A Rio+20 è necessario passare dalla retorica alla pratica
In collegamento con l'inviata del WWF Maria Grazia Midulla scopriamo lo stato dell'arte della Convention internazionale Rio+20, al suo secondo giorno di lavori.
Gli interventi sono cominciati ma rischiano di rimanere soltanto parole.
Questa è una critica che gli ambientalisti avanzano ai negoziatori e ai capi di stato: non si può uscire da questo vertice con dichiarazioni generiche e senza obiettivi.
Si auspica che i capi di stato trovino il modo per integrare e correggere quello che è stato prodotto dai negoziatori. Non ha dato una grande mano il G20 che si è concluso ieri in Messico, che sul fronte ambientale ha reiterato molte delle cose già dette, in particolare sui combustibili fossili, e l'equipe del G20 non ha portato a nessun passo in avanti.
Questi capi di governo devono rendersi conto che la gente sta cominciando a distinguere fra la comunicazione e i fatti: è arrivato il momento di produrre risultati concreti.
La crisi dovrebbe indurre a passare dall'affrontare le emergenze all'affrontarle con una visione del futuro, cosa molto diversa: se non si ha una visione del futuro non si riesce ad affrontare nemmeno adeguatamente l'emergenza che oggi è economica e che domani sarà anche ambientale.
In molti paesi l'emergenza ambientale già c'è, ma in Europa ne avremo presto coscienza se non passiamo dalla retorica della greeen economy e lo sviluppo sostenibile alla pratica.
Qual è il futuro che vogliamo? Qual è il futuro di cui abbiamo bisogno?
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