Il petrolio uccide la terra di Saro-Wiwa, Shell ammette proprie colpe

delta nigerCi eravamo abituati a parlare della tragedia ambientale del Golfo del Messico, avevamo visto la marea nera di Deepwater Horizon  come un evento gravissimo nella sua eccezionalità. Eppure le fuoriscite di petrolio non sono eventi eccezionali in una zona martoriata da guerre e disastri ambientali come il Delta del Niger. Oggi, fa notizia il fatto che la Shell abbia riconosciuto la propria responsabilità riguardo a due perdite di petrolio che nel 2008 hanno interessato la condotta che attraversa l'Ogoniland. I danni prodotti dal petrolio fuoriuscito dalla condotta, riporta il quotidiano inglese “Guardian”, ha letteralmente devastato i 20 km quadrati che compongono la rete di corsi d'acqua e di insenature dai quali dipende la popolazione della regione per la produzione di cibo, per l'approvvigionamento idrico e di carburante.
La Shell si era inizialmente offerta di risarcire la popolazione locale con circa 4mila euro e degli approvvigionamenti di riso, fagioli, zucchero, pomodori e olio di arachidi. Ora, dopo aver ammesso la propria responsabilità in seguito ad una class action promossa dallo studio legale inglese Leigh Day and Co., il risarcimento si aggirerà introno alle centinaia di milioni di dollari americani.
 
Le lotte che ruotano intorno al petrolio in Nigeria, e in particolare nella zona del Delta del Niger, affliggono quelle popolazioni e quella terra da anni. La presenza di compagnie petrolifere europee risale alla fine degli anni Cinquanta e già dai Settanta si inizia ad avere notizie di fuoriuscite di greggio che danneggiano il terreno producendo danni all'ambiente e alla salute dei nigeriani.
Nel 1990, dopo l'annuncio del governo di dare spazio a nuove licenze per lo sfruttamento petrolifero del suolo, nasce la resistenza non violenta del popolo Ogoni che ha tra i suoi leader il poeta Ken Saro-Wiwa, cinque anni più tardi accusato di incitamento all'assassinio e condannato a morte ed ucciso dal governo militare nigeriano. Anche in quel caso la Shell acconsentì a pagare come risarcimento una somma di circa 15,5 milioni di dollari Usa per aver ammesso, quattordici anni dopo la morte del poeta nigeriano, la propria connivenza per l'esecuzione di Saro-Wiwa e di altri otto leader delle tribù Ogoni.
La resistenza non violenta è stata superata da un'escalation di violenza che, di fronte al continuo degrado ambientale e socio economico dell'area, vede gruppi armati operare azioni di sabotaggio delle condotte e rapimenti di funzionari delle compagnie petrolifere. Oggi l'Ogoniland è una terra letteralmente martoriata dall'oltraggio ambientale che costringe le popolazioni lontano da ogni prospettiva di sviluppo, come si legge anche nel recente rapporto dell'Unep in cui le Nazioni Unite evidenziano come il Delta del Niger stia soffrendo terribilmente l'inquinamento da petrolio, una situazione tanto grave che per essere sanata richiede dai 25 ai 30 anni per un costo non inferiore al miliardo di dollari. 

Immagine di Rhys