Che fine hanno fatto i referendum?
Referendum sì o no? Non si sa. In effetti è probabilmente la prima volta che succede una cosa del genere, ma tutta la macchina che porta ai referendum fissati per il 12 e 13 giugno 2011 si muove in maniera mostruosamente lenta. Innanzitutto uno dei quesiti, quello su cui l'opinione pubblica pubblica ha mostrato maggiore sensibilità, quello sul nucleare insomma, potrebbe scomparire del tutto dalla partita e così ai seggi potremmo trovare solo tre schede (due per l'acqua e una per il legittimo impedimento). Tutta l'informazione istituzionale che dovrebbe essere garantita nel periodo che precede la consultazione, inoltre, si sta allestendo con fatica, tempi lunghi e non poche difficoltà. E infine, anche i tre quesiti su cui in ogni caso ci si dovrebbe esprimere a giugno, potrebbero risentire dell'assenza o meno della quarta scheda, e quindi non raggiungere il quorum, il numero necessario di votanti per rendere effettivo l'esito della tornata elettorale.
Una cosa alla volta, vediamo cosa sta accadendo.
Il quesito nucleare ci sarà al referendum, sì o no?
La risposta a questa domanda può darla solo la Corte Suprema della Cassazione. E non subito. Dopo i fatti di Fukushima, il governo rilevando una sensibilità accesa da parte dell'opinione pubblica, ha stabilito una moratoria che rinviasse di un anno almeno la discussione sulle decisioni da prendere in fatto di centrali. In un secondo momento, con un articolo contenuto nel decreto omnibus, ha di fatto abrogato una parte della norma che è oggetto del quesito referendario. Ora, il decreto non incide sulla possibilità del referendum finché non si tramuti in legge, cosa che deve accadere dopo che sia discusso alla Camera (la discussione in Senato è già avvenuta). La votazione è prevista per il 18 maggio dopodiché, una volta che la legge votata dal Parlamento sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, la corte di Cassazione è chiamata a pronunciarsi sul futuro del quesito referendario e cioè deciderà se il la scheda sul nucleare sarà o meno a disposizione degli elettori nella consultazione di giugno. L'ultima parola sulla questione potrebbe quindi arrivare molto vicino alla data del referendum con implicazioni notevoli anche sugli altri quesiti.
Effetto traino sul quorum
Senza la scheda sul nucleare, dicono molti sondaggisti, è probabile che il quorum non si raggiunga, che meno del 50% degli aventi diritto si presenti alle urne e quindi che tutta la consultazione risulti alla fine nulla, con conseguenze anche sugli altri argomenti, acqua e legittimo impedimento, che sembrerebbero non attirare troppi elettori, considerato anche il fatto che il 15 e il 16 maggio ci saranno in molte città le elezioni amministrative, in alcune di queste ci sarà il ballottaggio dopo due settimane e il referendum sarà per questi elettori la terza chiamata alle urne in meno di un mese.
Avete sentito parlare dell'acqua?
Intanto però è certo che questi altri due quesiti al referendum ci saranno, ma se ne parla poco, pochissimo. In teoria le procedure di comunicazione istituzionale da parte della Rai avrebbero dovuto avviarsi “dalla data di indizione del referendum”, dice la legge (28/2000, art.4). E cioè dal 4 aprile. Dopo un mese che tutto era fermo, c'è voluta la sveglia del Presidente della Repubblica per mettere in moto la macchina dell'informazione istituzionale. Che ha i suoi tempi. Le tribune elettorali, ad esempio, hanno bisogno di almeno 15 giorni per essere organizzate, allestite, pianificate in modo da assegnare gli spazi in modo imparziale. Prima del 22 maggio è impossibile metterle in onda. Gli spot istituzionali e gli spazi autogestiti hanno preso il via, in effetti. I primi pare che siano andati in onda in orari non proprio da grande pubblico (o, come recita il regolamento, «nelle fasce orarie di maggiore ascolto»): 7,25 su Rai3, l'una di notte su Rai1 e 17,41 su Rai2. Quanto ai secondi, stando a una comunicazione della Rai, in radio passeranno alle 14,33 circa su Radio1 e alle 22,24 circa su Radio2, in tv è previsto un unico spazio su Rai3 alle 9,00.
Chi volesse informarsi, comunque, ha sempre l'internet a disposizione. Sul sito del comitato per il Sì, ci sono diversi materiali, compresi gli spot e il messaggio di Adriano Celentano.


