Archivio dei post per Categoria

World Cancer Day per la lotta e la ricerca contro il cancro

Arancia della saluteMangiare in modo corretto e sano, non fumare e non abusare di alcool, svolgere attività fisica, fare controlli periodici, quali altre sono le buone pratiche per prevenire il cancro?

Il 4 febbraio si celebra il World Cancer Day, e il 4 e 11 febbraio, nelle principali piazze italiane AIRC venderà Le arance della Salute, arance rosse simbolo della prevenzione e della ricerca contro il cancro, ma anche di un primo passo per migliorare la propria alimentazione e stile di vita.

Pensate che un terzo dei tumori e delle malattie cardiovascolari e dell'apparato digerente non esisterebbe, al giorno d'oggi, se semplicemente mangiassimo meglio: non esistono alimenti completamente sbagliati né alimenti che ci curano da soli, ma esistono alimenti da scegliere con moderazione. Inoltre è importante fare scelte equilibrate di vita sana, evitare il fumo e gli ambienti troppo inquinati, svolgere attività fisica e limitare i vizi. 

Ecco quindi la nostra piccola guida per la prevenzione del cancro:
Fare attività fisica: un impegno fisico quotidiano pari a una camminata veloce di mezz'ora ha numerosi vantaggi, in quanto mantiene in salute l'apparato circolatorio (arterie più elastiche e cuore più forte), brucia calorie (l'obesità è la terza causa di cancro, dopo fumo e alcool, in Italia) e favorisce gli spostamenti non inquinanti. Sostituire l'auto o la moto con la bicicletta o una camminata riduce l'inquinamento delle strade e migliora anche la qualità urbana.

Seguire un'alimentazione sana: limitare il consumo carni rosse, di alimenti calorici e industriali e prediligere frutta e verdura di stagione, cereali e legumi, e soprattutto variare la dieta sono buone regole per prenire non solo i tumori all'apparato digerente ma anche tutti i disturbi e le intolleranze generati da un'alimentazione costantemente scorretta. La dieta mediterranea è ciò che più somiglia a questo genere di alimentazione, ed è stata valutata dal Ministero della Salute "non solo come un modello alimentare di qualità, ma anche una risorsa culturale per lo sviluppo sostenibile del Mediterraneo, una parte integrante del patrimonio sociale, storico, economico, artistico e paesaggistico dei popoli della regione. Rappresenta uno stile di vita, importante tanto come patrimonio transnazionale comune a tutta l’area, tanto come espressione di ciascuna delle singole comunità che la compongono".

Controllare il peso forma: limitare le bevande zuccherate, gli alimenti ricchi di sale e conservanti, e consumare molta acqua, spremute e frullati di frutta fresca, cibi prodotti in casa o comunque non industriali. Il sale è molto presente sulle nostre tavole, ed è responsabile di ritenzione idrica, ipertensione e affaticamento cardiaco e il suo abuso sembra favorire i tumori allo stomaco e al pancreas.

Limitare il consumo di alcool e il fumo: secondo l'AIRC "Il fumo di sigaretta è oggi ritenuto il fattore causale più importante del tumore polmonare. È stato dimostrato che un uomo dell'età di 35 anni, che fuma 25 o più sigarette al giorno, ha un rischio di morire di cancro del polmone prima dei 75 anni pari al 13 per cento".
Inutile ribadire quanto il fumo, sia attivo che passivo, sia dannoso per la salute. Smettere di fumare o ridurre drasticamente il numero di sigarette aiuta a ridurre il rischio di cancro.
Per quanto non ancora accertato, l'abuso di alcolici inoltre può contribuire al rischio di ammalarsi di tumori della cavità orale, della faringe, della laringe, dell'esofago e del fegato. Se un bicchiere di vino rosso al giorno aiuta a prevenire numerose malattie, l'abuso di alcool, invece, può causare danni molto gravi.

Fare controlli periodici: gli screening di prevenzione seguono le diverse fasce d'età e servono a individuare i tumori a uno stadio precoce, prima che diventino invasivi. Nelle donne dai 45 ai 70, per esempio, la mammografia deve essere fatta annualmente, mentre il pap test e l'Hiv devono iniziare intorno ai 30 anni. Conoscere la storia clinica della propria famiglia aiuta inoltre a individuare eventuali possibilità di incorrere in malanni ereditari.

Quali sono le vostre buone pratiche di prevenzione?

POST CORRELATI:
Gli Ogm a tavola? Speriamo di no>>
Contro i fast food, una dieta dal mondo>>

Foto: Flickr



Nasce iPhev per geolocalizzare gli impianti di rifornimento per veicoli elettrici

Electric CariPhev nasce nel 2011 da un'idea di Benedetto Pillon e Matteo Cozzi, ottimi conoscitori di Apple e iPhone alla ricerca di un'app innovativa, ambientale ed ecologica per contrastare i costi della benzina e diffondere la cultura della mobilità sostenibile.

L'obiettivo di iPhev è di geolocalizzare tutti gli impianti di rifornimento (di qualunque compagnia energetica) per veicoli elettrici grazie al supporto e alle segnalazioni degli utenti stessi.

L'appoggio da parte di una società che condividesse in pieno il progetto iPhev è stato fondamentale per la programmazione e lo sviluppo dell'app, che è anche su Facebook e Twitter e sarà implementato con un sito web e la versione per Android, per essere quanto più fruibile da chiunque abbia scelto i mezzi elettrici e abbia bisogno di conoscere i posizionamenti delle colonnine della propria città.

iPhev non è solo un'app, ma si tratta di un progetto ambientale indipendente ad ampio raggio: al momento i veicoli elettrici in circolazione sono molto pochi, ed è per questo, tramite la sezione news dell'app, e il supporto di facebook e twitter, che il progetto è volto a sensibilizzare tutti gli utenti iPhev perché contribuiscano alla diffusione di questa preziosa app, in un'ottica 2.0 di circoli virtuosi che la rete porta.

POST CORRELATI:
Energia elettrica, meglio consumare quando costa meno>>
L'energia smart, l'intelligenza ci salverà>>

Foto: Flickr 



Guida ai consumi contro la crisi

Contro la crisiAbbiamo pescato in una libreria dell'usato il libro "Guida ai consumi contro la crisi", scritto e illustrato da Antonio Lubrano e Vauro, e vi abbiamo trovato l'ispirazione per questo post.

Il libro è definito "il dizionario per il nuovo cittadino anticonformista", e anche a noi piace pensare di rivolgerci proprio a chi vuole andare contro le convenzioni e liberarsi delle catene del consumismo e del progresso smodato dei paesi industrializzati.
Per vivere una vita più semplice e più felice, consapevole e piena.

"Facciamo un'ipotesi: domani finisce il petrolio. Oppure, gli Obama dell'est proibiscono l'estrazione,, chiudono i pozzi e per carità niente più trivellazioni del mare.
Siamo dunque a zero: tolleranza zeri per gli inquinatori, ma anche zero carburante e quindi zero traffico, zero attività industriali, zero luce in casa. Ecco che si apre la corsa all'energia pulita."
La corsa è già cominciata, in realtà, con grandi positivi vantaggi per i consumatori e i distributori di energia, nonché per il pianeta e per il futuro delle prossime generazioni.
Ma quali sono i cambiamenti necessari per superare la crisi e migliorare lo stato delle cose, come la politica e il rispetto dei diritti umani, l'integrazione e l'ambiente?
I consumatori non sono più passivi e schiavi del Signor Marketing, ma corrono verso una nuova prospettiva dei consumi: leggono le etichette, diffidano della gratuità dei servizi, si informano e creano associazioni.

Il dizionario conto la crisi è costellato di ottimi spunti per risparmiare e imparare un nuovo stile di vita, che ruota intorno al senso civico, al rispetto per le leggi e le persone, alla condivisione di risorse come i mezzi di trasporto privati e le case e i Gruppi di Acquisto Solidale, a una nuova dimensione dei consumi, per contrastare la crisi e per vivere in modo più semplice e felice.

Ecco quindi 5 keyword che per noi sono fondamentali per superare la crisi.

Acqua
"La sprechiamo, e solo da poco tempo abbiamo smesso di disprezzarla. Ma se qualche politico propone di privatizzarne la distribuzione, ci ribelliamo. Ecco, il discorso sull'acqua, in Italia, deve partire dalla rete idrica."
In Italia si consumano circa 200 litri d'acqua al giorno pro capite, e beviamo prevalentemente acqua in bottiglia, convinti che quella del rubinetto non sia buona.
Le campagne di promozione dell'acqua del sindaco hanno toccato numerosi comuni, tra cui quello di Arezzo, dove metà degli abitanti, circa 45mila, ha aderito alla proposta del sindaco di consumare acqua in brocca.
Che tipo di acqua bevete? Quali metodi usate per risparmiarla in casa?

Condivisione
Gruppi di Acquisto Solidale, spazi verdi pubblici, car e bike-sharing, baratto e scambio, condivisione dei beni immobili, sono tutti aspetti che portano le persone ad aprire le loro porte e rivolgersi a gruppi a loro affini.
Per acquistare in modo più consapevole i prodotti alimentari (locali o biologici e all'ingrosso), condividere risorse invece che acquistarle, come nello scambio di case per le vacanze e l'uso dell'auto in comune, viaggiare con il couch surfing e i passaggi condivisi, tutto per risparmiare e per incontrare nuove persone e realtà e sviluppare una nuova concezione del "prossimo".

Orto
Per chi vive in città e non ha un balcone su cui coltivare piantine, esistono gli orti in affitto. Numerose cascine forniscono lo spazio e le nozioni per permettere ai cittadini di coltivare e raccogliere i prodotti del proprio orticello, che viene mantenuto dai gestori delle attività e curato, spesso e volentieri, secondo le regole della biodinamica. Un modo per entrare in contatto con la natura (anche i bambini apprezzeranno) e per conoscere cosa finirà nei nostri piatti.
Per chi non avesse il tempo, esistono molti servizi di consegna di frutta e verdura certificate biologiche, per scegliere un'alimentazione più consapevole e sana, in contrasto con i dogmi del consumismo che ci vogliono tutti obesi e malati di cuore.

Sprechi
Secondo il Global Food Losses and Food Waste, commissionato dalla FAO, nelle nazioni industrializzate gli sprechi di cibo solo alti (222 milioni di tonnellate all'anno) quanto il totale della produzione di cibo nell'Africa Sub-Sahariana (230 milioni di tonnellate).
È forse un dato plausibile o un'assurdità? Come è possibile che il cibo che sprechiamo possa sfamare nazioni intere?
Così come per gli imballaggi e i rifiuti in generale, gli sprechi non si contano più: questo poi porta a stati di crisi come quello del napoletano, non ancora risolto, per cui la spazzatura supera il volume degli abitanti, e lo smaltimento è impossibilitato da fattori politici e ambientali, mentre il rischio di epidemie si alza e il turismo si abbassa, e città intere vivono nel malcontento.
Quali e quanti sono i modi per risparmiare anche sui nostri "scarti" e salvaguardare così il mondo che ci circonda?

Usato
Gli Swap party sono ormai una moda che impazza. Direttamente dagli Stati Uniti, ma legato a una tradizione ben più antica, il baratto di cose usate, che siano accessori, abiti, mobili o altro, richiama le epoche in cui le grandi industrie non erano ancora entrate nelle nostre case con i loro prodotti seriali, usa e getta, di sempre più bassa qualità, pronti a diventare rifiuti troppo presto. Epoche in cui l'oggetto usato era prezioso, veniva riparato se si rompeva, scambiato se non più utile, regalato se non apprezzato. Ora i mercati dell'usato, gli swap-party, gli atelier del riciclo e del baratto, i portali come Reoose o ZeroRelativo, sono spazi di condivisione, un'ode al detto "Il rifiuto di uno è il tesoro di un altro".

POST CORRELATI:
La crisi si batte con la Green Economy>>
I dieci portali green per chi vuole sapere tutto sull'ambiente>>

Foto: Flickr



Gio, 02/02/2012 - 16:27 | Scritto da: redazione | | Link permanente | Tags:

Intervista a Matteo Colleoni sull'Area C

Matteo ColleoniEcco le parole di Matteo Colleni, ricercatore del Dipartimento di Sociologia dell'Università Bicocca di Milano, sull'Area C e e sue condizioni e conseguenze.

Una politica come quella della congestion charge ha indiscutibili effetti positivi sul traffico e sulle emissioni di inquinanti, ma deve essere utilizzata anche con altre poltiche di persuasione.
Porterà vantaggi e riduzione delle emissioni nel lungo periodo, inoltre miglioreranno i trasporti pubblici con meno traffico e tempi di percorrenza più brevi.
La domanda nei confronti di mezzi di trasporto pubblici e privati risulta sempre rigida, ovvero varia poco in funzione della variabilità dei prezzi, come per l'auto e il carburante, così anche i mezzi pubblici.

La città potrà sì determinare un cambiamento nei comportamenti, ma solo se la città si presta al cambiamento, si cercheranno le buone pratiche per rendere la mobilità sostenibile.

Per chi di voi vive a Milano, in centro o fuori dalla Cerchia dei Bastioni, come è cambiata la situazione, a due settimane dall'attivazione dell'Area C?
www.areac.it


POST CORRELATI:
Il primo giorno dell'Area C a Milano>>
Opinioni e speranze di blogger sull'Area C>>



RAEEporter 2.0 per denunciare gli abusi ambientali

RAEEDopo il successo del concorso RAEEporter, concluso nel 2010, l'iniziativa è rimasta aperta a tutti coloro che volessero segnalare abusi sull'abbandono di RAEE in luoghi non adibiti allo smaltimento.

Con l'acronimo RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, si fa riferimento ai rifiuti che derivano dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

L'idea del concorso RAEEporter è nata da una collaborazione fra Ecodom e Legambiente: la prima è il principale sistema collettivo per la gestione dei RAEE il Consorzio Italiano di Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici, mentre la seconda è la più famosa associazione ecologista che opera a difesa della varietà ambientale e culturale.

La nuova edizione dell'iniziativa, che si chiama RAEEporter 2.0, continua a voler sensibilizzare gli italiani sul tema della tutela ambientale e in particolare sul riciclo e lo smaltimento dei RAEE, e stimolare l'informazione, la curiosità e la partecipazione diretta dei cittatini sull’importanza di un corretto trattamento dei RAEE, con la possibilità di caricare sul portale video e foto di denuncia: si apre così un ventaglio di possibilità d'espressione e di segnalazione per chi nota nella propria città o in aperta campagna gli abusi e le mancanze di rispetto e di senso civico che impattano sull'ambiente anche da un punto di vista estetico.

Un corretto trattamento dei RAEE consente infatti di:
- riciclare materie prime come rame, ferro, alluminio, vetro, plastica
- risparmiare l'energia necessaria per estrarre materie prime
- evitare la dispersione nell'ambiente di sostanze clima-alteranti come i clorofluorocarburi (CFC) e gli idrofluorocarburi (HCFC)

Oggi, in linea con la politica ambientale dell'Unione Europea orientata a favorire uno sviluppo economico eco-compatibile, anche in Italia la responsabilità dei produttori interviene sia nella progettazione e produzione di AEE (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) a basso consumo energetico sia nel corretto trattamento dei RAEE.

Ma c'è ancora molto su cui lavorare, per trasmettere il rispetto per l'ambiente e l'attenzione alla raccolta differenziata e la riduzione degli sprechi.

POST CORRELATI:
L'Azienda Milanese Servizi Ambientali rilancia il CAM>>
Dove butto il vecchio elettrodomestico?>>
Foto: Flickr



Premio Italia Ambiente è Domenico Finiguerra il personaggio del 2011

ambientePer il secondo anno le buone pratiche e l'impegno per l'ambiente vengono premiati a Roma, in una cerimonia per pensare il ruolo dell'informazione ambientale in Italia e nel mondo.

Un premio per l'impegno ambientale a tutto tondo, consegnato nella cornice del Palazzo della Provincia di Roma, a due passi da Piazza Venezia. Siamo stati alla premiazione per il Personaggio dell'Anno 2011 Italia Ambiente, che ha visto vincitore Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, grazie al suo incredibile impegno nella valorizzazione e nella protezione del territorio dall'urbanizzazione selvaggia. Una vittoria decretata dai voti di oltre 7500 utenti che sul sito greenme.it si sono espressi con una preferenza che è arrivata quasi al 20% dei voti.

A presentare la cerimonia tre nomi importanti del giornalismo ambientale italiano: Elisabetta Guidobaldi di ANSA, Marco Fratoddi, condirettore de La Nuova Ecologia, e Daniel Tarozzi, fondatore de Il Terranauta e Direttore Responsabile de Il Cambiamento. Ad aprire la manifestazione è stata proprio una riflessione profonda e interessantissima sul ruolo e il valore del giornalismo e della comunicazione ambientale oggi.

"Viviamo oggi quella che può essere definita una terza fase del giornalismo ambientale - ha detto Fratoddi - Un giornalismo che in Italia si è sempre accompagnato a grandi firme, e che ha sempre avuto il compito di informare ma anche di raccontare e prefigurare l'Italia che verrà in un modo che proprio oggi sta trovando compimento. Proprio in questo giornalismo degli albori può essere identificata una prima fase, a cui è seguita una sorta di epoca d'oro, iniziata con l'arrivo dell'uragano Katrina negli Stati Uniti."

Un momento che ha portato le problematiche ambientali nelle case di chiunque e ha fatto sì che il mondo si rendesse conto di quanto le tematiche legate all'ambiente fossero in realtà legate in maniera indissolubile all'economia, alla salute globale, alla politica e alla vita stessa dell'uomo sul pianeta.

"Questa seconda fase - ha detto Fratoddi - ha però portato a una sorta di polarizzazione dell'informazione. Noi giornalisti abbiamo spesso proposto scenari catastrofici nella speranza di far capire l'entità e l'importanza del problema, mentre dall'altra parte si sono sollevati una serie di punti di vista "eco scettici". Proprio questo è stato forse un errore, il prefigurare un futuro catastrofico: cercando di convincere forse abbiamo allontanato parte del pubblico. Poi tutto questo è culminato nel vertice di Copenhagen, che ha avuto risultati meno incisivi di quanto ci si aspettasse e forse ha contribuito a un ulteriore allontanamento."

La terza fase, è quella invece esposta da Daniel Tarozzi con una riflessione sull'importanza dell'anno passato:<

"Il 2011 è stato un anno in cui i temi ambientali sono tornati prepotentemente alla ribalta. E' stato un anno di avvenimenti tragici, ma è stato un anno anche positivo entro certi termini. C'è stato il disastro di Fukushima, di cui si è parlato poco, in un'ottica tipica della cronaca: si parla del fatto e dell'emergenza, ma non ci si ferma oggi a guardare alle conseguenze, che pure dureranno decenni. Il 2011 è stato però anche l'anno in cui l'Italia per la prima volta dopo tanto tempo si è recata in massa alle urne per portare al quorum un referendum, su temi legati all'ambiente. Il nostro paese può veramente diventare, in questo senso, un'avanguardia, con 27 milioni di votanti che, lontano dalla politica e dall'informazione istituzionale hanno voluto decidere del proprio futuro."

ambiente premiazione

In questa situazione di risveglio i cittadini del mondo stanno iniziando a rendersi conto di quanto sia impossibile parlare della tutela dell'ambiente come fine a se stessa, per le ripercussioni profonde che questa ha sui macrosistemi mondiali, così come sul locale, un argomento che ha tanto a che fare con i premi consegnati il 30 gennaio:

"Se parliamo di primavera araba - ha detto Daniel Tarozzi - non possiamo ignorare che nel medio oriente esistono grandissimi interessi su gas e petrolio: di cosa parliamo allora? Sono questioni politiche? Energetiche? Ambientali? Se parliamo di OGM non possiamo non discutere gli effetti sulla salute e sull'agricoltura mondiale: è una questione ambientale o sanitaria? Non esiste un confine netto, non c'è modo di tracciarlo. Una altro punto importante di questa terza fase è il ritorno alla ribalta delle buone pratiche locali, che si tratti di organizzazioni territoriali o politiche comunali sono queste le tematiche escono dalla nicchia e salgono alla ribalta."

Proprio per questo i tanti candidati quest'anno vengono in gran parte da un mondo legato alla pratica prima che alla teoria e alle discussioni: si tratta appunto di personaggi come Domenico Finiguerra, così come il secondo e terzo classificato: i pescatori di Torre Guaceto, responsabili di un progetto di sfruttamento sostenibile delle aree di pesca; e Peter Brandauer, Presidente di Alpine Pearls, associazione che propone un'idea di vacanza ecocompatibile. A confermare il nuovo indirizzo verso un ambientalismo che si dà da fare è anche il vincitore della Menzione Speciale del Comitato Tecnico: Paolo Carsetti, attivista e portavoce del Forum per l'Acqua Pubblica.

In entrambi i casi i vincitori hanno specificato di essere a Roma come rappresentanti di una collettività che ha lavorato insieme, dai comitati territoriali che hanno reso possibile "uscire dalla dipendenza dagli oneri di urbanizzazione, che sono una vera e propria droga per i piccoli comuni, costretti a svendere i territori per avere i fondi per vivere", nelle parole di Domenico Finiguerra, ai partecipanti alla lotta per l'acqua pubblica, come detto nel suo discorso da Paolo Carsetti: "persone che, dal volantinaggio all'organizzazione di associazioni, hanno fatto la propria parte in questa vittoria."

Tra nominati e premiati si notano alcuni grandi assenti: celebrità e VIP il cui lavoro di relazioni pubbliche non è più all'altezza di un mondo eco che vuole partecipare, essere protagonista e "sporcarsi le mani":

"Vince il fare - ha confermato Mario Notaro, responsabile di greenme e organizzatore dell'evento  - vincono le buone idee e le buone pratiche, vince chi non resta indietro e guarda avanti, con quello che c'è e che si può cambiare."

POST CORRELATI:
Personaggio dell'anno 2011, Ambiente e Sostenibilità: Andrea Segré>>
Personaggio dell'anno 2011, Culture e Integrazione: Maso Notarianni>>



Intervista a Michelangelo Pistoletto, artista e fondatore della Città dell'Arte

Michelangelo PistolettoUn'intervista a Michelangelo Pistoletto, artista, pittore e scultore italiano, animatore e protagonista della corrente dell'arte povera.
È padre della Città dell'arte - Fondazione Pistoletto, un grande laboratorio, un generatore di energia creativa, che sviluppa processi di trasformazione responsabile nei diversi settori del tessuto sociale.
Ecco le sue parole riguardo il Terzo Paradiso, l'arte e la gioventù.

"L'arte rappresenta la massima libertà, infatti si è liberi di fare qualsiasi segno, e forma.
Ma l'artista è tanto libero quanto responsabile: più si è liberi, più si è responsabili.
La libertà diventa significativa quando diventa epsressione del fare, vivere, proporre, comunicare, volere.
E la responsabilità è guida per un nuovo modo di essere: la condivisione democratica di prospettive, del pensiero, delle sensibilità e delle necessità è l'unico modo per ricostruire insieme il mondo.
Ognuno di noi, un po' più libero e un po' più responsabile, può diventare un artista.
La scienza deve conservare l'umanità, fare un lavoro di avanguardia conservativa, far sì che l'uomo possa sopravvivere."

Che cos'è il Terzo Paradiso?
Il Terzo Paradiso è concepito sull'idea di una pace preventiva: il suo simbolo unisce la comunità umana ed è la fusione tra il primo e il secondo paradiso.
Il Primo è il paradiso in cui la vita sulla terra è totalmente regolata dalla natura.
Il Secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana attraverso un processo che ha raggiunto oggi proporzioni globalizzanti. Questo paradiso è fatto di bisogni artificiali, di prodotti artificiali, di comodità artificiali, di piaceri artificiali e di ogni altra forma di artificio.
Terzo ParadisoSi è formato un vero e proprio mondo artificiale che, con progressione esponenziale, inquina, ammorba e corrode il pianeta naturale ingenerando processi irreversibili di estinzione.
Il pericolo di una tragica collisione tra queste due sfere è ormai annunciato in ogni modo.
Il progetto del Terzo Paradiso consiste nel condurre l’artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l’arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra.
Terzo Paradiso significa il passaggio a un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza.
È il nuovo mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità in questo frangente epocale.
Con il Nuovo Segno d’Infinito si disegnano tre cerchi: quello centrale rappresenta il grembo generativo del Terzo Paradiso.
(Michelangelo Pistoletto)

POST CORRELATI:
Personaggio dell'anno 2011: Nomination Ambiente e sostenibilità>>
Ned Kahn, la forza della natura si fa arte>>



Amsterdam è una Smart City?

AmsterdamSiamo stati in visita ad Amsterdam, la città delle biciclette, per conoscere e misurare usando i nostri parametri della smart city, quanto sia una città sostenibile e smart.

Poco tempo fa abbiamo redatto il decalogo della città smart secondo noi, e abbiamo deciso che per ogni città che visiteremo daremo un voto secondo i parametri che riteniamo essenziali perché una città si possa definire ecosostenibile, vivibile, smart.

Mobilità sostenibile (o "dolce")
Dal punto di vista della mobilità sostenibile, è quasi superfluo parlare della ciclabilità di Amsterdam: i ciclisti sono padroni delle strade, e si contano più di 70mila biciclette in tutta la città, usate ogni giorno per andare al lavoro o a scuola, per portare i bambini e fare la spesa, per passeggiare nelle belle giornate.
La città è fornita di una fittissima rete di piste ciclabili dove l'intralcio da parte dei pedoni non è accettato: il continuo scampanellio che si sente camminando per le vie di Amsterdam è il chiaro segnale di "levarsi dalle ruote".
Il bike sharing è stato introdotto in Olanda per la prima volta nel 1965, e si è rapidamente diffuso in tutto il mondo grazie anche a una crescente sensibilità dei cittadini verso le problematiche legate alla sostenibilità ambientale e all’inquinamento e anche grazie ai servizi Mac Bike (bike sharing con stazioni di deposito) o di Bike Rental (punti dove il cittadino o il turista noleggia la bicicletta e la riporta nello stesso luogo).
Con i Progetti Bianchi degli anni '60 nati dalle iniziative del "provotariato" contro il consumismo e per l'ecologia, il Piano delle biciclette bianche (1965) proponeva di sostituire progressivamente il traffico automobilistico con quello ciclistico attraverso la distribuzione pubblica e gratuita di biciclette di proprietà comune dipinte di bianco.
Approfondimento: Bike sharing in Europa: rivoluzione del trasporto urbano
Bike Rental
Buone condizioni dell'aria

Se nella città di Amsterdam è raro imbattersi nelle automobili, la diretta conseguenza del largo uso di biciclette e di mezzi non inquinanti è un'ottima qualità dell'aria, salvaguardata anche dal senso civico generale per cui nessun automobilista sarà libero di sostare a motore acceso nei luoghi di passaggio di pedoni e ciclisti, e il parcheggio selvaggio, il congestionamento delle strade e lo stress da traffico non sono argomenti contemplati nella capitale olandese.
Anche i servizi pubblici come quelli di pulizia delle strade usufruiscono di mezzi elettrici e perciò non inquinanti, come le GreenMachine. In molte case, come racconta il sito Amsterdam Smart City, e anche nelle scuole, nelle piscine e nelle strutture pubbliche, è in corso l'installazione di sistemi di gestione di energie alternative, per far conoscere ai cittadini le numerose opportunità di questa scelta: risparmio economico ed energetico prima di tutto, e salvaguardia dell'ambiente con l'abbattimento delle emissioni di CO2.

Spazi per relazioni sociali
Per un turista italiano è sempre facile stupirsi quando un autoctono offre il suo aiuto per dare un'indicazione su una strada o un luogo da raggiungere. La tipica diffidenza che gli italiani hanno verso il prossimo non è contemplata negli altri paesi d'Europa, in misure più o meno maggiori, in quanto lo straniero non è visto come un nemico a prescindere, ma messo sullo stesso piano delle altre persone. Forse è anche l'empatia individuale a far sì che un forestiero possa trovare l'aiuto disinteressato di uno sconosciuto del luogo, ma sta di fatto che sempre più all'estero e sempre meno in Italia è frequente imbattersi in gesti di solidarietà o semplice gentilezza.
Secondo un dato del 2007 nei Paesi Bassi la popolazione, di circa 16 milioni di persone, gode di numero di istituzioni come ospedali, ospedali psichiatrici, case di riposo, centri di day hospital, di circa 1.700 unità, mentre le case per persone anziane sono circa 1.660.

Sicurezza
La sicurezza passa anche dall'attenzione che ogni individuo ha per gli oggetti di valore e per la propria persona. Frequentare zone ad alta concentrazione turistica espone maggiormente i viaggiatori ai borseggiatori. Sapere anche quali zone della città è meglio non frequentare è un buon modo per stare lontano dai guai. Tuttavia, nelle aree della città che potrebbero sembrare le più pericolose, The Red District e la zona dei Coffee Shop, i controlli della polizia, la vigilanza e la sicurezza sono garantiti fino a notte fonda, e turisti e cittadini possono circolare liberamente senza rischiare di imbattersi in brutte avventure.

GreenMachine AmsterdamQualità dei servizi
La città di Amsterdam sembra funzionare perfettamente quanto a servizi di pulizia delle strade: pochi i bidoni per la raccolta differenziata, e anche all'interno di alberghi e ostelli è difficile che venga fatta una corretta distinzione tra i rifiuti. Forse le vie meno frequentate del centro sono un po' lasciate a se stesse, fra i sacchi di rifiuti abbandonati e le biciclette vandalizzate, ma per un turista l'aspetto delle strade principali è più che accettabile.
Sarebbe bello che ci fosse maggior attenzione alla differenziata, e che ci sia un maggiore richiamo all'ecologia sia per i cittadini che per i turisti.

Spazi verdi

Il Vondelpark è considerato, con i suoi 45 ettari costellati di boschetti, fontane, torrenti e piste ciclabili, il polmone verde della città. Ma non solo in Vondelpark è l'orgoglio verde di Amsterdam: il Westerpark che costeggia la Westergasfabriek (ex fabbrica di gas del XIX secolo) e che oggi ospita caffè, ristoranti e spazi per eventi; l'Amstelpark, inaugurato negli anni '70 lungo il fiume Amstel e dotato di una gigantesca area gioco per bambini, il Frankendael, località di vacanza amata dai ricchi mercanti del XIX secolo; il bosco artificiale Amsterdamse Bos, progetto nato negli anni '30 per ridurre la disoccupazione durante la grande crisi economica di quegli anni; Hortus, il più grande giardino botanico d'Olanda e infine lo Zoo Artis, che ospita più di 40.000 specie animali.

Politica e istituzioni
La Costituzione Olandese di fatto prevede un trattamento paritario per tutti i residenti senza alcuna discriminazione per motivi di religione, credo, opinioni politiche, razza, sesso o altro, nel pieno rispetto del diritto alla libertà e di coscienza, così come è stato forgiato nei secoli da un'antica tradizione alla tolleranza. Ma sono sanciti anche dei doveri e delle responsabilità sociali per chi chiede di vivere nella loro Terra. Ecco allora che il timore che la religione musulmana possa minacciare tutto ciò che la liberale Olanda ha di più caro come la libertà delle donne o la tolleranza verso le droghe leggere ha spinto dal 2002 l'attuale governo ad intraprendere una politica aggressiva nei confronti degli immigrati per scoraggiare l'arrivo dei nuovi con l'applicazione di misure restrittive ai richiedenti asilo presenti anche da anni nei Paesi Bassi e successiva eventuale espulsione. Vengono colpiti migliaia di richiedenti asilo presenti in questa Terra da 10 anni e che hanno già messo su famiglia.
Fonte: www.amsterdamtour.it 

Patrimonio culturale e bioedilizia
Si chiama Woonhuis Weijnen 2.0 ed è una casa costruita secondo i modelli dell'architettura sostenibile: mura isolate e intonacate con materiali naturali e sfruttamento energetico efficiente: caldaia che scalda l'acqua e accumula contemporaneamente energia, sistema di scambio termico, riciclo dell’acqua piovana, impianto eolico che, insieme ai pannelli solari e fotovoltaici genera elettricità e calore in abbondanza. È simbolo della sostenibilità nella città di Amsterdam ed è ciò che ha dato il via a numerose nuove iniziative di abbattimento delle emissioni nelle case olandesi.

Mac Bike Amsterdam

Economia e commercio sostenibili

I Paesi Bassi hanno la 16a più grande economia del mondo, e decima per il PIL pro capite. I Paesi Bassi sono la patria di molti celebri marche a livello mondiale, e la sede di uno dei più grandi giacimenti di gas naturale nel mondo. Slochteren, il giacimento di gas nel nord ha portato il totale delle entrate di 159 miliardi di euro a partire dalla metà degli anni 1970. Altre industrie molto sviluppate sono la chimica, alimentare, elettrica ed elettronica e delle costruzioni.
Come in gran parte delle economie più sviluppate, il principale settore economico è quello dei servizi, che contribuisce molto più della metà del PIL. In particolare le imprese di trasporto e distribuzione, le banche e le assicurazioni. Molto sviluppato è il settore della progettazione architettonica e urbanistca, che concentra in questo paese almeno una decina dei primi cento studi di architettura del mondo.

Persone
"La città è fatta di persone, senza le quali essa non esisterebbe. In una città smart la coscienza collettiva prevale sull'individualismo, tutti in un modo o nell'altro concorrono al miglioramento dell'ambiente circostante, pubblico e privato.
 Se i cittadini e i loro governatori comprenderanno i benefici di queste scelte, il vero cambiamento nascerà spontaneamente dalle persone, e si faranno scelte e si collaborerà per migliorare la qualità della vita di tutti!"
Amsterdam, come tante città molto progredite, gode di uno spiccato senso civico, per cui la consapevolezza dei diritti e doveri da parte dei suoi abitanti è forte e tangibile. Non è una città perfetta, come a molti piace pensare, ma è un organismo funzionante ed efficiente, che ha a cuore la salute e la sicurezza dei suoi abitanti e la vivibilità, nonché la sostenibilità. C'è ancora molto da lavorare, ma possiamo dire che la nostra Amsterdam è, a tutti gli effetti, una Smart City!

Voto: 8/10

POST CORRELATI:
Il decalogo della smart city>>
Qual è la città più ecosostenibile del mondo?>>

Foto: Flickr



L'Azienda Milanese Servizi Ambientali rilancia il CAM

CAMCome in molte città italiane, a Milano è stata avviata nel 2011 l'iniziativa  dell'AMSA chiamata Centro Ambientale Mobile (CAM), sperimentato in via Paolo Sarpi già nel 2009.

Si tratta di una stazione ecologica itinerante dedicata alla raccolta dei rifiuti solidi urbani, dei RUP (Rifiuti Urbani Pericolosi) e dei RAEE (rifiuti elettrici ed elettronici), attraverso una nuova modalità di conferimento dei rifiuti che si affianca ai tradizionali servizi di AMSA e che promuove la raccolta differenziata e l'uso delle sei riciclerie sparse nell'area milanese.

Un metodo di sensibilizzazione dei cittadini perché riconoscano il valore della raccolta differenziata grazie a un'informazione dettagliata, alla trasparenza sui tipi di impiego dei materiali di riciclo raccolti e a un'efficienza nei servizi di ritiro e smaltimento.

Il CAM ha fornito nei vari quartieri di Milano, settimana dopo settimana, le informazioni e l'assistenza necessarie per conoscere gli strumenti forniti dall'Amsa per smaltire correttamente i rifiuti speciali, e per svolgere una consapevole raccolta differenziata.
Fino a 10 tipi di materiali differenti sono stati raccolti al CAM, come batterie di cellulari, pile, barattoli spray, cartucce toner, carta e cartone, imballaggi in plastica, acciaio, allumino, vetro, lampadine incandescenti e a basso consumo.

Dal 30 gennaio 2012 il servizio, che era terminato a giugno 2011, ritornerà attivo grazie agli ottimi risultati ottenuti dall'AMSA: moltissimi cittadini hanno usufruito regolarmente del nuovo servizio di AMSA, che nei mesi scorsi è stata affiancata dal CONAI - Consorzio Nazionale Imballaggi - e dagli altri consorzi di recupero nelle attività di comunicazione e sensibilizzazione della cittadinanza alle tematiche della raccolta differenziata e del riciclo.

Il Centro Ambientale Mobile di AMSA per la raccolta differenziata continuerà quindi a far tappa nelle varie zone periferiche di Milano programmate da calendario, presso i mercati rionali, le aree verdi, le scuole, i centri commerciali, le chiese e i principali punti di aggregazione.

La prima tappa sarà in via Fratelli di Dio nel quartiere di Baggio: i cittadini potranno conferire al CAM le differenti tipologie di rifiuti elencate, ovvero tutto ciò che merita una particolare attenzione per essere smaltito correrramente.

In linea con la politica ambientale dell'AMSA, il CAM è stato pensato per essere a impatto zero: l'energia elettrica è fornita da pannelli fotovoltaici posizionati sul tetto del container.

Anche nella vostra città sono presenti iniziative di questo tipo? POST CORRELATI:
In piazza a Roma per il Piano Rifiuti Zero>>
Lucart e Tetrapak per un futuro green>>

Foto: Vita a impatto 1



Qual è la città più ecosostenibile del mondo?

WildpoldsriedLa città più smart del mondo si chiama Wildpoldsried.

Il suo sindaco, Arno Zengerle, si è recato in Italia per incontrare il sindaco di Viterbo Giulio Marini e i sindaci della zona, e per ricevere il premio Un bosco per Kyoto a Roma, il 20 gennaio 2012.

La città bavarese di Wildpoldsried, con poco più di 2500 abitanti, è diventata una comunità energicamente indipendente grazie all'uso delle risorse rinnovabili e alle Smart grid, reti di gestione intelligente della distribuzione elettrica, che producono il 321% in più di energia rispetto alle esigenze del paese, e alle buone pratiche legate ai parametri che una smart city deve avere per definirsi tale.

“Il comune di Wildpoldsried – ha spiegato Zengerle – ha sviluppato un programma basato su tre colonne portanti: la produzione di energia rinnovabile e risparmio energetico; il massimo impiego del legno come materiale da costruzione ecologico nell’edilizia e la tutela delle risorse idriche”. Efficienza nei servizi, quindi, raccolta differenziata e uso consapevole delle risorse, bioedilizia, riciclo, risparmio e recupero delle acque, spazi verdi e culturali.

La realtà di Wildpoldsried somiglia a quella di piccoli comuni italiani, che potrebbero investire sulle energie rinnovabili e promuovere comportamenti e stili di vita ecosostenibili.

Il premio Un bosco per Kyoto è una campagna internazionale sull'educazione alla difesa delle foreste, assegnato ogni anno a chi si è distinto nella salvaguardia dell'ambiente naturale e della mitigazione climatica. Hanno ricevuto il premio internazionale anche Angela Merkel e Barack Obama, ministri dell'ambiente di Costa Rica, Finlandia, Norvegia e Svezia.
Un bosco per Kyoto è anche un progetto più ampio che coinvolge enti territoriali e privati nella prevenzione incendi boschivi estivi e nel rimboschimento.

POST CORRELATI:
Il decalogo della smart city>>
Milano nel 2030 sarà una smart city>>

Foto: Wikipedia



I sacchetti biodegradabili e compostabili ora devono rispettare i parametri ecologici

Sacchetto plasticaDopo un anno dalla messa al bando dei sacchetti di plastica, e dopo gli importanti cambiamenti nelle abitudini dei consumatori e nell'applicazione delle norme, dal 25 gennaio è attivo il decreto di legge annunciato dal Ministro Clini durante il convegno di AssoBioPlastiche, che riguarda le "Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale".

Nell'articolo 2 è riportata la specifica sui bioshopper (sacchi per asporto merci nel rispetto dell'ambiente), in riferimento alla norma UNI EN 13432:2002

La norma UNI EN 13432:2002 indica le caratteristiche e i parametri chimico-fisici di biodegradabilità, disintegrabilità, assenza di effetti negativi sul processo di compostaggio, bassi livelli di metalli pesanti, che un sacchetto a norma deve avere.

Secondo la norma EN 13432 (Wikipedia), un materiale per definirsi compostabile, deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • degradarsi almeno del 90% in 6 mesi se posto in un ambiente ricco di anidride carbonica
  • a contatto con materiali organici per un periodo di 3 mesi, la massa del materiale deve essere costituita almeno per il 90% da frammenti di dimensioni inferiori a 2mm
  • il materiale non deve avere effetti negativi sul processo di compostaggio
  • bassa concentrazione dei metalli pesanti additivati al materiale
  • valori di pH entro i limiti stabiliti
  • contenuto salino entro i limiti stabiliti
  • concentrazione di solidi volatili entro i limiti stabiliti
  • concentrazione di azoto, fosforo, magnesio e potassio entro i limiti stabiliti

Dal 31 luglio 2012 la commercializzazione dei sacchi non conformi sarà punita con sanzioni da 2.500 a 25mila euro, aumentate fino al quadruplo del massimo se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l'asporto oppure un valore della merce superiore al 20% del fatturato del trasgressore.

Anche gli ambulanti e i negozi non alimentari e di moda sapranno adattarsi a queste regole?
Cosa comporterà questo cambiamento per i lavoratori del mercato della plastica?

POST CORRELATI:
Il caso dei sacchetti biodegradabili e del decreto Milleproroghe in Italia>>
Come risparmiare l'acqua domestica>>

Foto: Flickr



Starbucks ancora più green

StarbucksStarbucks, la catena americana distributrice di caffè e relax, oltre alla filosofia etica che già la contraddistingue, ha fatto una vera e propria svolta green.

In 7mila punti vendita Starbucks di USA e Canada le lampadine alogene e a incandescenza sono state sostituite con i Led. Presto i punti vendita di Europa e Asia saranno travolti anch'essi da questa "illuminazione di massa".

Ogni lampadina Led permette di risparmiare circa 30 dollari ogni anno in costi energetici e riduce le emissioni di anidride carbonica.
È stato calcolato che per ogni mille metri quadrati di punti vendita della catena illuminati con i Led, Starbucks risparmierà circa 600 dollari, e ridurrà le emissioni di circa 10 barili di petrolio.

Il modello ecologico ed equo e solidale di Starbucks ha spopolato nel mondo, portando esempi di best practice legati non solo alla soddisfazione dei clienti, ma anche al messaggio etico divulgato grazie alla collaborazione marchiata Fair Trade con aziende e produttori dei paesi del Sud del Mondo, e a un uso equilibrato delle risorse: i negozi Starbucks sono pensati e progettati con materiali provenienti dalle risorse locali (legname, materiali di riciclo e di riuso) per ridurre le emissioni e gli sprechi d'acqua ed energia.
Le strategie di risparmio delle emissioni comprendono l'uso moderato dell'aria condizionata, metodi di risparmio dell'acqua (frangigetto ai rubinetti), efficienza energetica, prodotti in legno proveniente dalle foreste certificate FSC, pitture e vernici con bassa quantità di sostanze volatili.

Anche i clienti sono incentivati a contribuire alle iniziative ambientali di Starbucks, eseguendo una raccolta differenziata accurata, riciclando i fondi di caffè per nutrire le proprie piante, consumando prodotti equi e solidali e senza pesticidi.

La responsabilità sociale e etica di Starbucks è un esempio virtuoso di come ogni catena commerciale dovrebbe pensare, prima che al profitto, alle emissioni di CO2, al rispetto dei lavoratori e dei clienti, alla scelta della provenienza dei prodotti e della loro qualità (no pesticidi).

POST CORRELATI:
I dieci portali green per chi vuole sapere tutto sull'ambiente>>
La crisi si batte con la Green Economy>>

Foto: Flickr



10 film sull'ambiente

Pianeta TerraSono nove, in realtà, i film che vi consigliamo. Diteci voi quale dovrebbe essere il decimo, un film che vi ha insegnato qualcosa, che vi ha fatto riflettere sui problemi del pianeta. Ecco i nostri.

Il pianeta verde - Coline Serreau 
Una popolazione umana evoluta che da secoli abita il pianeta verde, ha il potere di trasmettere telepaticamente agli umani, scendendo ogni tanto sulla terra e stupendosi, ogni volta, dei progressi/regressi dei terrestri: traffico e inquinamento, consumo delle risorse naturali, frenesia.
Un messaggio in chiave umoristica di amore per la natura e di urgenza di cambiare prospettiva nei confronti del pianeta.

Wall-E - Pixar Animation Studios 
Una triste quanto veritiera previsione di un futuro non tanto lontano, in cui la terra è sommersa di rifiuti e gli umani sono migrati altrove, persi nello spazio e senza più un'identità e una somiglianza con l'uomo originario. Solo sul pianeta, il robottino pulitore Wall-E raccoglie e compatta in eterno rifiuti, fino a che...

Little Shop of Horrors - Frank Oz 
"Don't feed the plants!" Per quanto la natura sia stupenda e misteriosa, a volte non bisogna fidarsi di lei. Delle piante, in particolare, che amano nutrirsi di sangue umano.

Erin Brokovich - Steven Soderbergh 
Erin Brockovich indaga sulla Pacific Gas and Electric Company che ha contaminato le falde acquifere di una cittadina californiana, provocando tumori ai residenti. Sostenuta dal suo principale, vince la battaglia legale, ottenendo per i 260 querelanti indennizzi per 333 milioni di dollari.

Sakura, tributo a Fukushima - Alessandra Pescetta 
L'evocazione alla tragedia dell'11 marzo 2011 è in ogni dettaglio: l'abito della ballerina è creato con le tute di carta usate dagli operai delle centrali nucleari e ha la forma tradizionale del Teatro Noh. L'ambientazione è cupa e apparentemente oscurata dall'assenza di speranza. Una voce flebile racconta, sulle musiche di Alberto N.A. Turra, mentre petali di ciliegio, che richiamano la festa di primavera dell'Hanami, si elevano dal suolo allegoricamente.

No impact man - Colin Beavan 
Il documentario dell'anno a impatto zero vissuto dal giornalista Colin Beavan. L'esperienza, votata a una vita a bassissimo impatto ambientale, è diventata un documentario che si è diffuso in tutto il mondo. Colin Beavan racconta le difficoltà e le esperienze di un newyorchese a impatto zero.

Soylent Green - Richard Fleischer 
"Nell'ipotesi che l'attuale linea di sviluppo continui inalterata nei cinque settori fondamentali (popolazione, industrializzazione, inquinamento, produzione di alimenti, consumo delle risorse naturali) l'umanità è destinata a raggiungere i limiti naturali dello sviluppo entro i prossimi cento anni."
Donella Meadows, Fondazione Rockefeller
Un film di fantascienza ambientato nel 2022, su un pianeta devastato dall'inquinamento e dalla sovrappopolazione. Utopia o triste destino per la popolazione umana?

Inconvenient truth - Davis Guggenheim 
Un film-documentario sul riscaldamento globale, che mostra le variazioni di temperatura e dei livelli di CO2 nell'atmosfera negli ultimi 60.000 anni.

WaterWorld - Kevin Reynolds
I ghiacci si sono sciolti e tutte le terre sono state sommerse dall'acqua. I pochi sopravvissuti vivono nell'anarchia e sopravvivono dei pochi doni del mare immenso, nella continua ricerca di una leggendaria terra emersa.
Anche questa un'utopia oppure la previsione di un futuro non troppo lontano?

POST CORRELATI:
10 idee per un ufficio ecologico>>
Il decalogo del ciclista in città>>

Foto: Flickr



Ipercoop Estense e la campagna sull'acqua del rubinetto

AcquaNel 2010 Coop lanciava la campagna consumeristica Acqua di casa mia, con lo scopo di sensibilizzare i consumatori su un corretto consumo dell'acqua.

Per contenere i costi ambientali del mercato dell'acqua, Coop ha promosso l'uso dell'acqua del sindaco e di acque minerali provenienti da fonti vicine, ma da oggi aggiunge alla sua iniziativa l'etichettatura sulla qualità dell'acqua: i cittadini delle provincie di Modena e Ferrara (29 comuni e 41 punti vendita), e presto di molte altre città d'Italia, potranno consultare una scheda informativa sulle caratteristiche chimiche e microbiologiche dell'acqua della propria zona, in modo da scegliere se e come comprare l'acqua in bottiglia.
Sono 6 gli indicatori che compongono l’etichetta, per ognuno dei quali vengono presentati il valore nell’ambito territoriale di pertinenza e il limite imposto o suggerito dalla legge: concentrazione ioni idrogeno, cloruri, ammonio, nitrati e nitriti, residuo secco a 180°, durezza.
"È una scelta forte e coerente coi principii di tutela dell'ambiente e di promozione del consumo consapevole", afferma il direttore Soci e Consumatori Coop Estense Isa Sala,filosofia che sposa appieno la mission dell'impresa. I consumatori devono essere messi nelle condizioni di scegliere responsabilmente, e il tema dell'acqua, così urgente, è il primo che viene trattato come una risorsa vitale e non un prodotto commerciale, anche a dispetto dei guadagni che l'acqua in bottiglia porta ai commercianti. In ogni punto vendita sarà quindi esposta l’etichetta delle acque in vendita e dell'acqua del comune di riferimento, con i dati aggiornati forniti dal gestore di competenza, oltre alle indicazioni su come raccogliere maggiori approfondimenti.

Perché è necessaria una nuova consapevolezza nei confronti dell'acqua che beviamo?
Costi ambientali: la legge impone numerosissimi controlli sugli acquedotti (igienici e sanitari), ciononostante i cittadini non sono sufficientemente informati sulla qualità della propria acqua e sulla possibilità di risparmiare denaro, emissioni di CO2, plastica delle bottiglie e degli imballaggi.
Costi famigliari: "Una famiglia di quattro persone spende ogni anno da 320 a 720 euro e fa bruciare almeno 32 litri di combustibili fossili per bere acqua in bottiglie di plastica invece dell’acqua potabile che sgorga dal rubinetto di casa".
L’acqua in bottiglia è il più grande nemico dell’ambiente - Decrescita Felice
Costi sanitari: "Ma il pericolo maggiore delle acque minerali non è alla fonte, bensì nell'imbottigliamento: le bottiglie di plastica rilasciano lentamente nell'acqua contenuta sostanze tossiche, che possono causare effetti teratogeni, in specie serie malformazioni all'apparato genitale dei nascituri. Questi spiacevoli fenomeni di cessione divengono assai più perniciosi col calore: contaminazioni possibili, dunque, durante le lunghe giacenze nei magazzini di grossisti e di supermarket, ma anche sul balcone di casa se le bottiglie vengono lasciate esposte al sole. […]
Ideali, dunque, le acque nelle bottiglie di vetro; se di plastica, verificare che la data dell'imbottigliamento (sempre indicata, sull'etichetta, da quei piccoli taglietti) non sia molto indietro nel tempo. O, viceversa, che la data di scadenza sia più lontana possibile."
Quattro sberle in padella - Stefano Carnazzi Stefano Apuzzo

L'acqua non è una risorsa illimitata, e Coop, che conta più di sette milioni e mezzo di soci, vuole condividere e trasmettere la consapevolezza del peso che una scelta può comportare non solo sui bilanci famigliari ma anche sulla salute del pianeta.
Ogni anno gli italiani bevono una media di 195 litri di acqua minerale a testa (primi in Europa), e il trasporto dell'acqua in tutto il paese è causa delle emissioni di circa 480.000 tir. Parte della campagna è l'informazione sulle fonti locali e nazionali, sulla loro ubicazione geografica, le caratteristiche delle acque in vendita, consigli sul risparmio domestico dell'acqua. Inoltre le associazioni ambientaliste Legambiente, Greenpeace e WWF hanno collaborato a un dossier scientifico redatto con la supervisione di esperti.

Messaggio della campagna è Salvaguardiamo l’ambiente: scegli l’acqua del rubinetto o proveniente da fonti vicine: l’imbottigliamento e il trasporto su gomma di 100 litri d’acqua che viaggiano per circa 100km producono emissioni almeno pari a 10kg di CO2. Se invece si sceglie l’acqua di rubinetto, per ogni 100 litri erogati si emettono circa 0,04kg di CO2.
Chi vuole può decidere di cambiare abitudini e bere l’acqua di rubinetto, che normalmente è un’acqua di buona qualità e sicura.
Altrimenti si può scegliere di acquistare acque minerali vicine, così da limitare il trasporto su gomma e quindi le emissioni di CO2.
Le acque minerali, anche se scelte già da Coop da fonti relativamente vicine, continueranno a stare sugli scaffali, ma l’obiettivo è quello di costruire un’offerta trasparente ed esplicativa, per permettere al consumatore di scegliere consapevolmente.

Che tipo di acqua beviamo? In che modo la scegliamo? Quanto spendiamo ogni anno? Pensiamoci.

POST CORRELATI:
Acqua pubblica o privata?>>
Riduciamo lo spreco dell'acqua per farne un uso sostenibile>>

Foto: Flickr



Bioedilizia: la casa ecologica Bovisa 90

Bovisa 90In via Candiani c'è una casa storica per almeno due ragioni. Tre, considerando anche il fatto che ci vive mia zia.
La prima ragione è che un tempo lì sorgeva l'Armenia Films, una delle due storiche case cinematografiche milanesi di inizio secolo (a questo vanno ricondotte le colonne e i capitelli che la cingono e la scritta "Armenia Film" sull'ingresso).
La seconda ragione è che tra i capitelli è stata eretta, nel 2011, un'avanzatissima casa ecologica, a cui i giornali hanno dedicato svariati articoli e alcune riviste di architettura interi numeri.
[…]
C'era una volta un gruppo di abitanti di Bovisa che voleva una casa nuova, bella ed ecologica. Questi bovisani comprarono un terreno dal passato glorioso e si affidarono a un bravo architetto, forse il mago di questa storia.
Il mago cominciò con la luce: prese la zona giorno, la dispose a sud e la riempì di finestre, così che l'illuminazione fosse massima. Con un cenno della mano, dalle finestre fece emergere balconi così grandi da poterci cenare.
[...]
Il mago ha fatto un buon lavoro.

TUTTO quello che mi serva VERAMENTE sapere l'ho imparato in BOVISA - Stefano Pellegrini

Nel 1991 veniva acquistata da due cooperative della Bovisa un'area industriale dismessa di circa 15000mq di superficie.
Obiettivo dei soci delle cooperative La casa ecologica e Bovisa 90 era la realizzazione di un edificio che seguisse i criteri della bioarchitettura pur rispettando la tradizione.
Ne è nato complesso di due edifici adiacenti con particolari caratteristiche legate al risparmio di energia e all'uso delle rinnovabili, agli ambienti salubri, agli spazi dedicati a collettività, condivisione e svago.
Un modello edilizio collocato secondo le migliori esposizioni al sole per sfruttarne l'apporto termico e migliorare le prestazioni energetiche, fabbricato con materiali naturali e atossici (colle, vernici, intonaci), con isolamento termico, parco pubblico di 10000mq (inaugurato nel 2005) e spazio per le riunioni condominiali e la socialità.

Dopo 10 anni di difficoltà burocratiche, nel 2001, l'area Bovisa 90 è nata insomma come commistione di idee tradizionaliste e moderne insieme, un organismo che rispetta la salute, che permette agli abitanti di viverci a costo contenuto e a basso impatto ambientale e che offre al contempo alte prestazioni energetiche.
Costi contenuti, impianto termico e risparmio energetico, orientamento e apporto solare, spazi verdi, materiali e finiture ecocompatibili, isolamento termoacustico, protezione dai campi elettromagnetici, sono i punti chiave intorno cui l'edilizia deve ruotare oggi, senza dimenticare il rispetto per il territorio e le sue tradizioni.

Quali sono i casi positivi di bioedilizia della vostra città?

POST CORRELATI:
Il decalogo della smart city>>
2012: l'anno dell'Energia Sostenibile per tutti>>

Foto: Flickr



Intervista a Marco Moro, direttore editoriale di Edizioni Ambiente

Marco MoroAbbiamo intervistato Marco Moro di Edizioni Ambiente, per conoscere la sua storia e i suoi pensieri riguardo la sostenibilità ambientale e la strada che Milano vuole intraprendere verso una riduzione del traffico e del pm10. Ecco le sue parole.

avoicomunicare - Come è capitato Marco Moro in Edizioni Ambiente?
Marco Moro - Tutto iniziò con il servizio civile in Legambiente. Un lavoro sulle tematiche ambientali, ovviamente. Scovavamo le discariche abusive, le fotografavamo e le segnalavamo ai giornali locali. Poi per alcuni anni c'è stato uno stacco, studiavo architettura in anni in cui la bioedilizia non era ancora un tema granché discusso, se non in Scandinavia dove già si parlava di architettura sostenibile negli anni '80.
Edizioni Ambiente è nata nel '94 prima come spin-off e poi come trasformazione completa della Arcadia Edizioni, che fra i tanti temi trattava anche l'ambiente.
Io sono approdato alla casa editrice prima per occuparmi di architettura, poi di ambiente.

AVC - E come hai trovato la fiducia per dare una prospettiva all'ambiente?
MM - In quegli anni si svolgeva a Rio de Janeiro il Summit della Terra, la prima conferenza mondiale dei capi di stato sull'ambiente, che aveva messo sotto una nuova luce la tematica ambientale.
Incoraggiati da questa opportunità, ci siamo trovati di fronte alla scelta di formalizzare il tema: sembrava che lo sviluppo ambientale sarebbe entrato in modo molto forte nella politica, e così dopo aver iniziato con una collana di guide naturalistiche in collaborazione col WWF Italia e con gli abitanti del territorio, ci siamo dedicati al tema specifico del mondo degli operatori. Fin dall'inizio ci siamo rivolti da un lato al pubblico ma soprattutto al settore delle imprese dal punto di vista normativo e delle tecnologie.
Servizi d'informazione quindi sulle normative, sui rifiuti, sull'energia per enti locali, comuni, imprese.

AVC - Cosa pensi dell'e-book come strumento di fruizione delle letture e di basso impatto ecologico poiché fa risparmiare carta, inchiostro e trasporti?
MM - Con Free Book Ambiente abbiamo fatto un tentativo di evoluzione. Abbiamo deciso di fornire un servizio di download gratuito di e-book pur sapendo che già in Italia si vendono pochi libri in generale, figuriamoci come l'e-book possa erodere le quote del cartaceo.
L'e-book in sostanza non rappresenta ancora una fetta di mercato significativa. Ciononostante il fatto di aver fornito pubblicazioni gratuite e di aver fatto da aggregatore di contenuti tecnici e specialistici recuperandoli tra le fonti di difficile reperibilità, abbiamo registrato un boom di download. I testi, fruibili gratuitamente, sono da consultazione e sempre in aggiornamento, questo è il valore aggiunto del documento dematerializzato.
Poi c'è la stampa on demand.

AVC - E per quanto riguarda la narrativa e gli altri generi?
MM - Abbiamo fra le 15 e le 35 novità all'anno, la libraria è un piccolo pezzo della nostra attività ma è molto importante per l'identità di Edizioni Ambiente.
Oltre alle linee di saggistica e manualistica abbiamo voluto erogare informazioni sugli strumenti di lavoro per la Green Economy, su tecnologie e modalità di lavoro su determinate aree.
Poi con la collana VERDENERO abbiamo cambiato completamente linea: con Legambiente, già collaboratrice nella redazione di rapporti sull'ecomafia, abbiamo pubblicato noir ispirati proprio all'ecomafia, con il valore aggiunto del contributo dell'associazione ambientalista, che su ogni libro appone un marchio e annota gli episodi reali a cui esso è ispirato. Abusivismo edilizio, traffico illegale dei rifiuti, sono i temi legati a un'attività illegale e diffusa e purtroppo molto attuale.

AVC - Quali sono le tue speranze per Milano?
MM - Penso positivo. Data la grave situazione ambientale, con l'Area C stiamo attuando misure ancora molto timide. io uso i mezzi pubblici, sempre. i viaggi di lavoro li faccio in treno e userei volentieri la bicicletta se non fosse troppo pericoloso.
Milano dovrebbe impegnarsi seriamente a invertire il peso sulla strada fra bici e pedone e auto private. È un lavoro lungo che implica aspetti profondamente culturali, e Milano in questo senso è piuttosto selvaggia.

POST CORRELATI:
Cinque libri eco per il perfetto ambientalista>>
Il primo giorno dell'Area C a Milano>>

Foto: Flickr



Il decalogo della smart city

Decalogo della smart cityIspirati dalle 12 misure del benessere del Progetto BES e dalle innovazioni che ogni città giorno per giorno mette in atto per migliorare la sua vivibilità, dall'Area C a Milano all'eco-mobilità come il bike sharing o il car sharing a Reggio Emilia e in tante altre città d'Italia, abbiamo voluto stilare un decalogo della smart city secondo noi.
Quali sono le caratteristiche che una città deve avere per definirsi "smart"?
Quali sono le città da prendere come esempio?

Mobilità sostenibile (o "dolce")
Ai parametri di quella che viene definita mobilità sostenibile rispondono i mezzi di trasporto che non contribuiscono a inquinamento atmosferico e acustico, alla congestione stradale e alla percentuale di rischio di incidenti.
Una città smart sfavorisce l'uso dell'automobile ma promuove e sostiene la mobilità dolce attraverso restrizioni, sovvenzioni e ottimizzazione delle infrastrutture.

Buone condizioni dell'aria
Una delle conseguenze della riduzione dei mezzi privati a favore dei mezzi non inquinanti è il miglioramento dello stato dell'aria, laddove l'uso dell'automobile sia scoraggiato dalle pubbliche amministrazioni ma anche sostituito da valide alternative in grado di sopperire a tutti i rischi del caso (congestione delle vie periferiche alle città, insufficienza nei servizi pubblici).
Migliora la salute pubblica e si riducono le spese mediche e ospedaliere per le malattie provocate da un'eccessiva quantità di polveri sottili nell'aria.

Spazi per relazioni sociali
Ogni cittadino deve poter condividere problemi, idee, risorse con gli altri. Gruppi d'acquisto solidale (GAS) possono far risparmiare molto denaro a intere famiglie facendo da punto di raccolta di prodotti per la vita quotidiana e cibo all'ingrosso, spesso biologico e locale, sano e adatto all'alimentazione di tutte le età.
Nella smart city gli anziani, le donne, i bambini, i lavoratori, i bisognosi sono tutelati e aiutati. Come nelle le associazioni di cittadini che danno grandissimo aiuto in particolare alle fasce d'età o alle categorie che oggi sono poco utili alla società e quindi non supportate, quasi dimenticate. Smart city vuol dire anche solidarietà e integrazione.

Sicurezza
Una città piena di telecamere di sorveglianza è forse una città sicura?
Una città sicura garantisce quanto più possibile la tutela sul lavoro, la tutela domestica, stradale e delle infrastrutture, la prevenzione della criminalità, la protezione civile. Un cittadino di una smart city si sente protetto nella sua libertà individuale e ha fiducia nelle forze dell'ordine e nella legge.

Qualità dei servizi
Il benessere si riferisce anche all'efficienza delle infrastrutture e dei servizi, del loro grado di utilizzo, dell'accessibilità.
Le stesse infrastrutture sociali incidono decisamente sulla qualità della vita della popolazione e aumentano le opportunità del territorio. La loro efficienza è misurata anche in alcuni ambiti strategici, quali mobilità, comunicazione, energia, servizi idrici, servizi sanitari, servizi alle fasce deboli. Fonte: www.misuredelbenessere.it 

Spazi verdi
Ogni città che abbia vasti spazi verdi, i polmoni delle città, contribuisce al miglioramento non solo della qualità dell'aria ma anche della vita, regalando ai cittadini degli spazi di contatto con il silenzio, la natura, la socialità e la bellezza del verde.

Politica e istituzioni
Apertura e trasparenza migliorano i servizi pubblici e riducono i rischi di frode, corruzione e cattiva gestione dei fondi pubblici. Una società coesa esiste solo se i cittadini hanno fiducia nelle loro istituzioni e nella pubblica amministrazione. L’opportunità di esprimere un’opinione politica e di partecipare al processo decisionale è importante per la qualità della vita. Fonte: www.misuredelbenessere.it

Patrimonio culturale e bioedilizia
“La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione” 
art. 9 della Costituzione Italiana.
La Fondazione nazionale FAI (Fondo Ambiente Italiano) opera dal 1975 nell'ambito della tutela e conservazione del patrimonio artistico e culturale dell'Italia, rivolgendosi ai cittadini con attività di educazione e sensibilizzazione verso i beni culturali e paesaggistici, organizzazione di eventi, proposte turistiche, convenzioni culturali e presidio dell'ambiente e del paesaggio.
Ogni città che voglia essere smart deve tutelare e presidiare la gestione e il mantenimento dei luoghi e delle opere d'arte, ma anche rendere sostenibili le nuove strutture e strade attraverso la bioedilizia, il riciclo dei detriti delle strutture vecchie, l'uso di energia proveniente da risorse rinnovabili.

Economia e commercio sostenibili
Una città smart fonda economia e commercio sulla sostenibilità e fa riferimento agli equilibri fra reddito e ricchezza, consumo consapevole, condizioni abitative, possesso di beni di lusso; si riferisce anche a esportazione e importazione, alla valorizzazione dell'artigianato e del commercio locale, delle start-up e delle innovazioni, allo sviluppo delle energie rinnovabili, alla promozione di scelte green per le imprese e per i cittadini.

Persone
La città è fatta di persone, senza le quali essa non esisterebbe. In una città smart la coscienza collettiva prevale sull'individualismo, tutti in un modo o nell'altro concorrono al miglioramento dell'ambiente circostante, pubblico e privato.
Se i cittadini e i loro governatori comprenderanno i benefici di queste scelte, il vero cambiamento nascerà spontaneamente dalle persone, e si faranno scelte e si collaborerà per migliorare la qualità della vita di tutti!

Curiosità:
Per tre anni di fila è stata Melbourne la città più vivibile nel mondo secondo una ricerca di The Economist sulla base di un numero di qualità fra cui la vastità dell'offerta culturale.
Melbourne gode di un'economia altamente diversificata e particolarmente forte nella finanza, nell'artigianato, in ricerca e IT, educazione, logistica e trasporti, turismo.
È una città multiculturale e multireligiosa, che vanta eccellenti strutture universitarie e ospedaliere, ed è considerata ragionevolmente sicura, ma la sua principale caratteristica risiede nella varietà culturale: Melbourne è un centro culturale internazionale che presenta eventi e festival, musical, commedie, musica e arte, architettura, letteratura, film e televisione, ed è stata la seconda città dopo Edinburgo a essere nominata UNESCO City of Literature.

POST CORRELATI:
Il decalogo del ciclista in città>>
Milano nel 2030 sarà una smart city>>

Foto: clOd on Flickr



Il primo giorno dell'Area C a Milano

Milano TicineseMentre a Roma è stato avviato il provvedimento delle targhe alterne, a Milano si possono già notare i primi cambiamenti dati dall'iniziativa Area C, la congestion charge attivata nella ZTL Cerchia dei Bastioni, non senza una buona dose di polemiche ma anche di soddisfazione da parte di molti cittadini.

A Milano è stato registrato un lieve aumento del traffico prima delle 7:30 del mattino, ora che precede l'avvio del pedaggio.
Molti cittadini hanno scelto, per ora, di entrare nell'Area C prima dell'orario previsto, piuttosto che rinunciare all'auto, ma si spera che col tempo nasca una consapevolezza diversa, che porti i cittadini a scegliere i mezzi pubblici e la mobilità dolce.
Dalle 7.30 alle 12.30 del primo giorno è stata poi registrata una diminuzione del 33% degli ingressi rispetto alla media della settimana precedente. Risultato prevedibile, anche in relazione all'aumento della circolazione delle moto, non sottoposte a tassazione.
L'ATM si dichiara soddisfatta, e ha divulgato i numeri degli accessi in metropolitana: alle 10 del mattino sono stati registrati ben 5.500 passeggeri in più. L'intensificazione dei treni in servizio (25 corse al giorno in più sulle tre linee metropolitane) ha permesso di sopperire alle ore di punta e di conferire un servizio nel complesso soddisfacente, nonostante piccoli e isolati episodi di disagio legati a ritardi o sovraffollamento di mezzi, e autobus e tram hanno circolato più velocemente grazie al calo del traffico.

Dal portale dell'Area C sono stati contati 8000 acquisti di ticket solo nella mattin, e 9000 registrazioni fra residenti e commercianti.
Nel gruppo di discussione di Facebook sull'Area C si sono animate numerose discussioni sull'effettiva efficacia di questo provvedimento. Difficile prevedere già oggi la diminuzione del pm10, soprattutto se paragonato alle emissioni registrate nel weekend.

Intanto noi ci troviamo d'accordo con le speranze dei nostri amici blogger che si sono lasciati intervistare sulle loro aspettative legate all'Area C, poiché abbiamo fiducia nelle capacità del sindaco e dei cittadini di far sì che Milano diventi più vivibile e che i fondi raccolti dalla congestion charge saranno sfruttati per migliorare tutte le infrastrutture e i servizi.

E voi cosa pensate dell'Area C? Siete schierati tra i fiduciosi o fra chi sostiene che sia un'iniziativa volta soltanto a riempire le tasche del governo?

POST CORRELATI:
Opinioni e speranze di blogger sull'Area C >>
Milano nel 2030 sarà una smart city>>

Foto: Flickr



L'incidente della Costa Concordia e l'inammissibile errore umano

Costa ConcordiaA pochi giorni dagli sviluppi sull'incidente della nave Rena (arenata in ottobre al largo della Nuova Zelanda e ora spezzata in due parti), causa dell'ennesimo disastro ambientale, si consuma una nuova tragedia.
Questa volta nelle placide acque del Mediterraneo dove, nei pressi dell'isola del Giglio, una nave da crociera, la Costa Concordia, si è incagliata nella notte di venerdì 13 gennaio, rovesciandosi e causando centinaia di vittime fra morti, dispersi e sopravvissuti.

Ancora una volta la causa non è una causa naturale, bensì un errore umano, che in questo caso ha visto una semplice manovra di routine (quella di navigare vicino alla costa per salutare gli isolani) trasformarsi in un episodio del tutto simile a quello del Titanic, con la triste fortuna di essere capitato a poco più di 150 metri dalla costa.


Le ore trascorse dal momento in cui la chiglia della nave si è schiantata contro uno scoglio sono state un misto fra panico e disorganizzazione generale per i passeggeri, il caos totale, aggravato dall’impreparazione ad agire in caso di emergenza da parte del personale e dimostrata anche dalla richiesta di soccorso emessa con molto ritardo.
Dulcis in fundo, la patetica e gravissima fuga del capitano della nave, dove - per dovere professionale e morale - sarebbe dovuto restare sino all'ultimo superstite recuperato.


Un incidente sconcertante, di cui la compagnia di crociere dovrà rispondere sotto tanti aspetti, tra cui quello ambientale.
Il recupero del relitto sarà un’operazione assai delicata, perchè sarà necessario aspirare tonnellate di carburante dal serbatoio, operazione che implica il rischio di sversamenti non facili da contenere dalle squadre anti-inquinamento, che dovranno agire tempestivamente poiché la nave sta già perdendo liquidi.

Con l'incidente, un grosso danno è già stato fatto: i fondali delle acque dell'isola di Giglio sono stati devastati dall’impatto e Legambiente non ha mancato di sollevare la questione sul traffico delle grandi navi commerciali e passeggeri.
La tutela dell'ambiente, e in particolare delle aree protette, è responsabilità di tutti, e il comandante della nave dovrà rispondere anche di questo.
Molte emittenti televisive in tutto il mondo hanno divulgato la notizia e probabilmente non perderanno l’occasione per rendere ancor più grottesca la caricatura dell'Italia e degli italiani "visti da fuori".


Ma come possiamo dare un'immagine positiva e costruttiva del nostro paese, se noi stessi non pretendiamo con la determinazione dovuta il rispetto delle norme di sicurezza, la tutela delle persone e dell'ambiente, la qualità dei servizi?

POST CORRELATI:
La nave Rena si è spezzata: è l'ennesimo disastro ambientale>>
Marea Nera: i soldi valgono più della sicurezza>>



Opinioni e speranze di blogger sull'Area C

Milano Area CAbbiamo sottoposto ad alcuni blogger, milanesi e non, qualche domanda sulle loro aspettative riguardo l'Area C, che dal 16 gennaio sarà attivata a Milano nella zona interna alla Zona a Traffico Limitato Cerchia dei Bastioni, che servirà a ridurre traffico e inquinamento, e che fino a ora ha suscitato pesanti polemiche sia da parte dei residenti del centro che di chi vive all'esterno. Ecco cosa ne pensano.

Delle persone intervistate, alcune di loro abitano fuori dal centro o fuori Milano e lavorano invece all'interno della ZTL Cerchia dei Bastioni. Per loro gli spostamenti in città sono principalmente a piedi, con i mezzi ATM o TreNord e con la bicicletta (privata o BikeMi).
L'automobile è un mezzo difficile da usare in città a causa della congestione stradale, della difficoltà di parcheggio, e dello stress generale causato dai tempi di spostamento, dall'aria irrespirabile e dall'elevato tasso di incidenti.

Le urgenze di ridurre il traffico e l'inquinamento per rendere Milano più bella e più sana vanno di pari passo, ma quello che deve cambiare è sia le abitudini dei cittadini negli spostamenti, che il supporto alla viabilità da parte dell'amministrazione pubblica, che deve sostenere questi cambiamenti migliorando il trasporto pubblico, rendendolo più capillare, efficiente e a basso impatto, implementando e aumentando le infrastrutture per i ciclisti (piste ciclabili e bike-sharing) e i pedoni e le corsie preferenziali per pullman e autobus.
Una viabilità più ragionata, che sfavorisca gli spostamenti in auto ma che preveda una maggiore manutenzione delle strade, parcheggi convenzionati agli ingressi della città e un servizio pubblico potenziato e più ecologico, che sia veramente una valida alternativa all'auto in centro e in tutta la città. 

Probabilmente i cittadini che abitano fuori dalla ZTL Cerchia dei Bastioni saranno piuttosto penalizzati (per un possibile aumento del traffico e pm10), in particolare nel primo periodo di avviamento dell'Area C (che si prevede piuttosto caotico), così come anche i pendolari potrebbero risentire delle nuove norme se la rete pubblica non venisse ulteriormente ampliata. La speranza è comunque che i cittadini riducano l'uso dell'auto quando possibile a favore del trasporto pubblico o della mobilità dolce, con il supporto però da parte del Comune e dell'Azienda Trasporti Milanesi (ATM).
Per il momento infatti le reti di trasporto pubblico operano soltanto in orari giornalieri e feriali (ora anche di notte nei weekend ma solo su reti di superficie), mentre andrebbero potenziate nelle ore notturne e nei weekend e rese inoltre più sicure.

35/365 Imporre una riduzione del traffico privato sarà un grande vantaggio per tutti, soprattutto nella misura in cui si comprenda il valore di una città che mira a essere più smart, e che quindi abbia spazi verdi ampliati, sia a misura d'uomo (e di donna) e goda di infrastrutture dedicate alla mobilità dolce e a basso impatto ecologico. Peraltro i costi di mantenimento di un'auto sono talmente alti (parcheggio o garage, bollo, assicurazione, aumenti di prezzo della benzina, alto tasso di incidenti), da far pensare che l'Area C possa migliorare non solo lo stato dell'aria, ma anche, a fronte del periodo congiunturale che ancora stiamo attraversando, salvaguardare le tasche dei cittadini.
E se diminuisce il traffico il tempo di percorrenza dei mezzi si riduce, pertanto la maggior parte dei cittadini sarà propensa a lasciare la macchina per utilizzare i mezzi pubblici.

La situazione sembra spaventare i cittadini ed è ancora poco chiara ai più, in quanto gli incontri fra i cittadini e le pubbliche amministrazioni nelle nove zone coinvolte della città, invece di rendere più comprensibile la situazione, l'hanno resa più contorta con cambi di marcia e di direzione (ipotesi di abbonamenti o sconti per i residenti), con una strategia di comunicazione spesso confusa. 

Sembra sicuro per ora il divieto di accesso e transito a veicoli (moto e macchine) alimentati a benzina Euro 0 e di veicoli di lunghezza superiore a 7 metri negli orari imposti dalla zona a traffico limitato.
Inoltre i fondi che saranno raccolti dai pagamenti dei ticket dell'area C dovranno essere sfruttati per realizzare più aree verdi e piste ciclabili e incrementare i mezzi pubblici a basso impatto, car e bike-sharing, come decretato dal Referendum del giugno 2011 "per ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di Ecopass e la pedonalizzazione del centro; raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo; conservare il futuro parco dell’area Expo; risparmiare energia e la ridurre le emissioni dei gas serra".

Nell'ottica del miglioramento della vita dei cittadini a cui si sta chiedendo uno sforzo in più sarà necessario spingere sulle promozioni per incentivare l'uso mezzi pubblici, con sconti a musei e cinema, estensione dell'orario di fine corsa dei mezzi ATM nel weekend, miglioramento dei percorsi per le bici, della segnaletica e del manto stradale nelle zone più pericolose per i ciclisti.

Questa iniziativa sarà utile per migliorare Milano? Occorrerà capire se si tratta di un effettivo cambio di rotta al quale faranno seguito molti altri provvedimenti pro-cittadini o se la cosa rappresenterà solo un progetto isolato di breve respiro. Per il momento si sa che il progetto sarà sperimentato per 18 mesi, durante i quali si potranno misurare le reazioni dei cittadini e l'effettiva diminuzione delle polveri sottili, sia in centro che, si spera, in tutta la città.
Ancora troppa gente usa l'auto anche quando potrebbe farne a meno, specie per muoversi nel centro, che è già ben servito dai mezzi. 
Ma è giusto far pagare anche i residenti o i proprietari delle attività commerciali, dando loro un numero limitato di "ingressi omaggio" e poi offrendo un "prezzo scontato"? È intorno a questa questione che ruotano le principali proteste dei cittadini, ma è anche una soluzione drastica e forse risolutiva. Mi piace pensare che i soldi pagati per l'accesso all'Area C non siano un autorizzazione a inquinare ma solo l'eccezione sporadica, quando davvero non si può fare a meno dell'auto.

Milano, core meu Abbiamo chiesto anche ad Antonio Patti, dipendente dell'ATM, di raccontarci la sua opinione, ed ecco le sue parole:

AVC - Vivi o lavori in centro a Milano?
Antonio Patti - Si, vivo da due anni nella zona di piazzale Lodi e lavoro in Foro Buonaparte.  

AVC - Come ti sposti in città?
AP - Lavorando in ATM  da quattro anni utilizzo solamente i mezzi pubblici e il BikeMi. Ovviamente cammino moltissimo anche a piedi. Un anno fa acquistai una moto, ma mi resi conto che era troppo costosa per i vantaggi che offriva, quindi l’ho rivenduta dopo meno di 12 mesi. Adesso se ne avessi la reale necessità comprerei una piccola auto o uno scooter per usarlo però sempre e solo in casi eccezionali fuori dagli orari di lavoro.

AVC - Cosa è più urgente per te, ridurre il traffico per rendere Milano più bella o ridurre l'inquinamento per renderla più sana?
AP - In Inghilterra si sono inventati l’“indice di felicità dei cittadini” che credo non possa prescindere né dal traffico, né dall’inquinamento. Io vorrei una città in grado di soddisfare le mie esigenze e che desse la possibilità di realizzarsi come lavoratori e come uomini. Una qualità della vita di questo livello però non è solo un diritto, ma anche un dovere che come cittadino devo rispettare. Una Milano più bella dipende anche dalle mie abitudini che sono disposto a cambiare per avere una città che mi renda felice e fiero.

AVC - Pensi che i cittadini che abitano fuori dalla ZTL Cerchia dei Bastioni saranno penalizzati (per maggiore traffico e pm10) oppure ci sarà un cambiamento nelle abitudini di tutti a favore di biciclette e mezzi pubblici?
AP - Ci dovremo adattare tutti perché credo che ormai il cambiamento sia improcastinabile. L’Area C credo ci aiuterà a entrare in una dimensione più europea e mondo-sostenibile. Fuori dai Bastioni sicuramente dovranno imparare a utilizzare i mezzi pubblici, mentre dentro la cerchia spero aumenti l’utilizzo dei mezzi e delle biciclette che, in assenza di auto, viaggeranno più sicure.  

AVC - Come pensi che dovrebbero essere sfruttati i fondi che saranno raccolti dai pagamenti dei ticket dell'area C?
AP - Sicuramente per potenziare i trasporti pubblici, creare nuovi parcheggi e aumentare il biche sharing, le piste ciclabili e le rastrelliere. È necessario poi creare degli eventi che valorizzino il “nuovo centro” a scopo turistico, ricreativo e sociale.    

AVC - Pensi che questa iniziativa sarà utile per migliorare Milano oppure è l'ennesimo pretesto per spillare soldi ai cittadini?
AP - Una volta che il sistema Area C si sarà assestato con le modifiche e i perfezionamenti necessari, l’accesso con i mezzi privati dentro i Bastioni sarà un “servizio a pagamento” richiesto occasionalmente in caso di necessità, mentre avere dei mezzi efficienti e un centro vivibile diventerà un diritto. Quel giorno, quando forse avremo cambiato modo di pensare e vivere la nostra quotidianità, allora Milano sarà una città migliore. 

Antonio Patti - Lavoro da filosofo

Grazie anche a MimiJoy, Alberica di Carpegna, Ivan, Umbazar, Ruby, Sharon Sala, SophieBoop, Lele Rozza.

Foto: Flickr POST CORRELATI:
Milano nel 2030 sarà una smart city>>
Dal 16 gennaio 2012 sarà attiva l'Area C a Milano>>