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Fa' la cosa giusta! 2010

Fa' la cosa giusta 2010

Avoicomunicare in questi anni si è sempre concentrata sul mondo che si riconosce nella definizione di “Economia Solidale”: un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l’uomo e l’ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità.
Sempre più realtà produttive, infatti, intraprendono un percorso di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale e, al contempo, cresce il numero di cittadini consapevoli dell’importanza e della forza che risiede nella loro capacità di partecipazione diretta e nelle loro scelte di acquisto.
Per questi motivi, Terre di Mezzo ha dato vita a “Fa’ la cosa giusta!”, un evento che si propone di diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione, dando vita a eventi in grado di comunicare i valori di riferimento dell’Economia Solidale e valorizzare le specificità e eccellenze del territorio, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.
L'edizione 2010 inizia oggi e proseguirà nel weekend presso la fieramilanocity - pad. 1 e 2 - Porta Scarampo 14 Viale Scarampo, Milano.
Avoicomunicare seguirà la maratona ecosostenibile per voi, cercando di raccontarvi il clima che si respira in questo grande evento green milanese con foto, post e descrizione degli incontri e degli appuntamenti più interessanti.

Iniziamo a segnalarvi i seguenti.

Sabato 13:

  • Occhio allo spreco: consumare meno e vivere meglio (presentazione del libro)
  • I nuovi mestieri dell'economia verde (incontro con l'autrice del libro "Guida ai green jobs")
  • Green Life: costruire città sostenibili (incontro della serie energy day con gli autori del libro "guida alla vita nelle città di domani")
  • L'energia verde che ho in mente - come risparmiare denaro e tutelare l'ambiente (presentazione del libro di Altraeconomia)
  • Proposte di intervento per una gestione sostenibile dell'acqua
  • "Come ci muoveremo nei prossimi 50 anni?" - incontro con l'autore del libro "l'auto che sarà" e con Marco Menichetti di Legambiente.
  • "Spegni lo spreco accendi lo sviluppo" 
  • Current presenta "Greensaver"

Domenica 14:

  • L'energia felice dalla politica alla biosfera per sfatare il mito dell'energia nucleare.
  • Moda critica e micro economie: cosa significa sostenibilità - panel con sociologi e ricercatori
  • L'energia da fonti rinnovabili in Italia - incontro con le associazioni dei produttori e dei consumatori
  • Sovranità alimentare: un'alleanza possibile tra produttori e consumatori

Ci saranno ovviamente tantissimi altri appuntamenti, ben centocinquanta in tre giorni. Tante sale e tanti luoghi per incontrare i protagonisti dell'economia solidale, ma anche assistere a presentazioni letterarie e spettacoli teatrali. Cercheremo di seguire tutto per voi, intanto se volete partecipare su questo sito trovate il programma culturale completo.

Antù: anche il divertimento può essere sostenibile

In occasione della quarta Girl Geek Dinner Romana dedicata all'eco-sostenibilità ci siamo intrattenuti con lo staff del locale che ha ospitato l'evento e ha servito agli ospiti un aperitivo a "Km 0" totalmente sostenibile.

Antù

Potreste descriverci l'Antù e come è nato il vostro progetto?
Antù è uno spazio-laboratorio dedicato all'ecosostenibilità. Questa è la descrizione ufficiale di un progetto in evoluzione. Da quando abbiamo iniziato quest'avventura, ad ottobre 2009, ci stiamo misurando con la difficoltà di definire una realtà al momento unica ed estremamente innovativa.
E' dalla voglia e dalla necessità di affrontare positivamente le sfide di un momento storico complesso che nasce l'idea di Antù, uno spazio nato per la diffusione dell'ecosostenibilità intesa come attenzione non solo nei confronti dell'ambiente, ma anche al proprio e all'altrui benessere.
Nei tre spazi tematici di Antù (la Sala Sapori, la Sala Saperi e la Galleria) trovano spazio iniziative culturali, mostre, workshop, dibattiti, momenti di relax e di festa...
Il nostro percorso, impostato come un laboratorio work in progress, ha come obiettivo quello di rendere la struttura completamente ecocompatibile: quindi riduzione dei consumi, produrre energia da fonti rinnovabili, compensare le emissioni delle nostre attività. Tutto questo attraverso percorsi aperti al pubblico, sperimentando soluzioni replicabili e convenienti.

Come riuscite a mettere in pratica la vostra missione?
Il lavoro è appena iniziato, ma stiamo già mettendo in atto una serie di scelte pratiche in linea con questa filosofia: dalla riduzione dei consumi attraverso un impianto di illuminazione interamente a LED ai materiali ecologici usati per la ristrutturazione, da una selezione del food&beverage basata su criteri di stagionalità, biologico e Km zero, alla riduzione e al corretto smaltimento dei rifiuti. Riduciamo al massimo la stampa su carta (e quando la usiamo si tratta di carta ecologica), e per la nostra comunicazione privilegiamo canali non inquinanti come web e radio.
Anche i format culturali e di intrattenimento sono concepiti per la diffusione di questi valori. Posso citare alcune delle nostre iniziative mensili, come quelle che si occupano di riuso e riciclo, come ScArt Attack, la mostra mercato dedicata agli artisti che utilizzano materiali riciclati per le loro creazioni, oppure iniziative come la Girl Geek Dinner in cui ci siamo incontrati o l'Ignite, in cui ci si confronta sui risvolti "eco" del web.
E ancora Letture di gusto, un incontro dedicato agli amanti della letteratura e del buon cibo, e 2010 La conquista dello spazio, una serie di appuntamenti sulla trasformazione urbana in chiave verde e attraverso l'arte.
Fare intrattenimento e cultura con una forte impronta, trasmettendo dei messaggi importanti, crediamo sia un dovere e una responsabilità di chi ha la possibilità di comunicare con un pubblico ampio, e cerchiamo di farlo in una modalità nuova, sperimentale, e piacevole.

Il vostro è un aperitivo a "Km 0". Cosa vuol dire concretamente (come trovate gli ingredienti, che tipo di cibi/drink ecologici avete)?
Praticare la sostenibilità vuol dire scegliere, in ogni momento della propria vita, e ad Antù la selezione dei prodotti per l'aperitivo viene fatta secondo il criterio dei Km zero: ogni giorno serviamo una degustazione di prodotti del Lazio (biologici, prodotti dei Parchi del Lazio, prodotti tipici...) abbinata a vini biologici e biodinamici, e a birra ecologica. Inoltre, consigliamo drink con frutta fresca di stagione (il nostro menù indica diciture come "consigliato per l'inverno" e così via), cercando di trasmettere l'importanza che ha non forzare la domanda sulla stagionalità. Un altro consiglio che cerchiamo di dare è di bere l'acqua del rubinetto, cercando di liberarsi dall'acqua in bottiglia! Vogliamo trasmettere che si può scegliere, e alle volte basta porre un po' di attenzione ai propri acquisti, per contribuire in maniera positiva. Perchè siamo convinti che le nostre piccole azioni o scelte quotidiane possono davvero cambiare le cose.

Quali sono le difficoltà in Italia per chi vuole avviare imprese green?
Principalmente gli alti costi dei prodotti ecologici e la difficoltà di reperimento, la scarsa conoscenza dell'argomento, la mancanza di sostegno e di informazione da parte delle istituzioni. Le solite cose, anche se in effetti l'aspetto pionieristico di questo tipo di imprese le rende appassionanti!

Dateci un giudizio alla serata delle #GGD dedicata all'ecosostenibilità: c'è qualche speech che vi ha colpito in particolare?
Un'atmosfera molto piacevole, la sensazione di essere in famiglia, e in effetti questo sembra essere la community Geek...e il tutto si conclude con una festa! Un'esperienza che sicuramente speriamo di replicare.
Tutti gli speech sono stati davvero interessanti, anche se - forse per affetto - la nostra attenzione è stata catturata dall'intervento di Suitecasemagazine.com, media partner della serata e nostra partner nell'organizzazione di ScArt Attack.

Le GGD Roma raccontano il loro aperitivo eco-sostenibile

Questo week-end, a Roma, si terrà un appuntamento molto interessante per la blogosfera italiana. Si tratta della #GGDRoma4 aperitivo tecnologico dedicato alle green technologies più innovative e ai piccoli modi di essere ecosostenibili nel quotidiano.
Avoicomunicare parteciperà alla serata del 5 Marzo, per ingannare l'attesa abbiamo chiesto allo staff delle Girl Geek Dinners Roma di raccontarci come è nata l'idea.

Le GGD Roma raccontano il loro aperitivo eco-sostenibile

Ci chiedono come ci sia venuta l'idea di organizzare una ggd dedicata all'ecosostenibilità. In realtà, non c'è nessuna "lampadina". Eravamo sedute al tavolo del nostro solito localino per la prima riunione ggd dell'anno e passavamo in rassegna il lungo elenco dei punti in agenda da discutere. Ovviamente prima di tutto veniva la scelta del tema per la ggd successiva. Non sappiamo bene come, perchè, ma l'ecosostenibilità ci frullava in testa da tanto.
Sarà che fra le tante location romane che avevamo visitato per i nostri eventi e che ci aveva già affascinato e convinto c'era anche L'Antù, che più che un locale è sopratutto uno spazio, un laboratorio, un "work in progress" tutto incentrato proprio sul "facciamo eco".
Sarà che noi ggd siamo tutte un po' "green". Ci piace la tecnologia che migliora la nostra vita, ma risparmia quella del pianeta. Ci fa sentire bene pensare che quello che usiamo e buttiamo via verrà poi riciclato, riusato, trasformato, convertito in qualcosa di altrettanto utile per noi o qualcun'altro.
Ma ecco, diciamocelo, non è che fossimo (e non lo siamo neanche ora) tutte delle grandi esperte. Così organizzare una girl geek sull'ecosostenibilità era uno stimolo anche per noi, per saperne (molto) di più, per conoscere chi si sta attivamente occupando del nostro pianeta, per dare visibilità alle "green technologies", per imparare quelle due o tre cose che tutti possono fare nel quotidiano per contribuire.
Il tema era quindi bello che deciso e bisognava solo darsi da fare con trovare sponsor, speaker, locale e tutto il resto. Onestamente, nonostante le ultime settimane siano state decisamente impegnative lato organizzativo, moltissime cose sono "venute da sè".
Abbiamo ricevuto tantissime richieste di partecipazione: ragazze che ne sapevano di più e volevano "parlarne" a tutte noi, giornali e media interessati a diffondere la nostra idea e alla fine anche uno sponsor realmente "eco", che, nonostante fosse lontano dal mondo della rete e dei social network, ha deciso in un paio di giorni di contribuire economicamente all'evento.
Insomma, certamente ognuno di noi potrebbe veramente impegnarsi di più per rendere le nostre attività di tutti i giorni più sostenibili, ma l'attenzione ricevuta da questa quarta Girl Geek Dinners Roma ci dimostra che in giro, in rete prima di tutto, c'è tanta, ma tanta voglia di fare di più e sopratutto sapere come farlo.

GGD Roma Staff

L'educazione a internet

Abbiamo già parlato dei pericoli che corrono i minori se lasciati soli nella navigazione sul web. Iniziative come il Safer Internet Day sono utili per sensibilizzare famiglie e istituzioni nell’accompagnare i ragazzi durante la navigazione su internet.
La prof.ssa Maria Rita Parsi ci spiega quale ruolo devono quindi avere scuola, famiglia e istituzioni in questo processo: gli adulti devono essere i primi a conoscere il web, capire gli strumenti che poi utilizzeranno i loro figli; al tempo stesso la legge deve prevedere i giusti controlli e la scuola deve prevedere ore di lezione specifiche sulla materia.

AGIRE: un seminario per discutere l’utilizzo dei fondi pro-Haiti

Nel corso del seminario, il Comitato Etico di AGIRE e le ONG hanno discusso con il pubblico in sala, le istituzioni e una rappresentanza di donatori (invitati tramite mail, social network e sito web) le modalità di suddivisione e assegnazione dei fondi e i programmi di intervento cui sono destinati

Si è svolto giovedì mattina, alla Casa del Cinema di Roma, il seminario “AGIRE in trasparenza”, nel corso del quale sono stati presentati al pubblico e discussi i programmi di intervento delle organizzazioni non governative associate per rispondere all’emergenza di Haiti.
La raccolta è ancora in corso: il numero 48541 resterà aperto fino a domenica 28 febbraio e quindi chi desidera può ancora donare.

Nel corso del seminario, il Comitato Etico di AGIRE e le ONG hanno discusso con il pubblico in sala, le istituzioni e una rappresentanza di donatori (invitati tramite mail, social network e sito web) le modalità di suddivisione e assegnazione dei fondi e i programmi di intervento cui sono destinati, quelli di prima emergenza già realizzati fino ad oggi e quelli in programma nei prossimi mesi. Al termine della valutazione, i progetti delle ONG sono stati formalmente approvati dal Comitato Etico.

“L’obiettivo è di coinvolgere nel processo di assegnazione dei fondi raccolti un numero quanto più alto possibile di persone – ha dichiarato il direttore generale Marco Bertotto - Le donazioni arrivano dai privati cittadini ed è nostro dovere tenerli costantemente informati sul loro corretto utilizzo”.

Attualmente, grazie ai fondi donati dagli italiani, le ONG di AGIRE gestiscono la distribuzione di oltre 1.3 milioni di razioni alimentari, l’allestimento di 7.600 rifugi temporanei nei campi profughi per dare riparo ad oltre 40.000 persone, il reinserimento nei processi educativi di 21.000 bambine e bambini, la ricostruzione di almeno 15 strutture comunitarie (scuole, orfanotrofi e centri sanitari) e la realizzazione di 1.360 latrine pubbliche.

Foto di IFRC

L'integrazione nella scuola italiana

La scuola è il luogo cardine per favorire l’integrazione. Con Giancarlo Bosetti, direttore di Reset, abbiamo parlato della particolare situazione nelle nostre scuole, della proposta del ministro Gelmini di un tetto del 30% agli immigrati nelle classi e della mediazione culturale, “priorità delle priorità” per il nostro tessuto sociale. Qual è la situazione nelle scuole delle vostre città? Conoscete progetti di mediazione culturale negli istituti?

L'integrazione in Italia, oggi

Alla luce dei recenti scontri avvenuti in Calabria (a Rosarno) e a Milano, è ancora possibile parlare di integrazione pacifica in Italia?

Ne abbiamo parlato con Giancarlo Bosetti, direttore della rivista mensile Reset e tra i massimi esperti in Italia su questi temi.
La sua conoscenza delle dinamiche dell’immigrazione in Italia e delle conseguenti problematiche legate all’integrazione ci aiuta a comprendere meglio un fenomeno vasto e fondamentale nella vita della nostra società: secondo Bosetti, l’invecchiamento della nostra popolazione e lo scarso tasso di natalità fanno sì che oggi – e negli anni a venire – ci sia sempre più bisogno di forze lavoro provenienti dall’estero.

Qual è la situazione nella vostra città? Gli immigrati sono integrati nel tessuto sociale?

Culture a confronto: dall'Irlanda del Nord a Gerusalemme

Culture a confronto dall Irlanda del Nord a Gerusalemme

L’Irlanda del Nord è uno stato complesso, nel quale convivono due comunità differenti. Da un lato gli unionisti, principalmente protestanti, dall’altro i nazionalisti, a maggioranza cattolica.

Due comunità protagoniste di una difficile convivenza fin dal 1920, anno in cui, con il Government of Ireland Act, l’isola fu divisa in due parti.

Dal 1998, anno del Good Friday, che segnò una tregua agli scontri tra il governo britannico e la popolazione di origine irlandese, la situazione è nettamente migliorata e gli scontri violenti sono diminuiti. Ma i passi verso una migliore convivenza continuano e, ad aprile, un nuovo accordo tra il governo britannico ed il Sinn Fein, partito irlandese che si impegna per l’indipendenza dal Regno Unito segnerà una nuova tappa verso un clima più disteso.

Ma l’Irlanda del Nord non è il solo Paese in cui convivono popolazioni con tradizioni, religioni e culture diverse.
Il caso più noto è Gerusalemme, città nella quale ogni giorno il contatto tra palestinesi ed israeliani è sempre più difficile.
Current ha realizzato un reportage che mostra scene relative agli ultimi scontri avvenuti nella città, all’interno dello speciale sui diritti umani che va in onda ogni martedì. Roberta Zunini è andata, infatti, a Gerusalemme est per sperimentare sul campo le difficoltà della vita quotidiana nella città contesa tra le due etnie.

I pericoli della rete

Il Safer Internet Day ha ricordato a tutti che le potenzialità di Internet nascondono anche risvolti pericolosi, soprattutto per i minori che vi si avvicinano per la prima volta.
Abbiamo intervistato la prof.ssa Maria Rita Parsi, presidente di Movimento Bambino, per capire in maniera più approfondita quali siano i pericoli che si celano dietro il monitor di un pc o lo schermo della tv.
Secondo la prof.ssa Parsi la tutela dei ragazzi è una priorità che deve investire genitori, scuola e istituzioni; inoltre gli adulti dovrebbero imparare a conoscere meglio il mondo delle nuove tecnologie e dei social network.
Non a caso, la prof.ssa Parsi collabora con Telecom Italia e Save the Children al progetto Navigare Sicuri, sviluppato appositamente per informare e rispondere ai dubbi di ragazzi e genitori sul mondo di Internet.

Safer Internet Day: consigli per navigare più sicuri

Oggi si celebra il Safer Internet Day, una giornata dedicata all’informazione sui pericoli che corrono in Rete, soprattutto per gli internauti più giovani. La tutela dei minori che si avvicinano al mondo di Internet è un argomento molto sentito, e diverse organizzazioni e istituzioni collaborano al programma Safer Internet della Comunità Europea.
Save the Children è tra le organizzazioni schierate in prima fila (collabora anche con Telecom Italia al progetto NavigareSicuri) e quindi abbiamo intervistato il presidente Valerio Neri per fare il punto con lui sul rapporto tra gli adolescenti e l’universo della Rete. Inoltre gli abbiamo chiesto cosa dovrebbero fare scuola, istituzioni e famiglia per proteggere i ragazzi dalle persone malintenzionate che purtroppo approfittano di Internet per i loro crimini.
Credi anche tu che Internet sia pieno di potenzialità ma anche di pericoli? Cosa occorre fare per tutelare i più giovani?

Safer Internet Day

Safer Internet Day

Martedì 9 febbraio si celebra il Safer Internet Day, un appuntamento istituito dalla Commissione Europea nell’ambito di Safer Internet, un programma che ha l’obiettivo di promuovere un utilizzo sicuro e responsabile di Internet e delle nuove tecnologie da parte degli utenti più giovani.
Giunta alla settima edizione, quest’anno la giornata avrà come tema principale la campagna Posta con la testa!; per convincere ragazzi e adulti a pensarci due volte prima di diffondere a tutti dati e immagini personali o postare foto ammiccanti.
La campagna vede riunite a collaborare istituzioni, social network, organizzazioni e aziende di servizi e tlc; di fatto tutti i principali attori che, a diverso livello e con diverse funzioni, si occupano di Internet, nuovi media e di minori. Anche Telecom Italia partecipa, essendo inoltre già attiva attraverso il progetto Navigare Sicuri.
Ti conoscono più persone di quanto credi. Guardano le tue foto, parlano di te, vorrebbero incontrarti. Scopri perché…”. Con questo messaggio-teaser, che circola già da diversi giorni in rete, gli organizzatori attirano l’attenzione dei giovani sul sito Sicuri in rete (curato da Save the Children), dove sono riportati consigli per un utilizzo consapevole delle proprie informazioni e foto personali. Un messaggio rafforzato anche dall’intervista al duo pop degli Zero Assoluto, testimonial d’eccezione.
La Campagna Posta con la Testa! si avvale anche dello spot prodotto dalla Commissione Europea per il Safer Internet Day.
Lo spot sarà trasmesso per tutta la giornata da LA7 all’interno del palinsesto quotidiano.

Multiculturalità e interculturalità: due termini diversi

Multiculturalità e interculturalità due termini diversi

Quando si parla di multiculturalità si tende spesso a fare coincidere questo termine con interculturalità, ma si tratta di un’imprecisione, che viene continuamente adottata nell’uso comune.
Multiculturale è un termine di tipo descrittivo - descrive uno stato di fatto, allude alla presenza di diverse culture nello stesso spazio o territorio, ma non riguarda l’eventuale interazione razziale di gruppi o individui. E’ relativo a dimensioni molteplici, ma si tratta di un processo statico.
Interculturale invece è un termine che identifica persone che culturalmente differiscono per la loro formazione frammentaria, che per ognuno di loro rappresenta sostanzialmente una scelta.
La globalizzazione in cui viviamo implica l’interculturalità intesa nell’accezione di un processo di tipo dinamico, perché presuppone uno scontro e uno scambio, che aggiunge arricchimento e nuove co-costruzioni semantiche.
L’interculturalità molto probabilmente sarà l’unico percorso praticabile per gettare le basi per una pacifica convivenza e tolleranza tra più culture.

Quali sono secondo te i problemi connessi alla globalizzazione?

Come pensi si possa valorizzare ogni singola cultura nel rispetto e nella tolleranza delle altre?

Foto di Cayusa

La religione nella società multiculturale

La religione nella società multiculturale

La religione aiuta a delineare il disegno multiculturale e la composizione della popolazione straniera residente nel nostro Paese.
Su quasi 4 milioni e mezzo di stranieri residenti attualmente in Italia, ci sono:

  • 2.100.000 cristiani non ortodossi
  • 1.200.000 cristiani ortodossi
  • 1.000.000 di musulmani
  • 150.000 buddisti
  • 50.000 induisti.

Collegare l’immigrazione all’islamizzazione dell’Europa è una grossa bugia. L’immigrazione nel nostro continente è sociologicamente cristiana e non musulmana. Quella asiatica potrebbe essere in fase espansiva, in considerazione dei loro flussi immigratori, che si stanno progressivamente allargando. Inoltre è bene sottolineare che la fine del comunismo nell’Europa orientale ha portato ad una liberalizzazione del mercato religioso.
La previsione degli scenari futuri dell’immigrazione nel nostro Paese non è più dipendente solo dal parametro della distanza geografica, ma diventa un quadro complesso.
Sono ipotizzabili tre tipi di immigrazione:

  • se sarà prevalente un’immigrazione da parte delle popolazioni provenienti dall’Europa dell’Est, si avrà un’ immigrazione privilegiata di tipo cristiano,
  • se aumenterà l’immigrazione dello scacchiere africano, si avrà invece una connotazione di due realtà in progress, in cui comunque l’islamismo crescerà percentualmente in maniera inferiore rispetto alle religioni cristiane; è previsto infatti:
    • una riduzione dell’immigrazione dal Maghreb, di cui solo la minoranza è di fede islamica,
    • un aumento dell’immigrazione sudsaheliana, di religiosità cristiana, musulmana, ma anche indecifrabile – vedi il sincretismo religioso,
  • se aumenterà l’ immigrazione asiatica (in particolare da Paesi quali la Cina, l’India, il Bangladesh e la Birmania), si avrà un’immigrazione fortemente areligiosa. Le religioni asiatiche hanno subìto processi di secolarizzazione diversi dalle religioni monoteistiche; la religione si è allontanata dalla quotidianità, quindi la popolazione si può definire “religiosamente vergine”.

L’unica certezza sembra sia la riduzione di immigrati animisti: si tratta di un culto religioso poco radicato culturalmente, di tipo visionario, miracolistico e spesso fanatico.
La religiosità vissuta come nuovo movimento rischia di essere meno umana e controllata della religiosità più profonda e sperimentata nella storia. Le nuove religiosità cristiane interessano anche la popolazione italiana autoctona (vedi testimoni di Geova, che oggi hanno siglato un’intesa con lo Stato).
Una delle sfide delle società multiculturali è senza dubbio rappresentata dalla convivenza di tutte queste differenti realtà religiose in uno stesso territorio. Quali pensi siano i metodi e le strategie per ottimizzare e perfezionare questo connubio di culture, rituali e tradizioni che sembrano (e talvolta sono) così diverse tra loro?

Foto di papaitox

Il mediatore culturale: il messaggero di un mondo "altro"

Il mediatore culturale il messaggero di un mondo altro

La mediazione culturale possiede una qualifica giuridica, in quanto la nostra legislazione ha previsto la creazione e la formazione specifica di mediatori culturali. Queste figure hanno lo scopo di cercare di favorire il contatto con i cittadini stranieri.

Seconda una direttiva normativa, i mediatori previsti dalla legge devono essere di origine straniera. La limitazione risulta opportuna se si considera che questo ruolo implica un percorso maturo di inclusione sociale. Il mediatore culturale dovrebbe essere colui che riesce a permettere l’incontro di due mondi: il mondo della cultura di accoglienza e il mondo dell’immigrazione.

Nelle attività collegate ai mediatori culturali possono invece essere coinvolti altri soggetti anche non stranieri. Per dare un senso di incentivazione sociale alla popolazione straniera, il livello di base viene pertanto lasciato a loro, mentre il quadro o la dirigenza rimane aperto a soggetti italiani e non. Viene in questo caso messa in atto una discriminazione positiva, riservando il profilo dell’operatore allo straniero, ma allo stesso tempo lasciando libera la figura dirigenziale.

L’intermediazione culturale (o la mediazione interculturale) deve fornire ai cittadini di origine straniera la possibilità di partecipare attivamente nella vita politica e sociale del proprio comune di residenza, garantendo e valorizzando risorse culturali diverse.

Il mediatore interculturale è colui che per vocazione si rivolge al mondo dell’immigrazione, ma allo stesso tempo è una figura strategica. E’ il messaggero di un mondo “altro”, che si fa conoscere e amare e fa amare la diversità del mondo ad una platea di cittadini che non sono suoi connazionali (non tutti almeno). A livello regionale è attualmente riconosciuta questa professione, ma non lo è ancora a livello nazionale: è stata nominata, ma non disciplinata dal Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero - purtroppo è questa la causa che conduce a vari abusi.

Pensi sia giusto istituire un albo nazionale di operatori di mediazione interculturale per stranieri nel nostro Paese? (il Comune di Roma ne ha istituito già uno ad esempio)
Qual è la strategia che suggeriresti alle varie Regioni o Comuni italiani per includere e stimolare una maggiore partecipazione consapevole e attiva da parte dei cittadini stranieri?

Foto di Caveman 92223

Aiuta Haiti: il messaggio di Drew Barrymore ambasciatrice del World Food Programme

Drew Barrymore, Ambasciatrice contro la fame per il World Food Programme sta chiedendo anche il tuo sostegno e contributo per aiutare Haiti.

Aiuta Haiti: il World Food Programme delle Nazioni Unite ha messo a disposizione un form per donare tramite carta di credito.

Immigrazione a Rosarno

Immigrazione a Rosarno

Su avoicomunicare ci occupiamo spesso di immigrazione e confronto, abbiamo analizzato la situazione giuridica dei clandestini, abbiamo ospitato testimonianze molto toccanti e abbiamo cercato di far si che l'attenzione su questo tema potesse crescere anche sulla rete.

Per questo motivo ci sembrava giusto porre l'attenzione sui fatti di Rosarno, dove ieri e oggi ci sono state auto distrutte, cassonetti divelti e svuotati sull'asfalto, ringhiere di abitazioni danneggiate e vere e proprie scene di guerriglia urbana nella Piana di Gioia Tauro. Il tutto per la rivolta di alcune centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e accampati in condizioni inumane in una vecchia fabbrica in disuso e in un'altra struttura abbandonata.

Ieri a far scoppiare la protesta e' stato il ferimento da parte di ignoti di alcuni extracomunitari con un'arma ad aria compressa. I feriti, tra i quali c'e' anche un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno, non destano particolari preoccupazioni, ma la volontà di reagire da parte dei lavoratori ammassati nella struttura di Rosarno in condizioni ai limiti del sopportabile, è esplosa, e solo l'intervento delle forze dell'ordine ha ristabilito l'ordine.

Oggi però la protesta e la guerriglia sono riprese, con nuovi atti di vandalismo da parte dei lavoratori extracomunitari, e con numerosi scontri tra un gruppo di abitanti di Rosarno e alcuni carabinieri e poliziotti. Alcune persone di Rosarno hanno infatti tentato di raggiungere alcuni degli immigrati, ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine. Nel paese, resta un clima di intolleranza da parte degli abitanti nei confronti degli immigrati, situazione molto preoccupante per tutti quegli immigrati che potrebbero venir sorpresi da soli nelle vie del paese.

Convinti che ogni forma di violenza da chiunque provenga sia da condannare alla luce degli ultimi gravissimi fatti di attualità di Rosarno è sempre più necessario favorire una maggior cultura dell'integrazione, perché solo così si potrebbero evitare fatti del genere in futuro.

Voi cosa ne pensate?

Foto di Antonello Mangano

La pedagogia interculturale

La pedagogia interculturale

La natura dell’uomo ha subìto dei cambiamenti nella sua evoluzione tramite processi di ibridazione.
I mezzi di trasporto, i media di diffusione, quelli di comunicazione e infine l’evoluzione informatica e tecnologica che ha caratterizzato la nostra società in questi ultimi anni hanno contribuito a creare nuove possibilità di contatto e di spostamento, che non si erano di fatto mai verificate in passato.
Inoltre l’umanità ha attraversato rapidi e numerosi cambiamenti sociali radicali, anche a seguito di processi come la globalizzazione e i flussi migratori.
L’educazione di tipo interculturale è diventata una priorità da adottare nelle società civili per la pacifica convivenza delle varie culture che coesistono negli stessi territori.

Quando si affronta la tematica della pedagogia e della comunicazione interculturale, occorre considerare il notevole cambiamento che ha investito il profilo del soggetto educativo.
Nella società interculturale in cui siamo immersi è necessario educare soggetti con istanze e caratteri diversi e quindi anche con problematiche differenti: bambini, adulti e anziani di diverse culture e valori.

I principi ispiratori e fondanti della pedagogia interculturale sono tre:

  • uguaglianza,
  • libertà,
  • diritto alle pari opportunità di inserimento sia scolastico (diritto allo studio), che sociale.

E’ fondamentale fornire una competenza di base in possesso di tutti: gli individui educati (dalla scuola o da altri enti educativi) devono avere gli stessi strumenti per avere stesse possibilità di espressione.

Conosci qualche esempio di progetto pedagogico interculturale, organizzato da enti con finalità educative?

Come pensi si possa fornire una dimensione educativa che promuova la convivenza delle varie culture in una stessa area geografica?

Foto di Cinocino

Il minore straniero in Italia

Minori.jpg

I minori stranieri possiedono una doppia configurazione politica e sociale: sono minori e sono stranieri. Lo statuto giuridico “minore” limita lo statuto giuridico “straniero”, in quanto nei confronti dei minori non può avvenire l’espulsione, per cui non potranno mai essere considerati clandestini. La loro presenza è tutelata e protetta dallo Stato italiano.

In Italia vivono minori stranieri “accompagnati” (che seguono la condizione dei genitori, fino al compimento del loro quattordicesimo anno di età; poi possono ottenere un permesso di soggiorno per motivi familiari), “affidati” e “non accompagnati”, quando vivono in stato di abbandono (come nel caso in cui i genitori siano rimasti nel Paese d’origine).

Il minore che arriva in Italia con età inferiore ai quindici anni, se partecipa a un programma sociale per due anni consecutivi, può ottenere un permesso di soggiorno per motivi di studio o di lavoro. In seguito egli avrà diritto al permesso di soggiorno convertibile alla maggiore età (ovvero al compimento del suo diciottesimo anno), in base ai parametri previsti dalla Legge n. 94 del 15/07/2009.

A partire dal 1994 sono stati creati in Italia i Comitati per i minori stranieri e il Servizio Sociale Internazionale (S.S.I.) che hanno lo scopo di rimpatriare i minori “non accompagnati”, seguendo una cosiddetta “politica di rimpatri assistiti”. Lo stesso permesso di soggiorno che viene rilasciato loro da questi due enti per la loro minore età, è stato concepito come provvisorio, perché vale a regolare la vita del minore, finché lo stesso non viene rimpatriato.

Esistono inoltre figure di giudici minorili o giudici tutelari, che possono designare un tutore (con poteri genitoriali) a cui affidare il minore straniero.

Gli articoli 31-32 del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero sono quelli che concretamente tendono a regolamentare e tutelare la condizione del minore straniero in Italia.

Pensi servano altre strategie da adottare per favorire e promuovere l'inserimento e l'integrazione di minori stranieri in Italia?

Foto di Coccoabiscuit

Identità e dinamiche di gruppo

Dinamiche di gruppo.jpg

L’identità individuale si costruisce nei soggetti dopo la nascita. Essa può definirsi persistente e invariabile nel tempo; si tratta di un’entità stabile, nonostante le trasformazioni e le evoluzioni che subisce.
L’identità collettiva o sociale - che mette in moto il sentimento dell’appartenenza - è invece considerata come parte costitutiva di un gruppo, che nasce e si sviluppa intorno ad uno stesso interesse o valore.
Sono le situazioni a creare le condizioni di appartenenza.
Secondo gli studi della psicobiologia, negli animali il fattore consanguineo è la garanzia della riproduttività per tutelare e conservare il proprio gruppo; in questo modo vengono marcati i confini di appartenenza: chi è “oltre” tali confini, viene percepito come nemico.
Come ci insegna la psicologia sociale, il gruppo di appartenenza viene chiamato ingroup, mentre il gruppo esterno ad esso è chiamato outgroup.
Il sentimento di appartenenza al gruppo viene enfatizzato, quando in esso si riconoscono e si riescono a valorizzare i singoli componenti.
Nella storia abbiamo assistito purtroppo a vari processi di ipervalutazione della razza o del proprio gruppo di appartenenza, che ha generato razzismo e processi di deumanizzazione.
La cultura andrebbe sempre intesa come una negoziazione di significato.
Sul piano culturale umano, l’elemento corrispondente al fattore della consanguineità del mondo animale è il pregiudizio.
Nell’economia della nostra mente, gli stereotipi svolgono una funzione (economica) esemplificativa. Secondo lo psicologo e pedagogista americano George Kelly, ognuno di noi si crea un costrutto che ci permette di vivere più facilmente.
Ogni azione è preceduta da rappresentazioni mentali, che guidano la nostra vita. Tendiamo a tipizzare caratteri che consolidano la differenza, che nelle forme estreme generano il razzismo.

La nuova realtà interculturale in cui viviamo attualmente richiede quindi una risocializzazione.
In che modo pensi si possa realizzare questo processo?

Come ti definisci dal punto di vista della tua identità collettiva? Provi un sentimento di appartenenza molto forte nei confronti del tuo ingroup?
Come pensi si possano attenuare i pregiudizi verso i componenti dell’outgroup?

Foto di Webzer

L'anagrafe: strumento di inclusione sociale

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Il termine straniero non è sinonimo di immigrato. L’inclusione sociale è l’espressione politicamente più corretta, perché presuppone semanticamente che qualcuno sia incluso in uno spazio. Nella società liberale in cui viviamo, il vero termometro dell’inclusione sociale è la mobilità sociale.

Per garantire la giusta integrazione a tutti i cittadini (italiani e non), è necessario che lo Stato individui strumenti che permettano e facilitino questo tipo di processo sotto due aspetti:

  1. garantire eque condizioni di vita inclusive e dignitose in tutte le fasce della piramide della popolazione italiana (ammesso che debba esistere la piramide),
  2. promuovere l’ascesa di qualche rappresentante al vertice di ogni entità collettiva, altrimenti non si realizza una società democratica.

L’anagrafe permette di conoscere e censire la composizione della popolazione comunale.
Ha quindi una funzione di inclusione sociale. All’anagrafe può iscriversi anche il cittadino immigrato:

  • se possiede il regolare permesso di soggiorno (anche nel caso in cui il documento sia in fase di rinnovo),
  • se non ha permesso di soggiorno, ma è residente e ha una stabile dimora.

Comunque sia l’amministrazione non ha responsabilità istituzionali per la concessione di alloggi a coloro che risiedono nel territorio comunale. Con la L.125/2008 (pacchetto sicurezza) vengono estesi i poteri (ma non i doveri) ai Sindaci. Il dovere dei Sindaci è garantire l’incolumità e la sicurezza ai propri cittadini, oltre ad assicurare il decoro urbano.
L’iscrizione anagrafica (sia per i cittadini italiani che per i cittadini immigrati) non deve essere collegata alle condizioni dell’abitare.
Il diritto anagrafico è il diritto di esistere, in quanto dall’iscrizione anagrafica derivano vari diritti sociali.

E tu, sei a favore di un’integrazione che parta dal singolo diritto anagrafico? O ritieni che solo i cittadini italiani possano usufruire di tale diritto?

Quali sono secondo te altri strumenti di inclusione sociale dei cittadini immigrati che si possono adottare nelle singole realtà locali?

Foto di Ascaro41