I fondi raccolti da Agire verranno suddivisi tra le 11 autorevoli organizzazioni non governative italiane ActionAid, AMREF, CESVI, CISP, COOPI, COSV, GVC, Intersos, Save the Children, Terre des Hommes e VIS) che hanno unito le proprie forze per rispondere alle grandi emergenze umanitarie in modo tempestivo ed efficace.
Il 93% dei fondi sarà destinato agli interventi sul campo, mentre un massimo del 5% sarà destinato a copertura delle spese legate ai costi di funzionamento della struttura. Il restante 2% verrà riservato ad attività di valutazione e monitoraggio dei progetti per garantirne qualità ed efficacia. Considerate le dimensioni della raccolta, AGIRE potrà decidere di ridurre ulteriormente la percentuale destinata a coprire le spese di funzionamento, a vantaggio ovviamente della quota dedicata ai progetti delle organizzazioni associate.
Per assicurare la massima trasparenza, tutti i documenti relativi ai programmi sono disponibili sul sito Internet di AGIRE, incluso le proposte di programma, gli accordi e i budget. In questo tutti possono acquisire le informazioni necessarie a garantire una verifica totale dell'utilizzo delle proprie donazioni.
Attualmente ad Haiti nella città di Port-au-Prince sono operative: VIS, Terre Des Hommes, Action Aid, CESVI, CISP, COOPI, GVC, Save The Children; e si stanno dedicando alle attività di distribuzione dei medicinali, kit igienico sanitari, generi alimentari, ripari temporanei, supporto psicosociale, assistenza alle categorie vulnerabili, purificazione e distribuzione dell'acqua potabile ed educazione.
Tuttavia anche su tutto il resto del territorio Haitiano si contano numerosi presidi, come si può evidenziare dalla mappa sottostante:

Vi ricordiamo ancora come potete contribuire:
Commenti
Questi dati sono molto
Questi dati sono molto importanti. E' molto importante cioé sapere che fine fanno i fondi che sono donati a ONLUS e ONG.
Pensare che il 95% dei fondi siano investiti in progetti concreti è molto rassicurante. Peraltro ritengo che le 11 ONG si tengano d'occhio reciprocamente perché se una sgarrasse, l'immagine di tutte ne risentirebbe.
Come esempio di utilizzo perverso dei fondi, cito il bilancio di Greenpeace, da cui risulta che 1/3 dei fondi sono destinati alla raccolta fondi, 1/3 sono destinati alla struttura, ed 1/3 ai progetti.