Abbiamo intervistato Riccardo Luna a Settimo Torinese per farci raccontare i dettagli della cover story del numero di marzo di Wired, dedicata alla riqualificazione di una fabbrica: gli ex stabilimenti Pirelli di Settimo Torinese.
Il direttore di Wired ci ha spiegato l'importanza del progetto, della nascita di un nuovo polo industriale basato sull'eccellenza e sulla ricerca scientifica.
Con l'occasione abbiamo anche chiesto l'opinione di Luna da giornalista, e da esperto di media digitali, sul futuro dell'informazione in Italia.
Woodrow Clark ha ricevuto il Nobel nel 2007 con Al Gore e i colleghi dell’Ipcc (Comitato intergovernativo dell’Onu per i cambiamenti climatici). Nel suo ultimo libro sulle “Comunità sostenibili” ha portato l’esempio di Settimo Torinese come modello positivo. L’abbiamo incontrato nella cittadina torinese per farci raccontare cosa sono le “Comunità sostenibili” e discutere delle politiche energetiche attuate dall’Italia e dalla comunità internazionale.
La sua ferma posizione contro il nucleare, ritenuto antieconomico, pericoloso e obsoleto, proprio in una città che invece ha fatto della tecnologia e della sostenibilità il suo punto di forza, ci devono spingere a riflettere: siamo sulla giusta strada? Crediamo davvero nella “green economy”?

Le Girl Geek Dinners sono cene o incontri destinate a donne appassionate di tecnologia, Internet e nuovi media. Sono delle opportunità speciali per incontrare e socializzare con donne interessanti durante una cena. Vengono organizzate in tutto il mondo e sono eventi unici e assolutamente divertenti.
Avoicomunicare ha partecipato alla quarta GGD organizzata dal gruppo Girl Geek Roma, serata dedicata alla sostenibilità ambientale e alle tecnologie green.
Questo il nostro racconto dell'evento.
Per testimoniare quanto l'appuntamento del 5 marzo sia stato dedicato alla sostenibilità basti pensare che, appena arrivati alle 19, il team delle GGD ci ha accolto fornendoci un badge rigorosamente eco-friendly, ricavato da un cartone riciclato.
Il clima della serata è stato molto rilassato e divertente, con più di 100 invitati impegnati a chiacchierare di tecnologie green ed eco-sostenibilità divertendosi insieme gustandosi un aperitivo a Km 0 targato Antù, locale che ha ospitato l'evento.
L'aperitivo servito nel locale infatti era a base di formaggi bio e cocktail alcoolici e analcolici secondo natura, un mix al 100% sostenibile dove tutti i prodotti sono ricavati esclusivamente dalle aziende tradizionali e dall'enogastronomia del territorio.
L'evento, in puro stile geek, è stato vissuto dagli invitati sia nel locale che nel mondo di twitter e dei social network: come testimoniato dal ricco liveblogging fatto in rete accompagnato dall'hashtag #ggdroma4.
Gli interventi della serata, che hanno tutti seguito la formula Ignite, 20 slide temporizzate da presentare in 5 minuti, sono stati affidati a:
La serata è continuata con la musica di Dj Smeerch in una grande festa ecosostenibile: ringraziamo tutto il team delle GGD, il locale e tutti gli invitati che hanno accolto avoicomunicare con entusiasmo.
Sul nostro profilo Flickr potete trovare le altre foto dell'evento nel set GGDRoma4
Questo week-end, a Roma, si terrà un appuntamento molto interessante per la blogosfera italiana. Si tratta della #GGDRoma4 aperitivo tecnologico dedicato alle green technologies più innovative e ai piccoli modi di essere ecosostenibili nel quotidiano.
Avoicomunicare parteciperà alla serata del 5 Marzo, per ingannare l'attesa abbiamo chiesto allo staff delle Girl Geek Dinners Roma di raccontarci come è nata l'idea.

Ci chiedono come ci sia venuta l'idea di organizzare una ggd dedicata all'ecosostenibilità. In realtà, non c'è nessuna "lampadina". Eravamo sedute al tavolo del nostro solito localino per la prima riunione ggd dell'anno e passavamo in rassegna il lungo elenco dei punti in agenda da discutere. Ovviamente prima di tutto veniva la scelta del tema per la ggd successiva. Non sappiamo bene come, perchè, ma l'ecosostenibilità ci frullava in testa da tanto.
Sarà che fra le tante location romane che avevamo visitato per i nostri eventi e che ci aveva già affascinato e convinto c'era anche L'Antù, che più che un locale è sopratutto uno spazio, un laboratorio, un "work in progress" tutto incentrato proprio sul "facciamo eco".
Sarà che noi ggd siamo tutte un po' "green". Ci piace la tecnologia che migliora la nostra vita, ma risparmia quella del pianeta. Ci fa sentire bene pensare che quello che usiamo e buttiamo via verrà poi riciclato, riusato, trasformato, convertito in qualcosa di altrettanto utile per noi o qualcun'altro.
Ma ecco, diciamocelo, non è che fossimo (e non lo siamo neanche ora) tutte delle grandi esperte. Così organizzare una girl geek sull'ecosostenibilità era uno stimolo anche per noi, per saperne (molto) di più, per conoscere chi si sta attivamente occupando del nostro pianeta, per dare visibilità alle "green technologies", per imparare quelle due o tre cose che tutti possono fare nel quotidiano per contribuire.
Il tema era quindi bello che deciso e bisognava solo darsi da fare con trovare sponsor, speaker, locale e tutto il resto. Onestamente, nonostante le ultime settimane siano state decisamente impegnative lato organizzativo, moltissime cose sono "venute da sè".
Abbiamo ricevuto tantissime richieste di partecipazione: ragazze che ne sapevano di più e volevano "parlarne" a tutte noi, giornali e media interessati a diffondere la nostra idea e alla fine anche uno sponsor realmente "eco", che, nonostante fosse lontano dal mondo della rete e dei social network, ha deciso in un paio di giorni di contribuire economicamente all'evento.
Insomma, certamente ognuno di noi potrebbe veramente impegnarsi di più per rendere le nostre attività di tutti i giorni più sostenibili, ma l'attenzione ricevuta da questa quarta Girl Geek Dinners Roma ci dimostra che in giro, in rete prima di tutto, c'è tanta, ma tanta voglia di fare di più e sopratutto sapere come farlo.
GGD Roma Staff
Abbiamo già parlato dei pericoli che corrono i minori se lasciati soli nella navigazione sul web. Iniziative come il Safer Internet Day sono utili per sensibilizzare famiglie e istituzioni nell’accompagnare i ragazzi durante la navigazione su internet.
La prof.ssa Maria Rita Parsi ci spiega quale ruolo devono quindi avere scuola, famiglia e istituzioni in questo processo: gli adulti devono essere i primi a conoscere il web, capire gli strumenti che poi utilizzeranno i loro figli; al tempo stesso la legge deve prevedere i giusti controlli e la scuola deve prevedere ore di lezione specifiche sulla materia.

Il Treno Verde, alla sua ventesima edizione, è l’iniziativa di Legambiente che si pone l’obiettivo di monitorare l’inquinamento atmosferico e acustico delle città italiane e sensibilizzare l'opinione pubblica e le amministrazioni locali sui temi della qualità della vita.
Nel percorso 2010, assegnato come di consueto da Ferrovie dello Stato, il treno - partito da Roma il 16 febbraio – toccherà le città di Messina, Crotone, Potenza, Latina, Ancona, Ravenna, Vicenza, Milano Porta Garibaldi e Genova Porta Principe, ove terminerà il percorso il 2 aprile. In ciascuna città il convoglio sosterà cinque giorni.
Si tratta di un treno composto di quattro carrozze dedicate ai seguenti temi:
Durante le soste il pubblico, costituito da scolaresche (che potranno accedere nelle mattinate) e da singoli cittadini (che potranno accedere nei pomeriggi), potrà visitare le carrozze che fungono da veri e propri laboratori di educazione ambientale, allestite con mostre, plastici, sale video e sale conferenze. Nel contempo le centraline dell'Istituto Sperimentale delle Ferrovie dello Stato raccoglieranno i dati sulla qualità dell'aria e sull'inquinamento acustico delle città visitate.
Nella terza carrozza “Agire localmente”, dedicata alla casa ecologica del futuro, è possibile conoscere la soluzione Green@Home attualmente in sperimentazione presso Telecom Italia: un sistema di apparecchi domestici interconnessi tra loro e con la rete Internet che contribuirà a ridurre i consumi delle abitazioni e a ottimizzare l’uso di energia rinnovabile.
Avoicomunicare seguirà il percorso del Treno Verde per analizzare la qualità della vita delle città italiane e scoprire le soluzioni per rendere più sostenibili i nostri comportamenti quotidiani.
Nel frattempo, puoi scoprire quanto consumi anche grazie al Carbon Meter, uno strumento facile e intuitivo per misurare quanta CO2 produciamo abitualmente.
Oggi si celebra il Safer Internet Day, una giornata dedicata all’informazione sui pericoli che corrono in Rete, soprattutto per gli internauti più giovani. La tutela dei minori che si avvicinano al mondo di Internet è un argomento molto sentito, e diverse organizzazioni e istituzioni collaborano al programma Safer Internet della Comunità Europea.
Save the Children è tra le organizzazioni schierate in prima fila (collabora anche con Telecom Italia al progetto NavigareSicuri) e quindi abbiamo intervistato il presidente Valerio Neri per fare il punto con lui sul rapporto tra gli adolescenti e l’universo della Rete. Inoltre gli abbiamo chiesto cosa dovrebbero fare scuola, istituzioni e famiglia per proteggere i ragazzi dalle persone malintenzionate che purtroppo approfittano di Internet per i loro crimini.
Credi anche tu che Internet sia pieno di potenzialità ma anche di pericoli? Cosa occorre fare per tutelare i più giovani?
Raccogliamo in questa video intervista a Mario Tozzi le sue impressioni circa il coinvolgimento dell'opinione pubblica in Italia sui temi ambientali. Secondo il noto divulgatore le persone infatti sembrano interessate, ascoltano con attenzione, ma nei fatti non agiscono in modo diverso, e quando devono tramutare le parole in azioni concrete non sono poi così attente all'ambiente
Per cambiare davvero le abitudini, il conduttore suggerisce un approccio educativo differente per mettere l'ambiente davvero in primo piano, rendendolo parte integrante di un programma di scienze; in un contesto nazionale in cui anche la televisione, come i nuovi media già riescono a fare, dia realmente più spazio e risonanza ai temi della eco-sostenibilità.

Copenhagen anche a Natale resta ecosostenibile: il consueto albero di Natale, infatti, sarà addobbato in chiave green in occasione del COP15, il vertice ONU sul clima.
La particolarità dell’albero è data dalla possibilità di pedalare su delle bici che alimenteranno l’illuminazione dell’albero di Natale. L’utilizzo di questa nuova forma di illuminazione natalizia farà risparmiare esattamente nove tonnellate di CO2.
Sicuramente non sarà difficile trovare volenterosi ciclisti nella città danese che vanta il primato mondiale per piste ciclabili (più di 350 km).
L’albero si trova nella City Hall Square, nel centro della città, in modo che turisti e passanti possano pedalare volontariamente e contribuire all’illuminazione dell’albero.
E così, dopo l’albero di Copenhagen, anche Milano ha deciso di seguire la strada della sostenibilità ambientale e costruire un albero illuminato con luci a led, alimentato da 9 biciclette ( 5 per adulti e 4 per bambini) che renderanno la struttura autosufficiente dal punto di vista energetico. L’albero “green” made in Italy sarà alto 6 metri e arricchito da 100 metri di filo a led multicolore. Un Natale eco sostenibile che farà del centro di Milano e di Piazza Cairoli un punto di incontro per l’educazione e la sensibilizzazione verso stili di vita sostenibili.
Infatti ci saranno anche altre iniziative correlate, come Puzzle4Peace, che intende promuovere progetti di solidarietà e sostegno alla cooperazione attraverso un gioco semplice ed antico, il puzzle appunto: ogni tessera del puzzle è un vero e proprio oggetto di design eco sostenibile realizzato con materiali compatibili con l’ambiente.
Altra esperienza simile è stata organizzata per il Natale di Bologna in Piazza Maggiore, dove verrà allestita un’area verde di 800 metri quadrati, con tanto di casa di Babbo Natale, un bosco con prato, piante vive a forma di slitta e di renne. A dominare la scena sarà un pino alto 14 metri illuminato in maniera sostenibile attraverso delle eco-bike. Dodici bici di cui 4 a misura di bambino forniranno l’energia alle luci rosse e ai led bianchi.
E nella vostra città ci sono esempi di Natale Ecosostenibile?
Come sarà invece il vostro Natale in casa?
Klimaforum è un evento imponente organizzato dalle ONG presenti a Copenaghen: quasi duecento tra conferenze, interventi, workshop e dibattiti si stanno svolgendo al DGI-byen, un grande complesso sportivo che ospita centinaia di persone da tutto il mondo.
L’atmosfera è rilassata, tra mostre e stand, bar con cibo rigorosamente biologico, persone che chiacchierano sedute a terra o mentre guardano una delle tante mostre fotografiche presenti. Nonostante la quantità di gente non c’è rumore né confusione – il clima di queste iniziative dal basso continua a stupirmi.
Dopo averli incontrati alla manifestazione mentre spingevano un carro che rappresentava un mondo all’interno di una serra, decido di partecipare al workshop dell’associazione Campaign against Climate Change. L’obiettivo dell’organizzazione è di fare pressione sui governanti perché capiscano che si tratta di un’emergenza che richiede misure d’urgenza, quello del workshop è di discutere come una simile campagna si possa esportare dal Regno Unito (l’associazione è inglese) ad altre nazioni, su cosa fare leva e in quale modo.
Nella prima parte del seminario Phil Thornhill, coordinatore dell’associazione, spiega la loro visione, in relazione alle informazioni sullo stato del problema e sulle misure prese fino ad ora per contrastarlo. Le politiche internazionali e quelle nazionali di molti Paesi, spiega, sono basate sui report di IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change): “Questo organismo è il punto di incontro di molti scienziati e lavora con onestà intellettuale, ma non è forte come dovrebbe essere. Inoltre, stabilire consenso tra esperti comporta tempo (e studio) e questo rallenta il processo di divulgazione dei risultati delle ricerche: gli ultimi dati sistematici forniti dall’IPCC risalgono al 2007”.
La situazione climatica invece si sta evolvendo molto in fretta, ben oltre i dati a disposizione dei politici che stanno negoziando un accordo, e in modo tanto grave da richiedere soluzioni di emergenza: quasi come in tempo di guerra, si dovrebbe pensare a soluzioni condivise e “scomode” a cui tutti dovrebbero uniformarsi.
E i cinque punti della campagna sono certamente destinati a far discutere:
Il passo successivo è fare pressione sul governo perché si prenda carico delle sfide che questa situazione comporta: l’associazione è in contatto con un parlamentare che ha apprezzato le proposte, inserendole in una mozione, firmata al momento da 45 altri parlamentari. Probabilmente questo non diventerà un disegno di legge ma è “un seme piantato” e un modo per far arrivare certe idee nei luoghi dove si prendono decisioni.
Come portare un messaggio del genere in altre nazioni e adattarle al contesto politico? Questa domanda è al centro della seconda parte del workshop, quando i partecipanti si dividono in gruppi e parlano delle situazioni nazionali, confrontando contesti e possibilità di azione. Le soluzioni variano da imporre ulteriori tasse sul carbone a fare pressione sulle compagnie di assicurazione, nella convinzione abbastanza generalizzata che una regolamentazione non porterà comunque lontano.
Ovviamente il tempo è troppo poco e le situazioni troppo diverse per tirare le somme, ma il confronto tra diverse situazioni e sistemi politici è stimolante.
La domanda finale me la pone Phil Thornhill: “Se si dovesse fare una campagna in Italia su uno di quei cinque punti, quale avrebbe più impatto?”.
Gli spiego, punto per punto, perché alcuni di questi argomenti verrebbero difficilmente capiti e quasi sicuramente considerati impopolari. “Appunto” sorride lui.
E voi? Cosa scegliereste per una “campagna impopolare” ambientalista?

L'UNFCCC - United Nations Framework Convention on Climate Change - per brevità definito COP15, sarà un grandissimo evento, raggiungibile non solo recandosi fisicamente a Copenhagen in Danimarca, ma anche online attraverso i social networks.
Gli organizzatori hanno infatti organizzato per il popolo della rete una lunga lista di strumenti per garantire a tutti la possibilità di seguire i lavori della conferenza in tempo reale.
Oltre ai canali Youtube Climateconference e Cop15, è stato preparato un account twitter, una fan page su facebook e un gruppo flickr.
Oltre alla copertura dei social networks, è stata realizzata un’applicazione per Iphone, scaricabile tramite Itunes Store; per chi volesse seguire tutti i lavori ci sarà un webcast disponibile dal sito della conferenza.
Anche avoicomunicare si dedicherà con attenzione ai lavori di COP15: stiamo preparandoci per vivere l'atmosfera di Copenhagen e seguire attentamente gli sviluppi e i risultati ottenuti durante i giorni della conferenza.
Avoicomunicare è nato nell'Agosto 2008 con l'idea di incarnare su internet lo spirito Gandhiano di apertura e dialogo non violento tra le persone, un blog che ha sempre avuto grandissima attenzione sui temi dell’ambiente, dei rapporti tra culture, dell’integrazione e della costruzione dei processi di pace.
Per questo motivo anche noi sosteniamo l'iniziativa di Wired, per la candidatura di Internet al Premio Nobel per la pace: secondo noi Internet è la dimostrazione che parlare liberamente, ascoltare gli altri, confrontarsi, può cambiare il mondo.
Per questo avoicomunicare.it continua a dar voce alle idee, ai pensieri e alle iniziative che costruiscono il futuro.
Oggi anche attraverso le testimonianze di quanti sostengono Science for Peace, avoicomunicare conferma il suo impegno per il dialogo, l'integrazione e la Pace.
Ascolta l'intervista a Riccardo Luna, realizzata durante l'evento Science for Peace LIVE, evento in cui è stata lanciata ufficialmente la candidatura di Internet for Peace.

Il successo di Internet è sicuramente indubbio.
L’impatto di questo strumento sulla Storia degli ultimi 15 anni è talmente forte che non si riesce più a pensare come sarebbe il mondo senza Internet.
È il più potente mezzo di comunicazione della nostra società: raggiunge tutti, e soprattutto, dà voce a tutti. Indistintamente. È un mezzo democratico e libero. È il luogo dove le persone collaborano tra loro, si aiutano, dialogano, condividono.
Per queste motivazioni si parla da diverso tempo di candidare Internet al Nobel per la pace. Anche se non si tratta di una persona fisica, internet rappresenta tutti noi, tutta la comunità che s’incontra in rete.
È giusto candidare Internet al premio Nobel? Non pensate che significherebbe simbolicamente candidare tutti noi?
Oggi su avoicomunicare il live streaming della kermesse Science for Peace Live, dal Piccolo Teatro Studio.

Questo week-end, dopo un mese di interviste, testimonianze e dialogo sul grande tema del rapporto tra la Scienza e la Pace, si terrà la tanto attesa Conferenza Mondiale di Science for Peace.
La due giorni di conferenze si svolgerà nell'Aula Magna dell'Università L. Bocconi, Via Roentgen 1, Milano, e la speranza di tutti è che in questa occasione le parole si tradurranno in soluzioni concrete di pace da attuare subito.
Premi Nobel, scienziati di tutte le discipline e personaggi illustri della politica e della cultura internazionale presenteranno al mondo le loro proposte concrete di pace.
I grandi temi al centro del dibattito saranno:
· Le basi culturali per lo sviluppo di un mondo di pace
· Le prospettive per un'efficace prevenzione dei conflitti.
Ma Science for Peace non si ferma qui: in concomitanza con la Conferenza si svolgeranno molti altri appuntamenti che inizieranno ad invadere Milano già da oggi.
Merita particolare attenzione l'evento Science for Peace Live, che andrà in scena domani al Piccolo Teatro Studio di Milano, dalle 12.00 alle 18.00.
Alessandro Cecchi Paone ospiterà i grandi testimonial della Conferenza Mondiale e spiegherà ai bambini delle scuole di Milano (e a tutti coloro che vorranno partecipare) l'importanza della scienza per arrivare a ottenere un mondo senza guerre. Tra gli ospiti anche la delegazione che intende nominare Internet al Nobel per la pace 2010, composta da Riccardo Luna, David Rowan e Chris Anderson (rispettivamente direttori di Wired Italia, UK e USA).
Avoicomunicare seguirà con voi, in streaming live, la conferenza e l'evento del Piccolo Teatro, fornendo anche video interviste esclusive in tempo reale dalla Bocconi.
Seguiteci sul blog, su Twitter su Facebook, vi racconteremo in live blogging le cose più interessanti, gli interventi degli ospiti più attesi e tanto altro.

Le emissioni di CO2 rappresentano un serio problema per l’ambiente e l’umanità e sappiamo come negli ultimi anni i livelli di CO2 nell’atmosfera abbiano raggiunto picchi altissimi, contribuendo così al surriscaldamento globale.
Da più parti si parla di ridurre le emissioni e i governi dei Paesi industrializzati, così come le Organizzazioni non governative, si sono attivati in questo senso. Una possibile soluzione al problema potrebbe essere la coltivazione massiva di piante che assorbono il carbonio riducendo così la presenza di CO2 nell’aria.
Il Bambù Guadua è una di queste piante “magiche”: assorbe 14 tonnellate all’anno di carbonio e ne immagazzina circa il 30% in più rispetto agli altri alberi. Le principali qualità del Bambù Guadua sono: la capacità di catturare e d immagazzinare carbonio, la resistenza alle trazioni, la ricrescita veloce (1 cm al giorno) una facile rigenerazione e una conseguente facile reperibilità.
Il bio architetto Francisco Gallo Mejia ha quindi pensato bene di realizzare un bio-composto con piante di Bambù Gadua per costruire case a maggiore efficienza energetica, minore consumo di materiali e quindi rispettose dell’ambiente. Il progetto in questione è stato denominato Bambhaus e propone un’architettura innovativa, a misura d’uomo, che possa creare una connessione tra l’ambiente, i processi produttivi e l’economia locale. Infatti il processo di produzione del Bambù Gaudua permetterà alle economie locali di creare un network di piccole industrie specializzate nella lavorazione e nella trasformazione.
A sostenere il progetto ci ha pensato la Fondazione Altran per l’innovazione che da sempre promuove e supporta la ricerca in molteplici settori, per favorire il benessere della collettività attraverso progetti creativi e tecnologicamente avanzati. Nel 2008 il progetto del bio architetto Mejia ha vinto la competizione promossa dalla Fondazione “Ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera: la nostra sfida tecnologica!” potendo così contare sul supporto della Fondazione per un anno.

La regione della Provence-Alpes-Côte d'Azur è ricca di tecnologia, innovazione e progetti per il futuro. Si tratta della terza regione francese per spese - pubbliche e private - dedicate alla ricerca e allo sviluppo, con ben 29 Poli regionali di innovazione e di sviluppo economico solidale.
Tutte le forze di questa regione costituiscono un laboratorio d'idee con uno scopo comune: la creazione di un modello di sviluppo sostenibile, fondato su un'etica di responsabilità e sulla protezione delle persone e del loro contesto di vita.
Alcuni dei risultati più concreti vengono dal settore dei materiali e dell'eco-progettazione, presentati in occasione dell'ormai tradizionale Fiera della tecnologia MIEC di Tolone, di cui nell'ottobre di quest'anno si è tenuta la nona edizione.
Negli ultimi anni il Miec è diventato un evento immancabile per imprese, associazioni, ricercatori e artigiani dell'area euro-mediterranea che vogliono promuovere l'innovazione e nuovi materiali efficaci ed ecosostenibili.
Durante i tre giorni di fiera, a Tolone si sono svolti svariati incontri, conferenze e tavole rotonde sulle tematiche dello sviluppo sostenibile; e gli espositori hanno presentato numerosi prodotti ecologici, come ad esempio Tri'Ode (il primo triciclo elettrico coperto) o il cordless ECO, realizzato con bioplastiche di origine vegetale riciclabili e riassorbibili.
E' questa la strada giusta per il futuro?
Sarà possibile arrivare a un mondo che sia allo stesso tempo più tecnologico ma anche più attento all'ambiente?

Tra i mille problemi che affliggono l'Africa, uno di considerevole importanza è il digital divide, che frena notevolmente le possibilità e le potenzialità di sviluppo del Continente Nero.
Ma se è vero che solo da pochi mesi sono possibili nuovi collegamenti in fibra ottica da e per l'Africa, è altrettanto vero che gli africani stessi hanno ideato modi di comunicare efficaci sfruttando le tecnologie già disponibili, ovvero i cellulari.
Olivier Nyirubugara, un giornalista originario del Rwanda, è intervenuto al Festival Internazionale a Ferrara e ha spiegato come la tecnologia dei telefoni cellulari di terza generazione, diffusi in tutto il continente, possa essere sfruttata per consentire alle persone di informarsi e comunicare proprio sulla realtà che li circonda.
E' nato così il progetto Voices of Africa: il sito raccoglie le segnalazioni, i video e le fotografie catturati dai cittadini africani che, in questo modo, diventano reporter e giornalisti. Attraverso il GPRS i contenuti possono essere immessi immediatamente sulla Rete e condivisi con gli utenti del sito.
Il progetto cerca di sopperire alla mancanza d'informazione sull'Africa e di aumentare il numero di persone che, una volta istruite sul funzionamento delle tecnologie, possano sfruttarle per diffondere conoscenza.
Il senso d'appartenenza a una realtà può nascere su Internet?
Cosa pensate di questi progetti? Conoscete realtà italiane simili?
Foto di whiteafrican
Avoicomunicare incontra una delle voci più autorevoli in materia ambientale, l'"ambientalista scettico" Bjørn Lomborg.
L’accademico danese ci parla del futuro del nostro pianeta e di che vie bisognerebbe intraprendere per migliorare l’attuale situazione in termini semplici e comprensibili.
Non è con l'aumento del costo dei combustibili fossili che si riuscirà a farli cadere in disuso, ma solo investendo su tecnologie “verdi”, rendendole sempre meno care e alla portata di tutti.
Secondo Lomborg anche la continua crescita della popolazione non è un fattore negativo, perché è vero che più persone significano più emissioni, ma anche più cervelli e più esperienze al servizio della causa per il miglioramento del mondo.


L'impegno di avoicomunicare nel portare avanti il dialogo sull'ambiente e lo sviluppo sostenibile continua aderendo all'iniziativa di Lifegate, YouImpact.
Come ci racconta Chiara Boracchi di LifeGate, YouImpact è la nuova iniziativa legata al progetto Impatto Zero®, lanciata per festeggiare il quarto compleanno del Protocollo di Kyoto. E' una piattaforma di sharing per lo scambio di contenuti multimediali. Naturalmente “green”.
La particolarità di YouImpact non riguarda solo i temi spiccatamente “green”; in più, per ogni contenuto postato prevede la creazione di un nuovo metro quadrato di foresta in una delle aree gestite da Impatto Zero®.
Ogni venerdì è assegnato un bonus foresta ai 50 contenuti più votati nella classifica generale e nei concorsi YouImpact, messo a disposizione da Impatto Zero® per un ammontare complessivo di 202.020 mq di foresta all'anno. Questo per cercare di ricordare e dare forza all'obiettivo 20-20-20 previsto dall'Unione europea per combattere i cambiamenti climatici: abbattere il 20 per cento delle emissioni di CO2 prodotte in Europa rispetto al 1990, produrre il 20 per cento di energia da fonti rinnovabili e aumentare del 20 per cento l'efficienza energetica entro il 2020.
Vai sul canale avoicomunicare di YouImpact e vota i video: creiamo insieme nuovi metri quadri di foresta.