Inquinamento, risparmio e spreco di acqua a Roma e in tutta Italia
Nel mondo un miliardo e 300 mila persone non hanno accesso all'acqua potabile ma in Italia continuiamo a sprecarla: i nostri impianti sono malmessi e ne perdono il 38%.
Per ripristinare il sistema servirebbero 65 miliardi di euro in 30 anni, ma fra incertezza delle norme e crisi economica gli investimenti sono fermi, nelle nostre città le tubature continuano a perdere mentre nel resto del mondo si muore di sete. E il Forum italiano dei movimenti dell'acqua, figlio del comitato promotore del referendum, dice che il «voto degli italiani è stato calpestato», anzi parla di «alto tradimento della democrazia». (Il Post)
È il 13 giugno del 2011, e il referendum sull'acqua raggiunge il quorum. Dopo una campagna elettorale partita dal basso due norme vengono cancellate: la prima disegnava un percorso a tappe per far salire la partecipazione dei privati nelle società che gestiscono il servizio; la seconda diceva che alle stesse società doveva essere garantito un profitto, perché nel calcolo della bolletta bisognava considerare anche la remunerazione del capitale investito. Un anno dopo non è cambiato nulla.
Il 61,8% delle famiglie italiane comprano acqua imbottigliata, ma secono l’Istat, sebbene la percentuale sia da considerare ancora elevata, emerge una sottile riduzione rispetto agli anni passati. Si tratta senz’altro di una conseguenza dell’attenzione delle istituzioni nel pretendere l’osservanza delle norme e dei controlli che sovrintendono la fornitura dell’acqua di rubinetto. Ma è anche indice della fiducia che si fa strada negli italiani, in relazione alle campagne di pubblicizzazione appunto delle caratteristiche del prodotto fornito attraverso il rubinetto domestico.
Fonte: Rapporto Istat 2012
Negli ultimi cinque anni però il costo del servizio idrico è aumentato del 24,5% in media: a Lecco il 126% in più, Benevento col 79,8% e Massa e Carrara col 64,3%. Altre sei città si attestano sopra il 50%, mentre ben 30 superano il 30%. Se si considera invece solo l'ultimo anno, dal 2010 al 2011 le tariffe sono cresciute in media del 5,8%. Una famiglia di tre persone con un consumo di 192 metri cubi d'acqua, spende in media circa 290 euro l'anno. I dati sono il risultato dell'indagine sul servizio idrico integrato dell'osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, il movimento di partecipazione civica per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori.
Latina - Da alcuni giorni i cittadini che si collegano al sito della Asl di Latina non possono più vedere i dati relativi all'arsenico nell'acqua e per questo motivo è stata fatta una richiesta alla stessa Asl, al Ministro della Salute e alla presidente Polverini. Lo dichiarano in una nota congiunta il presidente regionale dei Verdi, Nando Bonessio, e il portavoce dei Verdi di Latina, Giorgio Libralato. «L'impossibilità di accesso ai dati relativi alla concentrazione di arsenico nell'acqua - aggiungono Bonessio e Libralato - è un fatto grave che lede la possibilità dei cittadini a informarsi in prima persona sulla propria salute, impedendo di fatto di tutelarla. Speriamo che si tratti solo di un guasto tecnico del sistema e non di una mancanza delle analisi stesse, perchè in quest'ultimo caso si configurerebbe un dolo grave nei confronti dei cittadini che segnaleremmo alle autorità competenti».
L’acqua di Roma invece è famosa per essere fresca e buonissima, nonché spesso «minerale» (nell'accezione del pubblico, anche se le società imbottigliatrici sottolineano che la dicitura minerale vale solo per acque certificate da analisi chimiche e batteriologiche), come quella che sgorga dalla fontana di via del Nazzareno o all’angolo con via della Scrofa.
Come è possibile che due realtà così vicine geograficamente siano così differenti?
Durante la visita della città di Roma un turista consuma in media 2,2 bottigliette di acqua al giorno che nei giorni più caldi diventano 4 o 5. È nata così Eco-water, la bottiglietta amica dell’ambiente, pensata per i turisti ma perfetta anche per gli sportivi e per tutti i romani, l’acqua di Roma che sgorga dai nasoni (circa 2.000 in città e 280 all’interno delle Mura Aureliane) oltre a essere gratis diventa facilmente trasportabile.
È possibile acquistarla in tutte le librerie dei musei comunali, o presso il punto di informazione turistica di via dei Fori Imperiali.
In questo modo si riduce il consumo di plastica e si sfrutta "l'acqua del sindaco", che rispetto all'acqua in bottiglia ha il vantaggio di non dover essere trasportata (zero emissioni) e conservata in bottigliette di plastica (zero rifiuti da smaltire).
Nella vostra città sono mai nate iniziative simili, volte al risparmio dei rifiuti e auna maggior coscienza ecologica?
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