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Il film di Lampedusa: Crialese vince a Venezia con i clandestini

terrafermaIl cielo e il mare sono gli stessi su cui Crialese si è già soffermato nel suo film più acclamato, Respiro. L'inquietudine e la sicilianità, con toni onirici e a volte cupi, sono quelli di Nuovomondo. Con il suo nuovo film, Terraferma, presentato in concorso alla 68esima Mostra del Cinema di Venezia e vincitore del prestigioso Premio della Giuria, il regista romano affronta il tema dell'immigrazione clandestina senza rinunciare allo stile che lo ha reso famoso.

Il film è stato il primo lungometraggio italiano ad aprire il Festival, e in un monento in cui Lampedusa è di nuovo al centro di polemiche e scontri politici, è stato un modo per soffermarsi sul volto meno mediatico di quest'isola, quello che più da vicino riguarda i suoi abitanti e le loro contraddizioni.

La storia è quella di una piccola isola siciliana con poco turismo:  l'arrivo dei clandestini africani che vedono nel lungo viaggio in mare l'unica speranza di ricominciare una nuova vita scombussola le vite di tutti, soprattutto quelle di chi, invece, l'isola la vede come un posto da cui partire, e non dove arrivare. Protagonista (insieme a Donatella Finocchiaro e ad altri volti noti dei film di Crialese) è Sara-Timnit, una giovane africana arrivata come migrante sull'isola, sia nella finzione che nella realtà. E la storia di Timnit è forse una trama nella trama stessa del film, perché è stata l'ispirazione che ha fatto capire al regista come raccontare in modo diverso le cronache che tutti i giorni passano quasi inosservate sui quotidiani.

Lo stesso Crialese, in un'intervista, ha spiegato come è venuto a conoscenza della storia di Timnit: "La sua foto l'ho vista su un giornale. La cronaca di uno dei tanti barconi della disperazione. Tre settimane alla deriva, 70 persone a bordo. Tutti morti, tranne cinque. Tra questi una sola donna. Lei. Il suo volto mi si imprime dentro. Voglio vederla con i miei occhi questa donna che ha traversato il mare, ha rischiato la vita per riscrivere la sua storia". Il regista chiede aiuto a Laura Boldrini (portavoce dell'Unhcr) e riesce a rintracciarla. "Viene da un Paese dell'Africa Centrale, ha 27 anni. Facciamo amicizia, le propongo di rielaborare insieme quello che ha vissuto".

Crialese prende informazioni dal sito di Gabriele Del Grande, Fortress Europe (che noi abbiamo intervistato e spesso citato sul nostro sito), dà corpo a queste prime idee, il film inizia a prendere forma. Ma dopo i titoli di coda la storia di Timnit va avanti, e come spiega lo stesso Crialese "è riuscita a raggiungere l'Olanda, ha sposato un suo connazionale, aspetta un bambino. Che nascerà a settembre, quando il film andrà a Venezia. Il vero lieto fine della storia è lei".

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