel lungo periodo, inoltre miglioreranno i trasporti pubblici con meno traffico e tempi di percorrenza più brevi.
La domanda nei confronti di mezzi di trasporto pubblici e privati risulta sempre rigida, ovvero varia poco in funzione della variabilità dei prezzi, come per l'auto e il carburante, così anche i mezzi pubblici.

La città potrà sì determinare un cambiamento nei comportamenti, ma solo se la città si presta al cambiamento, si cercheranno le buone pratiche per rendere la mobilità sostenibile.

Per chi di voi vive a Milano, in centro o fuori dalla Cerchia dei Bastioni, come è cambiata la situazione, a due settimane dall'attivazione dell'Area C?
www.areac.it


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RAEEporter 2.0 per denunciare gli abusi ambientali

RAEEDopo il successo del concorso RAEEporter, concluso nel 2010, l'iniziativa è rimasta aperta a tutti coloro che volessero segnalare abusi sull'abbandono di RAEE in luoghi non adibiti allo smaltimento.

Con l'acronimo RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, si fa riferimento ai rifiuti che derivano dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

L'idea del concorso RAEEporter è nata da una collaborazione fra Ecodom e Legambiente: la prima è il principale sistema collettivo per la gestione dei RAEE il Consorzio Italiano di Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici, mentre la seconda è la più famosa associazione ecologista che opera a difesa della varietà ambientale e culturale.

La nuova edizione dell'iniziativa, che si chiama RAEEporter 2.0, continua a voler sensibilizzare gli italiani sul tema della tutela ambientale e in particolare sul riciclo e lo smaltimento dei RAEE, e stimolare l'informazione, la curiosità e la partecipazione diretta dei cittatini sull’importanza di un corretto trattamento dei RAEE, con la possibilità di caricare sul portale video e foto di denuncia: si apre così un ventaglio di possibilità d'espressione e di segnalazione per chi nota nella propria città o in aperta campagna gli abusi e le mancanze di rispetto e di senso civico che impattano sull'ambiente anche da un punto di vista estetico.

Un corretto trattamento dei RAEE consente infatti di:
- riciclare materie prime come rame, ferro, alluminio, vetro, plastica
- risparmiare l'energia necessaria per estrarre materie prime
- evitare la dispersione nell'ambiente di sostanze clima-alteranti come i clorofluorocarburi (CFC) e gli idrofluorocarburi (HCFC)

Oggi, in linea con la politica ambientale dell'Unione Europea orientata a favorire uno sviluppo economico eco-compatibile, anche in Italia la responsabilità dei produttori interviene sia nella progettazione e produzione di AEE (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) a basso consumo energetico sia nel corretto trattamento dei RAEE.

Ma c'è ancora molto su cui lavorare, per trasmettere il rispetto per l'ambiente e l'attenzione alla raccolta differenziata e la riduzione degli sprechi.

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Premio Italia Ambiente è Domenico Finiguerra il personaggio del 2011

ambientePer il secondo anno le buone pratiche e l'impegno per l'ambiente vengono premiati a Roma, in una cerimonia per pensare il ruolo dell'informazione ambientale in Italia e nel mondo.

Un premio per l'impegno ambientale a tutto tondo, consegnato nella cornice del Palazzo della Provincia di Roma, a due passi da Piazza Venezia. Siamo stati alla premiazione per il Personaggio dell'Anno 2011 Italia Ambiente, che ha visto vincitore Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, grazie al suo incredibile impegno nella valorizzazione e nella protezione del territorio dall'urbanizzazione selvaggia. Una vittoria decretata dai voti di oltre 7500 utenti che sul sito greenme.it si sono espressi con una preferenza che è arrivata quasi al 20% dei voti.

A presentare la cerimonia tre nomi importanti del giornalismo ambientale italiano: Elisabetta Guidobaldi di ANSA, Marco Fratoddi, condirettore de La Nuova Ecologia, e Daniel Tarozzi, fondatore de Il Terranauta e Direttore Responsabile de Il Cambiamento. Ad aprire la manifestazione è stata proprio una riflessione profonda e interessantissima sul ruolo e il valore del giornalismo e della comunicazione ambientale oggi.

"Viviamo oggi quella che può essere definita una terza fase del giornalismo ambientale - ha detto Fratoddi - Un giornalismo che in Italia si è sempre accompagnato a grandi firme, e che ha sempre avuto il compito di informare ma anche di raccontare e prefigurare l'Italia che verrà in un modo che proprio oggi sta trovando compimento. Proprio in questo giornalismo degli albori può essere identificata una prima fase, a cui è seguita una sorta di epoca d'oro, iniziata con l'arrivo dell'uragano Katrina negli Stati Uniti."

Un momento che ha portato le problematiche ambientali nelle case di chiunque e ha fatto sì che il mondo si rendesse conto di quanto le tematiche legate all'ambiente fossero in realtà legate in maniera indissolubile all'economia, alla salute globale, alla politica e alla vita stessa dell'uomo sul pianeta.

"Questa seconda fase - ha detto Fratoddi - ha però portato a una sorta di polarizzazione dell'informazione. Noi giornalisti abbiamo spesso proposto scenari catastrofici nella speranza di far capire l'entità e l'importanza del problema, mentre dall'altra parte si sono sollevati una serie di punti di vista "eco scettici". Proprio questo è stato forse un errore, il prefigurare un futuro catastrofico: cercando di convincere forse abbiamo allontanato parte del pubblico. Poi tutto questo è culminato nel vertice di Copenhagen, che ha avuto risultati meno incisivi di quanto ci si aspettasse e forse ha contribuito a un ulteriore allontanamento."

La terza fase, è quella invece esposta da Daniel Tarozzi con una riflessione sull'importanza dell'anno passato:<

"Il 2011 è stato un anno in cui i temi ambientali sono tornati prepotentemente alla ribalta. E' stato un anno di avvenimenti tragici, ma è stato un anno anche positivo entro certi termini. C'è stato il disastro di Fukushima, di cui si è parlato poco, in un'ottica tipica della cronaca: si parla del fatto e dell'emergenza, ma non ci si ferma oggi a guardare alle conseguenze, che pure dureranno decenni. Il 2011 è stato però anche l'anno in cui l'Italia per la prima volta dopo tanto tempo si è recata in massa alle urne per portare al quorum un referendum, su temi legati all'ambiente. Il nostro paese può veramente diventare, in questo senso, un'avanguardia, con 27 milioni di votanti che, lontano dalla politica e dall'informazione istituzionale hanno voluto decidere del proprio futuro."

ambiente premiazione

In questa situazione di risveglio i cittadini del mondo stanno iniziando a rendersi conto di quanto sia impossibile parlare della tutela dell'ambiente come fine a se stessa, per le ripercussioni profonde che questa ha sui macrosistemi mondiali, così come sul locale, un argomento che ha tanto a che fare con i premi consegnati il 30 gennaio:

"Se parliamo di primavera araba - ha detto Daniel Tarozzi - non possiamo ignorare che nel medio oriente esistono grandissimi interessi su gas e petrolio: di cosa parliamo allora? Sono questioni politiche? Energetiche? Ambientali? Se parliamo di OGM non possiamo non discutere gli effetti sulla salute e sull'agricoltura mondiale: è una questione ambientale o sanitaria? Non esiste un confine netto, non c'è modo di tracciarlo. Una altro punto importante di questa terza fase è il ritorno alla ribalta delle buone pratiche locali, che si tratti di organizzazioni territoriali o politiche comunali sono queste le tematiche escono dalla nicchia e salgono alla ribalta."

Proprio per questo i tanti candidati quest'anno vengono in gran parte da un mondo legato alla pratica prima che alla teoria e alle discussioni: si tratta appunto di personaggi come Domenico Finiguerra, così come il secondo e terzo classificato: i pescatori di Torre Guaceto, responsabili di un progetto di sfruttamento sostenibile delle aree di pesca; e Peter Brandauer, Presidente di Alpine Pearls, associazione che propone un'idea di vacanza ecocompatibile. A confermare il nuovo indirizzo verso un ambientalismo che si dà da fare è anche il vincitore della Menzione Speciale del Comitato Tecnico: Paolo Carsetti, attivista e portavoce del Forum per l'Acqua Pubblica.

In entrambi i casi i vincitori hanno specificato di essere a Roma come rappresentanti di una collettività che ha lavorato insieme, dai comitati territoriali che hanno reso possibile "uscire dalla dipendenza dagli oneri di urbanizzazione, che sono una vera e propria droga per i piccoli comuni, costretti a svendere i territori per avere i fondi per vivere", nelle parole di Domenico Finiguerra, ai partecipanti alla lotta per l'acqua pubblica, come detto nel suo discorso da Paolo Carsetti: "persone che, dal volantinaggio all'organizzazione di associazioni, hanno fatto la propria parte in questa vittoria."

Tra nominati e premiati si notano alcuni grandi assenti: celebrità e VIP il cui lavoro di relazioni pubbliche non è più all'altezza di un mondo eco che vuole partecipare, essere protagonista e "sporcarsi le mani":

"Vince il fare - ha confermato Mario Notaro, responsabile di greenme e organizzatore dell'evento  - vincono le buone idee e le buone pratiche, vince chi non resta indietro e guarda avanti, con quello che c'è e che si può cambiare."

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Amsterdam è una Smart City?

AmsterdamSiamo stati in visita ad Amsterdam, la città delle biciclette, per conoscere e misurare usando i nostri parametri della smart city, quanto sia una città sostenibile e smart.

Poco tempo fa abbiamo redatto il decalogo della città smart secondo noi, e abbiamo deciso che per ogni città che visiteremo daremo un voto secondo i parametri che riteniamo essenziali perché una città si possa definire ecosostenibile, vivibile, smart.

Mobilità sostenibile (o "dolce")
Dal punto di vista della mobilità sostenibile, è quasi superfluo parlare della ciclabilità di Amsterdam: i ciclisti sono padroni delle strade, e si contano più di 70mila biciclette in tutta la città, usate ogni giorno per andare al lavoro o a scuola, per portare i bambini e fare la spesa, per passeggiare nelle belle giornate.
La città è fornita di una fittissima rete di piste ciclabili dove l'intralcio da parte dei pedoni non è accettato: il continuo scampanellio che si sente camminando per le vie di Amsterdam è il chiaro segnale di "levarsi dalle ruote".
Il bike sharing è stato introdotto in Olanda per la prima volta nel 1965, e si è rapidamente diffuso in tutto il mondo grazie anche a una crescente sensibilità dei cittadini verso le problematiche legate alla sostenibilità ambientale e all’inquinamento e anche grazie ai servizi Mac Bike (bike sharing con stazioni di deposito) o di Bike Rental (punti dove il cittadino o il turista noleggia la bicicletta e la riporta nello stesso luogo).
Con i Progetti Bianchi degli anni '60 nati dalle iniziative del "provotariato" contro il consumismo e per l'ecologia, il Piano delle biciclette bianche (1965) proponeva di sostituire progressivamente il traffico automobilistico con quello ciclistico attraverso la distribuzione pubblica e gratuita di biciclette di proprietà comune dipinte di bianco.
Approfondimento: Bike sharing in Europa: rivoluzione del trasporto urbano
Bike Rental
Buone condizioni dell'aria

Se nella città di Amsterdam è raro imbattersi nelle automobili, la diretta conseguenza del largo uso di biciclette e di mezzi non inquinanti è un'ottima qualità dell'aria, salvaguardata anche dal senso civico generale per cui nessun automobilista sarà libero di sostare a motore acceso nei luoghi di passaggio di pedoni e ciclisti, e il parcheggio selvaggio, il congestionamento delle strade e lo stress da traffico non sono argomenti contemplati nella capitale olandese.
Anche i servizi pubblici come quelli di pulizia delle strade usufruiscono di mezzi elettrici e perciò non inquinanti, come le GreenMachine. In molte case, come racconta il sito Amsterdam Smart City, e anche nelle scuole, nelle piscine e nelle strutture pubbliche, è in corso l'installazione di sistemi di gestione di energie alternative, per far conoscere ai cittadini le numerose opportunità di questa scelta: risparmio economico ed energetico prima di tutto, e salvaguardia dell'ambiente con l'abbattimento delle emissioni di CO2.

Spazi per relazioni sociali
Per un turista italiano è sempre facile stupirsi quando un autoctono offre il suo aiuto per dare un'indicazione su una strada o un luogo da raggiungere. La tipica diffidenza che gli italiani hanno verso il prossimo non è contemplata negli altri paesi d'Europa, in misure più o meno maggiori, in quanto lo straniero non è visto come un nemico a prescindere, ma messo sullo stesso piano delle altre persone. Forse è anche l'empatia individuale a far sì che un forestiero possa trovare l'aiuto disinteressato di uno sconosciuto del luogo, ma sta di fatto che sempre più all'estero e sempre meno in Italia è frequente imbattersi in gesti di solidarietà o semplice gentilezza.
Secondo un dato del 2007 nei Paesi Bassi la popolazione, di circa 16 milioni di persone, gode di numero di istituzioni come ospedali, ospedali psichiatrici, case di riposo, centri di day hospital, di circa 1.700 unità, mentre le case per persone anziane sono circa 1.660.

Sicurezza
La sicurezza passa anche dall'attenzione che ogni individuo ha per gli oggetti di valore e per la propria persona. Frequentare zone ad alta concentrazione turistica espone maggiormente i viaggiatori ai borseggiatori. Sapere anche quali zone della città è meglio non frequentare è un buon modo per stare lontano dai guai. Tuttavia, nelle aree della città che potrebbero sembrare le più pericolose, The Red District e la zona dei Coffee Shop, i controlli della polizia, la vigilanza e la sicurezza sono garantiti fino a notte fonda, e turisti e cittadini possono circolare liberamente senza rischiare di imbattersi in brutte avventure.

GreenMachine AmsterdamQualità dei servizi
La città di Amsterdam sembra funzionare perfettamente quanto a servizi di pulizia delle strade: pochi i bidoni per la raccolta differenziata, e anche all'interno di alberghi e ostelli è difficile che venga fatta una corretta distinzione tra i rifiuti. Forse le vie meno frequentate del centro sono un po' lasciate a se stesse, fra i sacchi di rifiuti abbandonati e le biciclette vandalizzate, ma per un turista l'aspetto delle strade principali è più che accettabile.
Sarebbe bello che ci fosse maggior attenzione alla differenziata, e che ci sia un maggiore richiamo all'ecologia sia per i cittadini che per i turisti.

Spazi verdi

Il Vondelpark è considerato, con i suoi 45 ettari costellati di boschetti, fontane, torrenti e piste ciclabili, il polmone verde della città. Ma non solo in Vondelpark è l'orgoglio verde di Amsterdam: il Westerpark che costeggia la Westergasfabriek (ex fabbrica di gas del XIX secolo) e che oggi ospita caffè, ristoranti e spazi per eventi; l'Amstelpark, inaugurato negli anni '70 lungo il fiume Amstel e dotato di una gigantesca area gioco per bambini, il Frankendael, località di vacanza amata dai ricchi mercanti del XIX secolo; il bosco artificiale Amsterdamse Bos, progetto nato negli anni '30 per ridurre la disoccupazione durante la grande crisi economica di quegli anni; Hortus, il più grande giardino botanico d'Olanda e infine lo Zoo Artis, che ospita più di 40.000 specie animali.

Politica e istituzioni
La Costituzione Olandese di fatto prevede un trattamento paritario per tutti i residenti senza alcuna discriminazione per motivi di religione, credo, opinioni politiche, razza, sesso o altro, nel pieno rispetto del diritto alla libertà e di coscienza, così come è stato forgiato nei secoli da un'antica tradizione alla tolleranza. Ma sono sanciti anche dei doveri e delle responsabilità sociali per chi chiede di vivere nella loro Terra. Ecco allora che il timore che la religione musulmana possa minacciare tutto ciò che la liberale Olanda ha di più caro come la libertà delle donne o la tolleranza verso le droghe leggere ha spinto dal 2002 l'attuale governo ad intraprendere una politica aggressiva nei confronti degli immigrati per scoraggiare l'arrivo dei nuovi con l'applicazione di misure restrittive ai richiedenti asilo presenti anche da anni nei Paesi Bassi e successiva eventuale espulsione. Vengono colpiti migliaia di richiedenti asilo presenti in questa Terra da 10 anni e che hanno già messo su famiglia.
Fonte: www.amsterdamtour.it 

Patrimonio culturale e bioedilizia
Si chiama Woonhuis Weijnen 2.0 ed è una casa costruita secondo i modelli dell'architettura sostenibile: mura isolate e intonacate con materiali naturali e sfruttamento energetico efficiente: caldaia che scalda l'acqua e accumula contemporaneamente energia, sistema di scambio termico, riciclo dell’acqua piovana, impianto eolico che, insieme ai pannelli solari e fotovoltaici genera elettricità e calore in abbondanza. È simbolo della sostenibilità nella città di Amsterdam ed è ciò che ha dato il via a numerose nuove iniziative di abbattimento delle emissioni nelle case olandesi.

Mac Bike Amsterdam

Economia e commercio sostenibili

I Paesi Bassi hanno la 16a più grande economia del mondo, e decima per il PIL pro capite. I Paesi Bassi sono la patria di molti celebri marche a livello mondiale, e la sede di uno dei più grandi giacimenti di gas naturale nel mondo. Slochteren, il giacimento di gas nel nord ha portato il totale delle entrate di 159 miliardi di euro a partire dalla metà degli anni 1970. Altre industrie molto sviluppate sono la chimica, alimentare, elettrica ed elettronica e delle costruzioni.
Come in gran parte delle economie più sviluppate, il principale settore economico è quello dei servizi, che contribuisce molto più della metà del PIL. In particolare le imprese di trasporto e distribuzione, le banche e le assicurazioni. Molto sviluppato è il settore della progettazione architettonica e urbanistca, che concentra in questo paese almeno una decina dei primi cento studi di architettura del mondo.

Persone
"La città è fatta di persone, senza le quali essa non esisterebbe. In una città smart la coscienza collettiva prevale sull'individualismo, tutti in un modo o nell'altro concorrono al miglioramento dell'ambiente circostante, pubblico e privato.
 Se i cittadini e i loro governatori comprenderanno i benefici di queste scelte, il vero cambiamento nascerà spontaneamente dalle persone, e si faranno scelte e si collaborerà per migliorare la qualità della vita di tutti!"
Amsterdam, come tante città molto progredite, gode di uno spiccato senso civico, per cui la consapevolezza dei diritti e doveri da parte dei suoi abitanti è forte e tangibile. Non è una città perfetta, come a molti piace pensare, ma è un organismo funzionante ed efficiente, che ha a cuore la salute e la sicurezza dei suoi abitanti e la vivibilità, nonché la sostenibilità. C'è ancora molto da lavorare, ma possiamo dire che la nostra Amsterdam è, a tutti gli effetti, una Smart City!

Voto: 8/10

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L'Azienda Milanese Servizi Ambientali rilancia il CAM

CAMCome in molte città italiane, a Milano è stata avviata nel 2011 l'iniziativa  dell'AMSA chiamata Centro Ambientale Mobile (CAM), sperimentato in via Paolo Sarpi già nel 2009.

Si tratta di una stazione ecologica itinerante dedicata alla raccolta dei rifiuti solidi urbani, dei RUP (Rifiuti Urbani Pericolosi) e dei RAEE (rifiuti elettrici ed elettronici), attraverso una nuova modalità di conferimento dei rifiuti che si affianca ai tradizionali servizi di AMSA e che promuove la raccolta differenziata e l'uso delle sei riciclerie sparse nell'area milanese.

Un metodo di sensibilizzazione dei cittadini perché riconoscano il valore della raccolta differenziata grazie a un'informazione dettagliata, alla trasparenza sui tipi di impiego dei materiali di riciclo raccolti e a un'efficienza nei servizi di ritiro e smaltimento.

Il CAM ha fornito nei vari quartieri di Milano, settimana dopo settimana, le informazioni e l'assistenza necessarie per conoscere gli strumenti forniti dall'Amsa per smaltire correttamente i rifiuti speciali, e per svolgere una consapevole raccolta differenziata.
Fino a 10 tipi di materiali differenti sono stati raccolti al CAM, come batterie di cellulari, pile, barattoli spray, cartucce toner, carta e cartone, imballaggi in plastica, acciaio, allumino, vetro, lampadine incandescenti e a basso consumo.

Dal 30 gennaio 2012 il servizio, che era terminato a giugno 2011, ritornerà attivo grazie agli ottimi risultati ottenuti dall'AMSA: moltissimi cittadini hanno usufruito regolarmente del nuovo servizio di AMSA, che nei mesi scorsi è stata affiancata dal CONAI - Consorzio Nazionale Imballaggi - e dagli altri consorzi di recupero nelle attività di comunicazione e sensibilizzazione della cittadinanza alle tematiche della raccolta differenziata e del riciclo.

Il Centro Ambientale Mobile di AMSA per la raccolta differenziata continuerà quindi a far tappa nelle varie zone periferiche di Milano programmate da calendario, presso i mercati rionali, le aree verdi, le scuole, i centri commerciali, le chiese e i principali punti di aggregazione.

La prima tappa sarà in via Fratelli di Dio nel quartiere di Baggio: i cittadini potranno conferire al CAM le differenti tipologie di rifiuti elencate, ovvero tutto ciò che merita una particolare attenzione per essere smaltito correrramente.

In linea con la politica ambientale dell'AMSA, il CAM è stato pensato per essere a impatto zero: l'energia elettrica è fornita da pannelli fotovoltaici posizionati sul tetto del container.

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Foto: Vita a impatto 1



Qual è la città più ecosostenibile del mondo?

WildpoldsriedLa città più smart del mondo si chiama Wildpoldsried.

Il suo sindaco, Arno Zengerle, si è recato in Italia per incontrare il sindaco di Viterbo Giulio Marini e i sindaci della zona, e per ricevere il premio Un bosco per Kyoto a Roma, il 20 gennaio 2012.

La città bavarese di Wildpoldsried, con poco più di 2500 abitanti, è diventata una comunità energicamente indipendente grazie all'uso delle risorse rinnovabili e alle Smart grid, reti di gestione intelligente della distribuzione elettrica, che producono il 321% in più di energia rispetto alle esigenze del paese, e alle buone pratiche legate ai parametri che una smart city deve avere per definirsi tale.

“Il comune di Wildpoldsried – ha spiegato Zengerle – ha sviluppato un programma basato su tre colonne portanti: la produzione di energia rinnovabile e risparmio energetico; il massimo impiego del legno come materiale da costruzione ecologico nell’edilizia e la tutela delle risorse idriche”. Efficienza nei servizi, quindi, raccolta differenziata e uso consapevole delle risorse, bioedilizia, riciclo, risparmio e recupero delle acque, spazi verdi e culturali.

La realtà di Wildpoldsried somiglia a quella di piccoli comuni italiani, che potrebbero investire sulle energie rinnovabili e promuovere comportamenti e stili di vita ecosostenibili.

Il premio Un bosco per Kyoto è una campagna internazionale sull'educazione alla difesa delle foreste, assegnato ogni anno a chi si è distinto nella salvaguardia dell'ambiente naturale e della mitigazione climatica. Hanno ricevuto il premio internazionale anche Angela Merkel e Barack Obama, ministri dell'ambiente di Costa Rica, Finlandia, Norvegia e Svezia.
Un bosco per Kyoto è anche un progetto più ampio che coinvolge enti territoriali e privati nella prevenzione incendi boschivi estivi e nel rimboschimento.

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Foto: Wikipedia



I sacchetti biodegradabili e compostabili ora devono rispettare i parametri ecologici

Sacchetto plasticaDopo un anno dalla messa al bando dei sacchetti di plastica, e dopo gli importanti cambiamenti nelle abitudini dei consumatori e nell'applicazione delle norme, dal 25 gennaio è attivo il decreto di legge annunciato dal Ministro Clini durante il convegno di AssoBioPlastiche, che riguarda le "Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale".

Nell'articolo 2 è riportata la specifica sui bioshopper (sacchi per asporto merci nel rispetto dell'ambiente), in riferimento alla norma UNI EN 13432:2002

La norma UNI EN 13432:2002 indica le caratteristiche e i parametri chimico-fisici di biodegradabilità, disintegrabilità, assenza di effetti negativi sul processo di compostaggio, bassi livelli di metalli pesanti, che un sacchetto a norma deve avere.

Secondo la norma EN 13432 (Wikipedia), un materiale per definirsi compostabile, deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • degradarsi almeno del 90% in 6 mesi se posto in un ambiente ricco di anidride carbonica
  • a contatto con materiali organici per un periodo di 3 mesi, la massa del materiale deve essere costituita almeno per il 90% da frammenti di dimensioni inferiori a 2mm
  • il materiale non deve avere effetti negativi sul processo di compostaggio
  • bassa concentrazione dei metalli pesanti additivati al materiale
  • valori di pH entro i limiti stabiliti
  • contenuto salino entro i limiti stabiliti
  • concentrazione di solidi volatili entro i limiti stabiliti
  • concentrazione di azoto, fosforo, magnesio e potassio entro i limiti stabiliti

Dal 31 luglio 2012 la commercializzazione dei sacchi non conformi sarà punita con sanzioni da 2.500 a 25mila euro, aumentate fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l'asporto oppure un valore della merce superiore al 20% del fatturato del trasgressore.

Anche gli ambulanti e i negozi non alimentari e di moda sapranno adattarsi a queste regole?
Cosa comporterà questo cambiamento per i lavoratori del mercato della plastica?

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