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Fa' la cosa giusta! 2010

Fa' la cosa giusta 2010

Avoicomunicare in questi anni si è sempre concentrata sul mondo che si riconosce nella definizione di “Economia Solidale”: un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l’uomo e l’ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità.
Sempre più realtà produttive, infatti, intraprendono un percorso di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale e, al contempo, cresce il numero di cittadini consapevoli dell’importanza e della forza che risiede nella loro capacità di partecipazione diretta e nelle loro scelte di acquisto.
Per questi motivi, Terre di Mezzo ha dato vita a “Fa’ la cosa giusta!”, un evento che si propone di diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione, dando vita a eventi in grado di comunicare i valori di riferimento dell’Economia Solidale e valorizzare le specificità e eccellenze del territorio, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.
L'edizione 2010 inizia oggi e proseguirà nel weekend presso la fieramilanocity - pad. 1 e 2 - Porta Scarampo 14 Viale Scarampo, Milano.
Avoicomunicare seguirà la maratona ecosostenibile per voi, cercando di raccontarvi il clima che si respira in questo grande evento green milanese con foto, post e descrizione degli incontri e degli appuntamenti più interessanti.

Iniziamo a segnalarvi i seguenti.

Sabato 13:

  • Occhio allo spreco: consumare meno e vivere meglio (presentazione del libro)
  • I nuovi mestieri dell'economia verde (incontro con l'autrice del libro "Guida ai green jobs")
  • Green Life: costruire città sostenibili (incontro della serie energy day con gli autori del libro "guida alla vita nelle città di domani")
  • L'energia verde che ho in mente - come risparmiare denaro e tutelare l'ambiente (presentazione del libro di Altraeconomia)
  • Proposte di intervento per una gestione sostenibile dell'acqua
  • "Come ci muoveremo nei prossimi 50 anni?" - incontro con l'autore del libro "l'auto che sarà" e con Marco Menichetti di Legambiente.
  • "Spegni lo spreco accendi lo sviluppo" 
  • Current presenta "Greensaver"

Domenica 14:

  • L'energia felice dalla politica alla biosfera per sfatare il mito dell'energia nucleare.
  • Moda critica e micro economie: cosa significa sostenibilità - panel con sociologi e ricercatori
  • L'energia da fonti rinnovabili in Italia - incontro con le associazioni dei produttori e dei consumatori
  • Sovranità alimentare: un'alleanza possibile tra produttori e consumatori

Ci saranno ovviamente tantissimi altri appuntamenti, ben centocinquanta in tre giorni. Tante sale e tanti luoghi per incontrare i protagonisti dell'economia solidale, ma anche assistere a presentazioni letterarie e spettacoli teatrali. Cercheremo di seguire tutto per voi, intanto se volete partecipare su questo sito trovate il programma culturale completo.

Riccardo Luna e le fabbriche del futuro

Abbiamo intervistato Riccardo Luna a Settimo Torinese per farci raccontare i dettagli della cover story del numero di marzo di Wired, dedicata alla riqualificazione di una fabbrica: gli ex stabilimenti Pirelli di Settimo Torinese.

Il direttore di Wired ci ha spiegato l'importanza del progetto, della nascita di un nuovo polo industriale basato sull'eccellenza e sulla ricerca scientifica.

Con l'occasione abbiamo anche chiesto l'opinione di Luna da giornalista, e da esperto di media digitali, sul futuro dell'informazione in Italia.

Woodrow Clark e le "Comunità sostenibili"

Woodrow Clark ha ricevuto il Nobel nel 2007 con Al Gore e i colleghi dell’Ipcc (Comitato intergovernativo dell’Onu per i cambiamenti climatici). Nel suo ultimo libro sulle “Comunità sostenibili” ha portato l’esempio di Settimo Torinese come modello positivo. L’abbiamo incontrato nella cittadina torinese per farci raccontare cosa sono le “Comunità sostenibili” e discutere delle politiche energetiche attuate dall’Italia e dalla comunità internazionale.

La sua ferma posizione contro il nucleare, ritenuto antieconomico, pericoloso e obsoleto, proprio in una città che invece ha fatto della tecnologia e della sostenibilità il suo punto di forza, ci devono spingere a riflettere: siamo sulla giusta strada? Crediamo davvero nella “green economy”?

Avvelenamenti silenziosi - il problema

Avvelenamenti silenziosi - il problema

Dopo averci raccontato la situazione dell’inquinamento nelle città italiane in tre brillanti videointerviste, Mario Tozzi riassume i nodi del discorso attraverso alcuni precisi quanto impietosi dati: la cecità delle istituzioni, ma anche nostra, nei confronti dell’attuale drammatica situazione, dovrebbe imporre a tutti noi una seria e approfondita riflessione.

Ogni giorno in Italia venti persone muoiono a causa degli inquinanti emessi soprattutto dal traffico veicolare: 7400 vittime all’anno, quasi il 5% di tutti i decessi osservati, e un costo sanitario di circa tre miliardi di euro. Sono numeri gravi, che trascuriamo per ignoranza o per paura e che, invece, dovremmo tutti conoscere per porvi riparo. Secondo l’OMS l’inquinamento atmosferico delle aree urbane è uno dei principali fattori di rischio per la salute umana ed è responsabile di 100.000 morti all’anno nella sola Europa. Il principale killer della miscela di emissioni che fuoriescono soprattutto dai nostri tubi di scarico è il PM10, cioè le cosiddette polveri sottili (più piccole di 10 micrometri), che è in grado di rimanere in sospensione per 12 ore prima di depositarsi e che, dunque, rappresenta un rischio continuo di inalazione, specialmente per anziani e bambini. Non c’è una soglia per il PM10, cioè non esistono valori al di sotto dei quali non ci siano pericoli, come a dire che l’unica soglia possibile è zero. Respirare PM10 può portare alla morte nell’arco delle 24 ore, ma produce comunque decine di migliaia di casi di bronchite acuta e asma. Nelle principali otto città italiane (fra il 1996 e il 2002), per ogni incremento di 10 mg/m3 del PM10, si è registrato un incremento immediato della mortalità fino a oltre il 2%, specialmente nei mesi caldi. Per queste cause, in un anno, vanno perdute oltre due milioni e mezzo di giornate lavorative, per un controvalore di due miliardi di euro.
L’Italia è prima in Europa per numero di autovetture circolanti: ci sono 2 auto ogni 3 abitanti per un totale di quasi 35 milioni di automezzi; nel continente la media è di 43 auto ogni 100 abitanti, da noi sono oltre 53. Inoltre gli italiani percorrono su ruota più km che qualsiasi altro europeo, visto che siamo passati dai quasi 2.500 km all’anno del 1960 ai circa 15.000 di oggi, cosa che conferma come più strade producano sempre e comunque un traffico maggiore. In Italia l’81% della mobilità è soddisfatto dall’auto privata e il 76% delle merci viaggia su camion, con un incremento spaventoso dalle 37.000 tonnellate per kilometro del 1960 alle oltre 200.000 di oggi. Nello stesso periodo i treni sono passati da 16.000 a 25.000 tonnellate per kilometro e le navi da 8.000 a 40.000. Tutto questo nonostante un cavallo vapore terrestre trasporti circa 150 kg su gomma (uno ferroviario 500) e uno marino fino a 4.000: lo svantaggio energetico di trasportare, per esempio, una tonnellata di arance da Palermo a Genova via terra dovrebbe essere talmente evidente da scatenare una corsa al cabotaggio di cui però non si registra alcuna traccia. Ma non è un problema solo europeo.
Se nel 1990 in Cina c’era un’autovettura e mezza per ogni 1000 persone, quest’anno il governo prevede che ce ne saranno 17, cioè circa 23 milioni di automobili contro gli 8 milioni del 2004. E altre previsioni mettono in conto addirittura quasi 50 milioni di veicoli, se il PIL cinese continuerà a crescere al ritmo esagerato di questi anni. Ciò comporta un innegabile vantaggio per i cinesi che potranno, fra l’altro, abbandonare la bicicletta, ma alcuni disastri di carattere ambientale che non sembra vengano presi in seria considerazione. La prima necessità è quella di asfaltare almeno 150.000 kmq del Paese per farne strade e parcheggi, con il risultato che verrebbe sottratto all’agricoltura un territorio grande come metà delle attuali risaie nazionali. Poi sarebbe inevitabile un enorme problema di inquinamento atmosferico, dovuto al fatto che la motorizzazione della Cina avviene attraverso modelli di automobili che non sono certo il massimo in tema di emissioni inquinanti: pur di avere un’industria produttiva non sono state imposte normative severe di efficienza energetica e non si rispettano parametri ambientali moderni.
Ma le cose non vanno molto meglio quando le guardiamo dal punto di vista del Paese più industrializzato del mondo. Se confrontiamo il parco automobilistico degli Stati Uniti del 2003 con quello del 1981 c’è da restare sconfortati: se il primo avesse avuto le stesse prestazioni e la stessa distribuzione dei pesi del secondo, si sarebbe risparmiato un terzo nei consumi energetici, assecondando quell’andamento virtuoso per cui --dopo la crisi petrolifera degli anni Settanta del XX secolo-- un’auto media percorreva oltre 10 km con un litro contro i 6 del periodo precedente. Ma le automobili statunitensi (e ormai del mondo) utilizzano i miglioramenti in efficienza esclusivamente per fornire accelerazioni più potenti o per un peso maggiore in equipaggiamenti di lusso o di dubbia necessità.
Ma a riflettere bene il problema vero sta nell’inefficienza delle automobili di oggi, che è ormai proverbiale: di tutta l’energia liberata dalla combustione solo il 13% si trasforma effettivamente in trazione, e di questa più della metà riscalda i pneumatici, l’asfalto e l’aria. Il restante 87% dell’energia diventa solo calore e rumore. L’auto è una specie di gigantesca stufa rumorosa che riscalda l’atmosfera e, poi, incidentalmente produce movimento. In pratica solo meno dell’1% di carburante serve in realtà a spingere il veicolo.
L’auto in città significa traffico, rumore, inquinamento e rifiuti, un disagio ambientale ben percepito dai cittadini che, a maggioranza, si dichiarano insoddisfatti per l’eccessiva presenza di auto in Italia, mentre nel mondo siamo arrivati a 750 milioni di autoveicoli circolanti sul pianeta, con un incremento di 50 milioni all’anno per un totale di circa mille modelli. L’auto invade strade e spazi magari utili per altri scopi, irreggimenta le persone e ne scatena le reazioni nervose, si mangia letteralmente il nostro tempo e priva della libertà - invece di favorirla -, distrugge la salute e uccide, ammorba l’aria e produce rifiuti difficilmente riciclabili.
Nel 2000 a Roma c’erano quasi 30 auto ogni cento abitanti, a Napoli oltre 5.500 per kmq (a Roma, che è più grande, “solo” 1.400): sono numeri che dovrebbero imporre provvedimenti drastici. In Italia, su 100 persone che escono di casa ogni giorno per recarsi al lavoro, 2 usano il treno o la metropolitana, 5 il tram e bus, 5,3 la moto, 2,7 la bicicletta, 13 vanno a piedi e ben 72 usano l’automobile. Nessuna speranza.

Foto di Ricardo Francone

Haiti: raccolti 13,6 milioni

Schema delle donazioni

L’emergenza ad Haiti continua a restare di attualità, nonostante i gravi episodi di disastri naturali avvenuti anche in Cile e in Europa occidentale. Benchè duramente colpite, infatti, la nazione andina e quelle europee hanno reagito prontamente ed efficacemente, rispondendo in autonomia alla prima emergenza.
La piccola isola caraibica invece, una delle nazioni più povere al mondo, ha avuto – e continua ad avere – bisogno degli aiuti internazionali. Ecco perché anche dopo i primi giorni, abbiamo continuato a seguire l’impegno del network AGIRE, la cui raccolta fondi è appena terminata e i cui progetti sono stati approvati in un seminario aperto al pubblico svoltosi giovedì scorso.
In questo video potete vedere un’ampia sintesi dei lavori, mentre nell’immagine sono rappresentate le aree di intervento nelle quali sono stati investiti gli oltre 13,6 milioni di euro raccolti.
Un risultato straordinario, che dimostra la sensibilità degli italiani e al quale siamo felici di aver contributo.

Grazie a tutti!

La Terra si ribella?

La terra si ribella

“Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra?” chiede la Natura all’Islandese. “Quando io vi offendo in qualunque modo [...] io non me n'avveggo, [...]; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E [...] se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei”.

Questo passo della più celebre delle Operette morali di Giacomo Leopardi ben si addice all’incredibile e catastrofico inizio di 2010. Dopo il terremoto che messo in ginocchio Haiti, negli ultimi giorni la furia della natura ha sconvolto l’Europa Occidentale (la “tempesta perfetta” Xynthia) e il Cile, dove scosse di terremoto violentissime (fino a 8,8 gradi della scala Richter) hanno causato centinaia di morti.
Sarebbe ingenuo e fatalista, nonché privo di ogni fondamento scientifico, dire che quanto avvenuto nelle scorse settimane è la risposta della Terra ai maltrattamenti dell’uomo; ma se per terremoti, tsunami e uragani non ci si può che appellare alla clemenza di Madre Natura, per molte altre catastrofi dobbiamo criticare solo noi stessi.
Pensiamo alle vittime dei crolli di edifici costruiti senza seguire i dovuti criteri anti-sismici; o alle decine di paesi e villaggi sommersi da frane e smottamenti, causati dal disboscamento e dalla conseguente mancanza di “argini naturali”. Per non parlare di veri e propri atti criminali come il rovesciamento di tonnellate di idrocarburi nelle acque dei fiumi, causa dell’inquinamento di falde acquifere, acquedotti ed interi ecosistemi protetti.

Il delicato rapporto tra uomo e Terra appare quindi sempre più in bilico, ma noi stiamo facendo il possibile per “meritarci” il nostro spazio?

Foto di CAROMICFOREVER

Senza controllo

Quanto accaduto nei giorni scorsi, con la contaminazione delle acque dei fiumi Lambro e Po, rappresenta un episodio gravissimo: Mario Tozzi ci spiega quali sono i danni causati dall’atto criminale e ci avverte sui pericoli che nelle prime stime sono stati incautamente sottovalutati.

Senza Controllo

Il disastro partito dallo scarico criminale di gasolio e olio combustibile nel fiume Lambro si conclude nel Mare Adriatico dopo aver interessato il Po e il suo delta con un bilancio che non può essere né definitivo né consolante. E ci vorranno alcune settimane per valutare appieno la pesantezza del colpo subito dall’ecosistema più importante e delicato d’Italia: i milioni di uccelli di passo che si posano fra la fitta vegetazione della laguna, gli anfibi, i piccoli rettili e i pesci avranno significative difficoltà nel reperimento del cibo a causa di quella patina oleosa che gli idrocarburi più leggeri lasciano sull’acqua. Mentre c’è il rischio che i molluschi come le vongole finiscano impastati nella parte più pesante della morchia nera, così come le sabbie del delta, che costituiscono il filtro naturale per la pulizia delle acque, e che si troverà irrimediabilmente intasato per anni. Basta una quantità irrisoria di idrocarburi per rendere inutilizzabili cozze e vongole. La patina sottile e superficiale non ha contaminato l’acquedotto di Ferrara, ma non è ancora possibile stabilire se verrà assorbita e in che misura dalle colture delle aree golenali. Ma possibile che nessuno abbia controllato? E chi ha prevenuto? Esiste un sistema di allerta e pronto intervento? E’ equipaggiato a dovere per affrontare una simile urgenza? Attendiamo una risposta a queste legittime domande.
Il Delta del Po in questo momento è poi estremamente vulnerabile anche a causa del livello alto delle acque del fiume che permette una connessione diretta con molti rami laterali e con le aree di maggiore interesse naturalistico. Vi sono migliaia di uccelli alla vigilia della cova e della stagione di riproduzione. In caso di avvelenamento non sarebbe solo uno degli ecosistemi più ricchi del nostro Paese a pagare il prezzo, ma anche le attività che sostengono economicamente questo territorio, come la pesca e il turismo. Andrebbero perciò garantite aree incontaminate da utilizzare come rifugio per gli uccelli attualmente presenti nelle aree direttamente interessate dall’onda nera.
In definitiva non è vero che nemmeno una goccia arriverà in mare, anche se il disastro catastrofico è stato evitato: si registra molto meno di una parte per milione di idrocarburi (limite di legge), ma quei valori sono comunque molto più elevati di quelli che si constatano normalmente. L’emergenza cioè è finita, ma non la più difficile fase della bonifica, che dovrà interessare proprio l’accumulo e la persistenza di idrocarburi nei sedimenti del fondo per periodi lunghi. Per non parlare del depuratore dell'Asl San Rocco, che ha salvato il fiume ma che è rimasto fuori uso, intasato dagli idrocarburi, e non ha potuto così filtrare i liquami di 800.000 lombardi che ora finiscono tranquillamente in alveo, aggravando l’inquinamemto chimico con quello biologico.

Mario Tozzi

Foto di pollobarca2

L'educazione a internet

Abbiamo già parlato dei pericoli che corrono i minori se lasciati soli nella navigazione sul web. Iniziative come il Safer Internet Day sono utili per sensibilizzare famiglie e istituzioni nell’accompagnare i ragazzi durante la navigazione su internet.
La prof.ssa Maria Rita Parsi ci spiega quale ruolo devono quindi avere scuola, famiglia e istituzioni in questo processo: gli adulti devono essere i primi a conoscere il web, capire gli strumenti che poi utilizzeranno i loro figli; al tempo stesso la legge deve prevedere i giusti controlli e la scuola deve prevedere ore di lezione specifiche sulla materia.

AGIRE: un seminario per discutere l’utilizzo dei fondi pro-Haiti

Nel corso del seminario, il Comitato Etico di AGIRE e le ONG hanno discusso con il pubblico in sala, le istituzioni e una rappresentanza di donatori (invitati tramite mail, social network e sito web) le modalità di suddivisione e assegnazione dei fondi e i programmi di intervento cui sono destinati

Si è svolto giovedì mattina, alla Casa del Cinema di Roma, il seminario “AGIRE in trasparenza”, nel corso del quale sono stati presentati al pubblico e discussi i programmi di intervento delle organizzazioni non governative associate per rispondere all’emergenza di Haiti.
La raccolta è ancora in corso: il numero 48541 resterà aperto fino a domenica 28 febbraio e quindi chi desidera può ancora donare.

Nel corso del seminario, il Comitato Etico di AGIRE e le ONG hanno discusso con il pubblico in sala, le istituzioni e una rappresentanza di donatori (invitati tramite mail, social network e sito web) le modalità di suddivisione e assegnazione dei fondi e i programmi di intervento cui sono destinati, quelli di prima emergenza già realizzati fino ad oggi e quelli in programma nei prossimi mesi. Al termine della valutazione, i progetti delle ONG sono stati formalmente approvati dal Comitato Etico.

“L’obiettivo è di coinvolgere nel processo di assegnazione dei fondi raccolti un numero quanto più alto possibile di persone – ha dichiarato il direttore generale Marco Bertotto - Le donazioni arrivano dai privati cittadini ed è nostro dovere tenerli costantemente informati sul loro corretto utilizzo”.

Attualmente, grazie ai fondi donati dagli italiani, le ONG di AGIRE gestiscono la distribuzione di oltre 1.3 milioni di razioni alimentari, l’allestimento di 7.600 rifugi temporanei nei campi profughi per dare riparo ad oltre 40.000 persone, il reinserimento nei processi educativi di 21.000 bambine e bambini, la ricostruzione di almeno 15 strutture comunitarie (scuole, orfanotrofi e centri sanitari) e la realizzazione di 1.360 latrine pubbliche.

Foto di IFRC

L'integrazione nella scuola italiana

La scuola è il luogo cardine per favorire l’integrazione. Con Giancarlo Bosetti, direttore di Reset, abbiamo parlato della particolare situazione nelle nostre scuole, della proposta del ministro Gelmini di un tetto del 30% agli immigrati nelle classi e della mediazione culturale, “priorità delle priorità” per il nostro tessuto sociale. Qual è la situazione nelle scuole delle vostre città? Conoscete progetti di mediazione culturale negli istituti?

Il giro d'Italia educativo del Treno Verde di Legambiente

Trenoverde Legambiente

Il Treno Verde, alla sua ventesima edizione, è l’iniziativa di Legambiente che si pone l’obiettivo di monitorare l’inquinamento atmosferico e acustico delle città italiane e sensibilizzare l'opinione pubblica e le amministrazioni locali sui temi della qualità della vita.
Nel percorso 2010, assegnato come di consueto da Ferrovie dello Stato, il treno - partito da Roma il 16 febbraio – toccherà le città di Messina, Crotone, Potenza, Latina, Ancona, Ravenna, Vicenza, Milano Porta Garibaldi e Genova Porta Principe, ove terminerà il percorso il 2 aprile. In ciascuna città il convoglio sosterà cinque giorni.
Si tratta di un treno composto di quattro carrozze dedicate ai seguenti temi:

  • Mobilità sostenibile e inquinamento urbano;
  • Pensare globalmente: mostra interattiva sui problemi derivanti dal cambio climatico e sulle fonti rinnovabili;
  • Agire localmente: casa ecologica con suggerimenti per acquisti sostenibili;
  • Sala conferenze e ufficio stampa

Durante le soste il pubblico, costituito da scolaresche (che potranno accedere nelle mattinate) e da singoli cittadini (che potranno accedere nei pomeriggi), potrà visitare le carrozze che fungono da veri e propri laboratori di educazione ambientale, allestite con mostre, plastici, sale video e sale conferenze. Nel contempo le centraline dell'Istituto Sperimentale delle Ferrovie dello Stato raccoglieranno i dati sulla qualità dell'aria e sull'inquinamento acustico delle città visitate.

Nella terza carrozza “Agire localmente”, dedicata alla casa ecologica del futuro, è possibile conoscere la soluzione Green@Home attualmente in sperimentazione presso Telecom Italia: un sistema di apparecchi domestici interconnessi tra loro e con la rete Internet che contribuirà a ridurre i consumi delle abitazioni e a ottimizzare l’uso di energia rinnovabile.

Avoicomunicare seguirà il percorso del Treno Verde per analizzare la qualità della vita delle città italiane e scoprire le soluzioni per rendere più sostenibili i nostri comportamenti quotidiani.
Nel frattempo, puoi scoprire quanto consumi anche grazie al Carbon Meter, uno strumento facile e intuitivo per misurare quanta CO2 produciamo abitualmente.

L'integrazione in Italia, oggi

Alla luce dei recenti scontri avvenuti in Calabria (a Rosarno) e a Milano, è ancora possibile parlare di integrazione pacifica in Italia?

Ne abbiamo parlato con Giancarlo Bosetti, direttore della rivista mensile Reset e tra i massimi esperti in Italia su questi temi.
La sua conoscenza delle dinamiche dell’immigrazione in Italia e delle conseguenti problematiche legate all’integrazione ci aiuta a comprendere meglio un fenomeno vasto e fondamentale nella vita della nostra società: secondo Bosetti, l’invecchiamento della nostra popolazione e lo scarso tasso di natalità fanno sì che oggi – e negli anni a venire – ci sia sempre più bisogno di forze lavoro provenienti dall’estero.

Qual è la situazione nella vostra città? Gli immigrati sono integrati nel tessuto sociale?

Suggerimenti di Tozzi per ridurre il traffico

Mario Tozzi continua a parlarci dell'inquinamento urbano. Se il traffico cittadino ne è la principale causa, quali metodi per ridurlo?

La macchina non è un mezzo di trasporto efficiente: la bicicletta lo è molto di più, se si pensa che, oggi, a Roma, la velocità media nel traffico cittadino è "la stessa di 100 anni fa, quando c'erano le carrozze a vapore".

Ma anche senza rinunciare all'auto, alla quale siamo tanti abituati, ci sono servizi che consentono di ottimizzarne l'utilizzo. Mario Tozzi ce ne segnala alcuni (car-sharing, car-pooling,…): li avete mai provati? Ne conoscete altri?

I pericoli della rete

Il Safer Internet Day ha ricordato a tutti che le potenzialità di Internet nascondono anche risvolti pericolosi, soprattutto per i minori che vi si avvicinano per la prima volta.
Abbiamo intervistato la prof.ssa Maria Rita Parsi, presidente di Movimento Bambino, per capire in maniera più approfondita quali siano i pericoli che si celano dietro il monitor di un pc o lo schermo della tv.
Secondo la prof.ssa Parsi la tutela dei ragazzi è una priorità che deve investire genitori, scuola e istituzioni; inoltre gli adulti dovrebbero imparare a conoscere meglio il mondo delle nuove tecnologie e dei social network.
Non a caso, la prof.ssa Parsi collabora con Telecom Italia e Save the Children al progetto Navigare Sicuri, sviluppato appositamente per informare e rispondere ai dubbi di ragazzi e genitori sul mondo di Internet.

M'illumino di meno 2010

Illumino di meno

È giunta alla sesta edizione M’illumino di meno, kermesse ormai ufficialmente considerata come una giornata mondiale del risparmio energetico. Nata grazie alla trasmissione radiofonica Caterpillar (in onda su Radio2) e visti i successi degli scorsi anni, nel 2010 si è deciso di rinnovarla e arricchirla.

La festa è prevista per il 12 febbraio, ma nel frattempo va avanti l’iniziativa “la torcia su Roma” che farà viaggiare per l’Italia una torcia ad energia pulita alla ricerca di punti di rifornimento a fonti rinnovabili, arrivando fino a Roma per dare inizio appunto alla festa del 12 febbraio.

M’illumino di meno invita a ridurre al minimo il consumo energetico, spegnendo metaforicamente le lampadine, ma in sostanza il maggior numero di dispositivi elettrici. Partita, quasi per gioco, dai microfoni della fortunata trasmissione di Radio2, ha trovato subito il consenso dei cittadini e ora vanta il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Ambiente.

Quest’anno però l’edizione M’illumino di meno 2010 si trasforma in una festa dell’energia pulita. Tutti sono invitati a produrre istallazioni luminose alimentate a energia rinnovabile o creare delle dimostrazioni creative di consumo efficiente. Sarà dunque un trionfo della creatività e del risparmio e il 12 febbraio ai Mercati Traianei in Roma, dovrà eccezionalmente andrà in onda Caterpillar, saranno esposte luci belle, originali e pulite; al termine ci sarà anche un concerto, ovviamente ad impatto zero.

In attesa di illuminarci di meno, ma soprattutto di creare un consumo efficiente, possiamo ascoltare il nuovo inno della sesta edizione di M’illumino di meno.

Conoscete l’iniziativa? In che modo pensate di partecipare?

Foto di .chourmo.

Safer Internet Day

Safer Internet Day

Martedì 9 febbraio si celebra il Safer Internet Day, un appuntamento istituito dalla Commissione Europea nell’ambito di Safer Internet, un programma che ha l’obiettivo di promuovere un utilizzo sicuro e responsabile di Internet e delle nuove tecnologie da parte degli utenti più giovani.
Giunta alla settima edizione, quest’anno la giornata avrà come tema principale la campagna Posta con la testa!; per convincere ragazzi e adulti a pensarci due volte prima di diffondere a tutti dati e immagini personali o postare foto ammiccanti.
La campagna vede riunite a collaborare istituzioni, social network, organizzazioni e aziende di servizi e tlc; di fatto tutti i principali attori che, a diverso livello e con diverse funzioni, si occupano di Internet, nuovi media e di minori. Anche Telecom Italia partecipa, essendo inoltre già attiva attraverso il progetto Navigare Sicuri.
Ti conoscono più persone di quanto credi. Guardano le tue foto, parlano di te, vorrebbero incontrarti. Scopri perché…”. Con questo messaggio-teaser, che circola già da diversi giorni in rete, gli organizzatori attirano l’attenzione dei giovani sul sito Sicuri in rete (curato da Save the Children), dove sono riportati consigli per un utilizzo consapevole delle proprie informazioni e foto personali. Un messaggio rafforzato anche dall’intervista al duo pop degli Zero Assoluto, testimonial d’eccezione.
La Campagna Posta con la Testa! si avvale anche dello spot prodotto dalla Commissione Europea per il Safer Internet Day.
Lo spot sarà trasmesso per tutta la giornata da LA7 all’interno del palinsesto quotidiano.

Continuiamo a sostenere Haiti con AGIRE

Continuiamo a sostenere Haiti con AGIRE

Prosegue fino al 28 febbraio 2010 la raccolta di fondi per sostenere le popolazioni colpite dal gravissimo terremoto ad Haiti. Contribuisci inviando un SMS o con una telefonata al 48541.
I risultati sin qui ottenuti sono estremamente positivi, a testimonianza del grande impegno profuso da tutti: alle ore 10 dell’1 febbraio, dopo circa due settimane, erano stati raccolti oltre 10.600.000 euro attraverso il numero solidale. Mentre ad Haiti sono in pieno svolgimento gli interventi di emergenza, serve ancora tutto il sostegno possibile. Dopo scrupolose analisi dei bisogni e riunioni di coordinamento con le Nazioni Unite e le altre organizzazioni presenti sul terreno, le ONG di AGIRE cominciano inoltre a pianificare gli interventi di medio e lungo periodo e a pensare ai programmi di ricostruzione.
Per consentire ai propri clienti di continuare ad aderire all’appello lanciato da AGIRE con il Ministero degli Esteri per l'emergenza Haiti, Telecom Italia terrà quindi aperto il numero sulle proprie reti fino a fine mese.
Sono circa 450 gli operatori umanitari delle 9 organizzazioni di AGIRE (Actionaid, CESVI, CISP, COOPI, GVC, Intersos, Save the Children, Terre des Hommes e VIS), operative nelle zone colpite dal terremoto. 30 di loro sono italiani. I programmi di prima emergenza sono dislocati in 11 differenti zone di Haiti e, oltre all’allestimento di punti di soccorso medico e rifugi per gli sfollati - bambini innanzitutto -, vengono quotidianamente distribuiti beni di prima necessità, cibo, acqua.
Dal 13 gennaio al 28 febbraio 2010 sostieni anche tu con Telecom Italia “AGIRE”. Per farlo puoi:

  • donare 2 chiamando da una linea fissa Telecom Italia il numero 48541
  • donare 2 euro, inviando uno SMS solidale al numero 48541, da tutti i telefoni fissi abilitati dei clienti Telecom Italia e da tutti i telefonini personali di Rete Mobile dei clienti Telecom Italia.

Al termine dell'iniziativa Telecom Italia verserà ad AGIRE l’intero ammontare di tutti gli importi effettivamente donati.

La religione nella società multiculturale

La religione nella società multiculturale

La religione aiuta a delineare il disegno multiculturale e la composizione della popolazione straniera residente nel nostro Paese.
Su quasi 4 milioni e mezzo di stranieri residenti attualmente in Italia, ci sono:

  • 2.100.000 cristiani non ortodossi
  • 1.200.000 cristiani ortodossi
  • 1.000.000 di musulmani
  • 150.000 buddisti
  • 50.000 induisti.

Collegare l’immigrazione all’islamizzazione dell’Europa è una grossa bugia. L’immigrazione nel nostro continente è sociologicamente cristiana e non musulmana. Quella asiatica potrebbe essere in fase espansiva, in considerazione dei loro flussi immigratori, che si stanno progressivamente allargando. Inoltre è bene sottolineare che la fine del comunismo nell’Europa orientale ha portato ad una liberalizzazione del mercato religioso.
La previsione degli scenari futuri dell’immigrazione nel nostro Paese non è più dipendente solo dal parametro della distanza geografica, ma diventa un quadro complesso.
Sono ipotizzabili tre tipi di immigrazione:

  • se sarà prevalente un’immigrazione da parte delle popolazioni provenienti dall’Europa dell’Est, si avrà un’ immigrazione privilegiata di tipo cristiano,
  • se aumenterà l’immigrazione dello scacchiere africano, si avrà invece una connotazione di due realtà in progress, in cui comunque l’islamismo crescerà percentualmente in maniera inferiore rispetto alle religioni cristiane; è previsto infatti:
    • una riduzione dell’immigrazione dal Maghreb, di cui solo la minoranza è di fede islamica,
    • un aumento dell’immigrazione sudsaheliana, di religiosità cristiana, musulmana, ma anche indecifrabile – vedi il sincretismo religioso,
  • se aumenterà l’ immigrazione asiatica (in particolare da Paesi quali la Cina, l’India, il Bangladesh e la Birmania), si avrà un’immigrazione fortemente areligiosa. Le religioni asiatiche hanno subìto processi di secolarizzazione diversi dalle religioni monoteistiche; la religione si è allontanata dalla quotidianità, quindi la popolazione si può definire “religiosamente vergine”.

L’unica certezza sembra sia la riduzione di immigrati animisti: si tratta di un culto religioso poco radicato culturalmente, di tipo visionario, miracolistico e spesso fanatico.
La religiosità vissuta come nuovo movimento rischia di essere meno umana e controllata della religiosità più profonda e sperimentata nella storia. Le nuove religiosità cristiane interessano anche la popolazione italiana autoctona (vedi testimoni di Geova, che oggi hanno siglato un’intesa con lo Stato).
Una delle sfide delle società multiculturali è senza dubbio rappresentata dalla convivenza di tutte queste differenti realtà religiose in uno stesso territorio. Quali pensi siano i metodi e le strategie per ottimizzare e perfezionare questo connubio di culture, rituali e tradizioni che sembrano (e talvolta sono) così diverse tra loro?

Foto di papaitox

Una nuova sfida per il 2010 Anno Internazionale della Biodiversità

Una nuova sfida per il 2010 Anno Internazionale della Biodiversita

Come avevamo già annunciato alcuni mesi fa il 2010 è stato dichiarato l’Anno Internazionale della Biodiversità ed esattamente l’11 gennaio è avvenuta l’apertura ufficiale a Berlino.
Una serie di iniziative di sensibilizzazione si rincorreranno nel corso dei giorni a seguire e nel corso di tutto l’anno, con l’obiettivo di ricordare come la biodiversità svolga un ruolo importantissimo per la vita sulla Terra.
Bioversity International è la più grande organizzazione al mondo che si occupa di ricerca sull’uso e la conversazione della biodiversità e in occasione dell’Anno Internazionale della Biodiversità ha lanciato la campagna di sensibilizzazione “Diversity for Life”: in collaborazione con partner internazionali, questa campagna ha lo scopo di avvicinare il grande pubblico ad un tema importante per il presente e soprattutto per il futuro.
La tutela della biodiversità non deve limitarsi esclusivamente a salvaguardare le specie animali e vegetali a rischio, ma significa anche celebrare la vita stessa: così recita il sito ufficiale dell’International Year of Biodiversity.
Nel 2002 i governi del mondo hanno sottoscritto la Convenzione per la diversità biologica e hanno decretato il 2010 come anno della biodiversità, per difendere la natura dalle azioni dell’uomo, per salvaguardare le specie animali e vegetali a rischio di estinzione. Conservazione della specie quindi, ma anche promozione dell’uso sostenibile delle risorse naturali.
Il 20 gennaio si è tenuto il congresso “Nature” del comitato francese IUCN; poi il 21 e il 22 a Parigi si è svolta l’esibizione sulla biodiversità patrocinata dall’Unesco, durante la quale sono state mostrate alcune soluzioni naturali sulla relazione tra aree protette e cambiamenti climatici.
In Italia l’evento centrale sarà rappresentato dalla “Settimana della Biodiversità”, dal 19 al 23 Maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Sulla rete si può appoggiare la causa attraverso i vari social network come Facebook, Twitter o Flickr e inoltre vi segnaliamo un photo contest indetto da Diversity for Life dove fotoamatori e professionisti potranno partecipare inserendo foto che rappresentino la biodiversità e la natura.

Cosa farai nel tuo piccolo per partecipare all’Anno Internazionale della Biodiversità?

Foto di WorldIslandInfo.com

Agire: come verranno utilizzati i fondi raccolti?

I fondi raccolti da Agire verranno suddivisi tra le 11 autorevoli organizzazioni non governative italiane ActionAid, AMREF, CESVI, CISP, COOPI, COSV, GVC, Intersos, Save the Children, Terre des Hommes e VIS) che hanno unito le proprie forze per rispondere alle grandi emergenze umanitarie in modo tempestivo ed efficace.

Il 93% dei fondi sarà destinato agli interventi sul campo, mentre un massimo del 5% sarà destinato a copertura delle spese legate ai costi di funzionamento della struttura. Il restante 2% verrà riservato ad attività di valutazione e monitoraggio dei progetti per garantirne qualità ed efficacia. Considerate le dimensioni della raccolta, AGIRE potrà decidere di ridurre ulteriormente la percentuale destinata a coprire le spese di funzionamento, a vantaggio ovviamente della quota dedicata ai progetti delle organizzazioni associate.

Per assicurare la massima trasparenza, tutti i documenti relativi ai programmi sono disponibili sul sito Internet di AGIRE, incluso le proposte di programma, gli accordi e i budget. In questo tutti possono acquisire le informazioni necessarie a garantire una verifica totale dell'utilizzo delle proprie donazioni.

Attualmente ad Haiti nella città di Port-au-Prince sono operative: VIS, Terre Des Hommes, Action Aid, CESVI, CISP, COOPI, GVC, Save The Children; e si stanno dedicando alle attività di distribuzione dei medicinali, kit igienico sanitari, generi alimentari, ripari temporanei, supporto psicosociale, assistenza alle categorie vulnerabili, purificazione e distribuzione dell'acqua potabile ed educazione.

Tuttavia anche su tutto il resto del territorio Haitiano si contano numerosi presidi, come si può evidenziare dalla mappa sottostante:

Le organizzazioni di Agire sul territorio

Vi ricordiamo ancora come potete contribuire:

  • donare 2 euro, inviando un SMS solidale al numero 48541, da tutti i telefoni fissi abilitati dei clienti Telecom Italia e da tutti i telefonini personali di Rete Mobile dei clienti Telecom Italia;
  • donare 2 euro chiamando da una linea fissa Telecom Italia il numero 48541;