Scene di guerriglia urbana: scontri tra manifestanti e polizia, lancio di bottiglie e bombe carta, auto incendiate. Terzigno e Boscoreale, due paesi ai piedi del Parco Nazionale del Vesuvio si stanno trasformando in luoghi di violenza a causa dei rifiuti. “Non si tratta di un conflitto urbano, ma di una lotta per la sopravvivenza”, specifica Guido Viale, sociologo del lavoro ed esperto di sociologia dei consumi, tema sul quale ha scritto molti libri, il più recente dei quali si intitola La civiltà del riuso – riparare, riutilizzare, ridurre.
“Per persone che ricevono i rifiuti nella loro zona si tratta di una situazione del tutto intollerabile non solo dal punto di vista sanitario e della vivibilità, è una vera e propria distruzione totale e definitiva di un territorio – continua Viale – tanto più che si tratta di comuni all'interno di uno dei parchi nazionali più belli del territorio italiano. Non ci sono due parti in contesa, ma c'è una popolazione che sta cercando di difendere le condizioni della propria sopravvivenza e del territorio di interesse nazionale da un sopruso”.
Quella campana è una situazione che, vista dal di fuori sembra quanto meno paradossale. Spiega ancora Viale: “Gli impianti sono presidiati dall'esercito la popolazione non vi si può avvicinare mentre l'accesso non è consentito nemmeno ai sindaci e alle autorità locali che chiedono di capire come funziona; conosco questa situazione perché ho lavorato dieci mesi in Campania e non sono mai riuscito a metter piede all'interno dell'impianto”.
Ma come si è potuti giungere a questa situazione che ritorna ciclicamente sotto le luci dei media? “La responsabilità – afferma Guido Viale – è dei governi, di destra e di sinistra, che si sono alternati in Italia negli ultimi 16 anni: hanno commissariato la gestione regionale dei rifiuti ma non si sono mai occupati di politiche di riduzione e di contenimento, di privilegiare e potenziare la raccolta differenziata”. Una situazione che, vista dal di fuori ha al dir poco del paradossale. Basti pensare ad esempio alla notizia non poco tempo fa, quando il sindaco di Camigliano, in provincia di Caserta, è stato rimosso dal suo incarico perché il suo comune era una vera eccellenza nel campo della raccolta differenziata in Campania (oltre il 65%) e però si trovava costretto a delegare le competenze alle istituzioni provinciali.
“Bisogna sottolineare che in Campania – continua Viale – ci sono molti sindaci che si sono rimboccati le maniche e hanno raggiunto buonissimi livelli di raccolta differenziata, comuni anche di grandi dimensioni come Salerno, che sono passati dal 10 al 70 per cento in otto mesi. Basta avere la volontà di farlo e mettere in campo le scelte adeguate”.
Foto di Davanò