
Avoicomunicare in questi anni si è sempre concentrata sul mondo che si riconosce nella definizione di “Economia Solidale”: un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l’uomo e l’ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità.
Sempre più realtà produttive, infatti, intraprendono un percorso di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale e, al contempo, cresce il numero di cittadini consapevoli dell’importanza e della forza che risiede nella loro capacità di partecipazione diretta e nelle loro scelte di acquisto.
Per questi motivi, Terre di Mezzo ha dato vita a “Fa’ la cosa giusta!”, un evento che si propone di diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione, dando vita a eventi in grado di comunicare i valori di riferimento dell’Economia Solidale e valorizzare le specificità e eccellenze del territorio, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.
L'edizione 2010 inizia oggi e proseguirà nel weekend presso la fieramilanocity - pad. 1 e 2 - Porta Scarampo 14 Viale Scarampo, Milano.
Avoicomunicare seguirà la maratona ecosostenibile per voi, cercando di raccontarvi il clima che si respira in questo grande evento green milanese con foto, post e descrizione degli incontri e degli appuntamenti più interessanti.
Iniziamo a segnalarvi i seguenti.
Sabato 13:
Domenica 14:
Ci saranno ovviamente tantissimi altri appuntamenti, ben centocinquanta in tre giorni. Tante sale e tanti luoghi per incontrare i protagonisti dell'economia solidale, ma anche assistere a presentazioni letterarie e spettacoli teatrali. Cercheremo di seguire tutto per voi, intanto se volete partecipare su questo sito trovate il programma culturale completo.

In questi giorni stiamo seguendo con grande interesse la Conferenza di Copenhagen sul cambiamento climatico (COP15). E da oggi la seguiamo veramente da vicino, collaborando con una blogger, Antonella Napolitano, che sarà per noi nella capitale danese alcuni giorni e realizzerà post e videointerviste. Antonella condivide i temi che affrontiamo su Avoicomunicare e soprattutto la convinzione che la Rete è - e dovrà essere sempre più - parte attiva nella ricerca di soluzioni attraverso dialogo, confronto, informazione.
Nel post seguente, Antonella si presenta:
Il vertice di Copenaghen è iniziato da tre giorni calamitando l'attenzione di tutto il mondo su quello che potrebbe essere un punto di svolta cruciale per l'intero pianeta.
Sono moltissimi i canali informativi ufficiali e non, la copertura informativa dei giornali è enorme: sono stati accreditati circa 1400 giornalisti, il più grande avvenimento mediatico mai avvenuto in Danimarca. Ma fondamentale è anche lo sforzo fatto da associazioni, organizzazioni e cittadini di tutto il mondo per organizzare mostre e manifestazioni per dimostrare l'importanza di un tema di impatto forse meno immediato, ma che riguarda tutti gli abitanti del pianeta.
E così abbiamo deciso di raccontare COP15 in modo diverso, prendendo parte a qualcuno di questi eventi e parlando con i partecipanti per capire l'impatto del summit sulle singole persone... ma a proposito di persone, prima, forse, dovrei presentarmi.
Mi chiamo Antonella Napolitano e frequento la Rete con il nickname svaroschi (anche su twitter) da... beh, da quando ho convinto il mio professore di giornalismo che una tesi sull'impatto sociale dei blog (allora, considerati uno “strano oggetto”) poteva essere una buona idea. Da allora sono passati sei anni, molti sguardi scettici e tanti viaggi, anche nel tentativo di capire come si potesse cambiare un pezzetto di mondo grazie alla tecnologia e all'uso che se ne può fare.
Questo mio interesse si riflette nei due “lati” del mio lavoro, politico e sociale: da un lato lo studio e la pratica dei social media e di come possano essere usati dalla politica per comunicare con i cittadini, dall'altro i modi e le pratiche con cui i cittadini possono organizzarsi e partecipare attivamente alla vita pubblica (attività che svolgo grazie all'associazione Micromacchina e al progetto La città dei cittadini).
Quello che sta avvenendo intorno a COP15 non ha precedenti in termini di possibilità di partecipazione e varietà di iniziative di gruppi internazionali, attivisti e cittadini in contemporanea alle riunioni delle potenze mondiali. Si tratta di un'occasione importante che va raccontata in tutta la sua ricchezza.
Per questo motivo ho accettato con molto piacere di essere l'inviato di Avoicomunicare a Copenaghen nei prossimi giorni: da oggi sarò nella capitale danese per raccontare eventi e manifestazioni sia attraverso video e post, sia attraverso un po' di cronaca in tempo reale su twitter e facebook (troverete i miei aggiornamenti preceduti dal mio nickname svaroschi).
Che altro dire? Spero di ricevere feedback e – perché no – segnalazioni interessanti da tutti voi!
Oggi avoicomunicare festeggia il suo primo compleanno.
Eh sì, è già passato un anno da quando abbiamo proposto il testo integrale di Gandhi, iniziando insieme un proficuo dialogo prima sulla pace e l’integrazione, poi sull’ambiente e la sua salvaguardia. E’ stato un anno ricco d’interventi, di discussioni, di confronti positivi e costruttivi. avoicomunicare prosegue nel cammino, crescendo grazie alla partecipazione di tutti.
Lascia nei commenti i tuoi auguri, come hanno già fatto molti degli ospiti che sono intervenuti nei mesi scorsi.
Buon compleanno AVC!
Avoicomunicare diventa sempre di più il tuo luogo di dialogo, lo spazio dove puoi condividere opinioni e confrontarti su tematiche di tuo interesse.
Per questo ora ti invita a scegliere gli argomenti di cui parlare nei dibattiti futuri.
Partecipa al sondaggio, votando o anche semplicemente commentando il tema che preferisci.
La vera novità, però, è la possibilità di proporre un tuo argomento che entrerà a far parte di quelli già esistenti all’interno del sondaggio e potrà a sua volta essere scelto e votato dagli altri utenti.
La scelta è tua, perché su Avoicomunicare il protagonista sei tu.
A te la parola.
Sono madre di un bambino disabile. Forse solo chi vive in prima persona quest’esperienza può veramente capire il suo più profondo significato.
Ci sono tanti tipi di disabilità: psichica, fisica, congenita, acquisita. E tanti sono i disabili, per genere, classe, età. Con una caratteristica comune: ognuno di loro è una persona.
Mi piace fare riferimento a “Storia degli Autismi”, un libro toccante scritto dai coniugi Brauner che hanno dedicato la propria vita ad aiutare bambini reduci da guerre e affetti da gravi disabilità.
Nello scrivere questo libro “forte” hanno cercato nelle tradizioni popolari le tracce di quelli che erano i bambini disabili vissuti secoli fa. Considerati cattivi, indemoniati, pazzi, venivano maltrattati e abbandonati a loro stessi o a morte certa. D’altronde, da Sparta al Nazismo, la Storia è un susseguirsi di maltrattamenti verso i “diversi”.
Per fortuna qualcosa è cambiato.
Da quando ho scoperto che nome avesse la patologia di cui soffre mio figlio ho conosciuto tante persone affette dalle più varie forme di disabilità e non posso che essere felice di vivere in quest’epoca in cui si sono affermati dei concetti fondamentali: la consapevolezza dell’esistenza della disabilità e del disabile e i tentativi di integrare socialmente i soggetti con handicap.
C’è ancora tantissimo da fare.
Si è scritto tanto sulla necessità di abbattere le barriere ma la vere “barriere” che impediscono l’integrazione sociale e lavorativa non sono solo quelle architettoniche e fisiche.
Sono barriere l’ottusità e l’arretratezza culturale di chi considera le persone con handicap dei soggetti senza diritti, delle persone che non possono dare nulla alla comunità e altrettanto devono ricevere.
Molti provano pena per un disabile, ma nulla di più.
Non importa se quella persona in carrozzina non può uscire ”Tanto ormai... stia a casa!”
Non importa se un bambino con ritardo mentale non riesca a studiare e integrarsi nella scuola “Tanto, poverino, cosa si può pretendere da uno così?”.
Fortunatamente non tutti siamo uguali ed esistono tante persone che dedicano le proprie risorse al bene altrui. Alcuni vi dedicano la vita.
Conosco medici che per il benessere dei loro pazienti fanno tutto quanto in loro potere e anche di più, conosco insegnanti, educatori, assistenti sociali che dedicano più del tempo che gli sarebbe chiesto per raggiungere lo stesso scopo.
Abbattere una barriera come l’ignoranza o come l’insensibilità, sarebbe una delle strade più proficue da percorrere.
Vorrei concludere con un pensiero particolare e un bacio a mio figlio, che io definisco un bambino “speciale“ e che è la mia grande e vera ragione di vita.
Maria Lucia Meloni
La violenza di genere: la violenza su donne e bambini, su chi è indifeso. Una violenza che è ritenuta una violazione dei diritti umani.
Oggi sono proprio i più deboli che subiscono soprusi, gli stessi che vengono meno tutelati dalle leggi.
Da diverse ricerche emerge che la violenza di genere si esprime su donne e minori in vari modi e in tutti i Paesi del mondo La violenza può nascere tra le mura domestiche, in ambito familiare oppure nei luoghi pubblici, di lavoro.
Le vittime sono principalmente donne e bambini proprio perché considerati più fragili e inermi e i tipi di violenza sono di diversa natura: violenza sessuale, fisica, economica, verbale e psicologica.
In Italia la violenza di genere è diventata tema e dibattito pubblico solo da una ventina di anni, ma è subito evidente che il problema fondamentale è la mancanza di politiche di contrasto, di sensibilizzazione e di prevenzione.
Gli abusi verso donne e bambini hanno delle conseguenze spesso tragiche, bisogna quindi impegnarsi per creare delle misure atte a ostacolare il verificarsi di questi episodi.
Lo Stato dovrebbe muoversi per tutelare le vittime di questi avvenimenti, innanzitutto dovrebbe insistere sulla prevenzione, per fare in modo che queste tragedie non avvengano. Nei casi in cui le misure preventive non fossero sufficienti, bisogna offrire a donne e bambini la giusta assistenza psicologica e un’adeguata protezione.
Molte delle vittime non accusano il loro aggressore per paura, per impossibilità di essere autonome e indipendenti.
Dovremmo renderci conto che sempre più spesso le violenze accadono perché le vittime non sanno come uscirne, come difendersi, quali alternative intraprendere.
La colpa è delle politiche di tutela inesistenti. L’aggressore, dopo aver commesso il reato, può continuare ad abitare nelle vicinanze della vittima creando in quest’ultima un forte senso di insicurezza e paura perché a rischio ritorsioni.
Le donne e i bambini, dopo aver denunciato violenza e abusi, vengono abbandonati a se stessi e così preferiscono scappare, nascondersi, tacere per non dover affrontare tutto da soli.
In una società che non garantisce i diritti umani e la sicurezza dei suoi cittadini non ci può essere libertà e giustizia.
Sara Grillo
Su AvoiComunicare vi siete confrontati, scambiati idee, avete condiviso opinioni e pensieri.
Da oggi sarete ancora più protagonisti perché sarete voi ad aprire la discussione con i vostri post e a condurla, con le vostre segnalazioni e, naturalmente, con i vostri commenti. Adesso avete un’opportunità in più di raccontare da protagonisti le vostre emozioni, esperienze, pensieri, tutto ciò che volete condividere con gli altri.
Abbiamo selezionato alcuni di voi, quelli che in questi mesi hanno contribuito maggiormente con i loro messaggi ad arricchire il dibattito, li abbiamo invitati a scrivere un post su un tema a scelta tra quelli che voi stessi, nei mesi scorsi, ci avete indicato come di maggiore interesse.
E da domani tutti questi post saranno pubblicati per dare inizio ad una nuova fase di confronto.
Perché AvoiComunicare esiste grazie a voi e alle vostre opinioni.
AvoiComunicare è la vostra voce, fatevi sentire.
Cari amici di AvoiComunicare,
nel corso di questi mesi di dialogo e di confronto avete manifestato in più occasioni il vostro interesse verso tematiche di solidarietà.
Da oggi avete uno spazio completamente rinnovato per dare concretezza ai vostri pensieri: TrovaNOPROFIT, punto di incontro online di chi offre, chi cerca e chi sostiene la solidarietà, cambia pelle, senza però mutare la propria anima e la propria mission al servizio della comunità e del volontariato.
Si rivolge a tutti, sia che apparteniate ad associazioni del mondo no-profit, sia che siate volontari o che lo vogliate diventare, sia anche che vogliate semplicemente approfondire la conoscenza del Terzo Settore.
Da oggi la finestra web sul Terzo Settore si presenta non solo con una nuova veste grafica, ma soprattutto con una profonda modifica dell’impostazione generale, con l'intento di instaurare con volontari e associazioni un rapporto attivo e dinamico, fatto di scambio, condivisione.
Il nuovo TrovaNOPROFIT 2.0 è strutturato in tre sezioni distinte, dedicate rispettivamente ad associazioni, progetti e volontari. E i progetti ne sono e ne saranno sempre di più il cuore.
Inizia una nuova fase di dialogo i cui protagonisti sono gli stessi volontari e associazioni, che invitiamo ad animare il sito portando testimonianze, partecipazione, esperienze, iniziative, conoscenze, speranze.
Scoprite TrovaNOPROFIT: la community della solidarietà è e sarà ancora più vostra.
TrovaNOPROFIT
“Vi sarebbe un modo per risolvere tutti i problemi economici: basterebbe tassare la vanità.” La citazione è del regista francese Jacques Tati, ma servirebbe bene a illustrare la puntata de L’Infedele di Gad Lerner di ieri.
Tra gli ospiti c’era chi, come la giornalista Maria Laura Rodotà, considera la vanità uno dei vizi dei nostri tempi. Altri, come il filosofo Gianni Vattimo o il direttore di “Chi” Alfonso Signorini, la considerano un’aspirazione legittima.
Ma che cosa è la vanità? Un vizio, o una possibile virtù? Ce n’è troppa, o troppo poca, nell’Italia di oggi?
Per rivedere la puntata de "L'Infedele":
Perchè siamo tutti vanitosi? (1a parte)
Perchè siamo tutti vanitosi? (2a parte)
Perchè siamo tutti vanitosi? (3a parte)
“La vita è una poesia, e le poesie cantano la Pace”. Questo è il commento di Ailing CAI al post “Occidente, luci e ombre”.
La pace è per noi tutti un valore universale, eppure la storia dell’umanità è costellata di violenze, soprusi e guerre. Riesci ad immaginare un mondo senza guerre? La pace è un’utopia, oppure è la meta segreta del cammino evolutivo dell’uomo?
Credete, come Ailing CAI, nella possibilità di una pace universale?
E che ruolo ha la cultura in questo cammino?
"Non esiste una cultura superiore alle altre: solo dal confronto può nascere l'integrazione tra popoli". Purtroppo non tutti la pensano così.
Pochi giorni fa, l'India, Paese profondamente multiculturale e patria di Gandhi, è stata vittima di una sanguinosa aggressione terroristica. La capitale economica Mumbai è stata attaccata simultaneamente in dieci diverse località, tra cui l'Hotel Taj Mahal, l'Oberoi e il centro ebraico Chabad. Le vittime sono quasi duecento, oltre ai feriti gravi.
La violenza taglia trasversalmente culture e religioni. Qual è la sua origine? E il suo scopo? Cosa può fare il dialogo per fermarla?
"Il sovraffollamento tecnologico ci distrae e ci inserisce fin dalla tenera età in un sistema governato dai mezzi di distrazione di massa." Questo, tra i tanti commenti, è stato quello di Giulio al post "La parola ai giovani".
Il cinema è un mezzo potentissimo, ma deve guardarsi dentro per non ridursi a mero bene di consumo. Il cinema può distrarre, ma anche aiutare a conoscere se stessi e il mondo. Può rendere vive la pagine di un libro, raccontare con immagini verità che altrimenti non potremmo raggiungere, descriverci luoghi lontani che non per questo dobbiamo ignorare.
Credete che il cinema debba essere impegnato e a contatto con la realtà?
Credete che il cinema di oggi lo sia?
Gli abusi, gli sfruttamenti e le punizioni sui minori sono un tipo terribile di violenza, ma purtroppo non l’unico. Altre pressioni possono strappare un bambino alla sua età.
In Italia, per esempio, la malavita organizzata recluta ragazzi sempre più giovani per i propri traffici illegali, strappandoli alla scuola e al normale percorso formativo. Per molti giovani entrare nelle organizzazioni criminali è diventata una scelta o un’ambizione, a rischio della vita.
Perché, secondo voi, un minore sceglie la criminalità? Si può veramente parlare di “scelta” in un caso del genere?
Se li aveste davanti, cosa direste a questi ragazzi?
Si parla molto di integrazione razziale nelle scuole, e a ragione, perchè un mondo unico parte dalla nuove generazioni.
Qual è, secondo voi, il metodo migliore per integrare i bambini nelle classi?
Che problemi ci sono, ma soprattutto che opportunità?
Se avete un'esperienza personale da raccontare, in tema di integrazione o razzismo nelle scuole, potete farlo qui.
Tra qualche giorno si voterà per l’elezione del Presidente degli Stati Uniti d’America. Il favorito è Barack Obama, il primo candidato di colore.
E’ di pochi giorni fa la notizia dello sventato complotto per ucciderlo. Un gesto plateale a opera di due giovani neonazisti, che avrebbe dovuto colpire Obama e “il numero più alto di neri”.
Secondo voi che peso ha, nella corsa alle presidenziali americane, la razza del candidato democratico? Il colore della pelle di Obama è la sua fortuna o il suo principale problema?
Mikail Gorbaciov, nella sua video intervista, ha detto che “abbiamo bisogno di un nuovo ordine mondiale”.
Citando l’ultimo discorso di Giovanni Paolo II, ha aggiunto che questo ordine deve essere “più stabile, più giusto e più umano”.
In cosa dovrebbe consistere, secondo voi, un nuovo ordine mondiale? Se foste voi i “padroni del mondo”, cosa fareste per portare stabilità, umanità e giustizia tra i popoli?
Tara Gandhi parla nel luogo dov’è stato ucciso suo nonno, un luogo carico di significati storici che oggi emana un senso di pace e tranquillità.
La signora Gandhi è elegante e, con gestualità raffinata, parla in italiano con voce puntuale e precisa.
Porta il suo messaggio di pace con la forza della semplicità, trasportando la comunicazione del suo pensiero in una dimensione che avvolge la mente e il cuore, una dimensione non di confronto, ma di amore e comprensione.
Il messaggio di non violenza e di verità del Mahatma Gandhi è nei suoi ricordi, nei suoi occhi e nel suo sguardo. Uno stretto legame con il suo Paese e con la sua gente per far passare un’idea universale: non esiste una vera trasformazione sociale e politica se non si comincia da se stessi..
Dopo la live chat, ecco la videointervista di Bob Geldof. Ha emozionato milioni di persone in tutto il mondo facendole cantare all'unisono nel Live Aid e nel Live 8 con artisti da ogni dove.
Il suo messaggio è sempre attuale e merita di essere ascoltato: aiutiamo i Paesi più poveri.
Ascolta anche tu le proposte concrete dell'artista irlandese per riequilibrare le sorti dei Paesi in difficoltà ed esprimi il tuo pensiero.
Grande successo della Live Chat con Bob Geldof, che lunedì 15 settembre, dalle ore 14:30 alle 16:00, ha risposto in diretta ai quesiti provenienti dal popolo della Rete.
Attraverso questo blog è stata data a tutti l’opportunità di rivolgere domande e curiosità all’artista irlandese .
Grazie per la straordinaria partecipazione.