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Guida ai consumi contro la crisi

Contro la crisiAbbiamo pescato in una libreria dell'usato il libro "Guida ai consumi contro la crisi", scritto e illustrato da Antonio Lubrano e Vauro, e vi abbiamo trovato l'ispirazione per questo post.

Il libro è definito "il dizionario per il nuovo cittadino anticonformista", e anche a noi piace pensare di rivolgerci proprio a chi vuole andare contro le convenzioni e liberarsi delle catene del consumismo e del progresso smodato dei paesi industrializzati.
Per vivere una vita più semplice e più felice, consapevole e piena.

"Facciamo un'ipotesi: domani finisce il petrolio. Oppure, gli Obama dell'est proibiscono l'estrazione,, chiudono i pozzi e per carità niente più trivellazioni del mare.
Siamo dunque a zero: tolleranza zeri per gli inquinatori, ma anche zero carburante e quindi zero traffico, zero attività industriali, zero luce in casa. Ecco che si apre la corsa all'energia pulita."
La corsa è già cominciata, in realtà, con grandi positivi vantaggi per i consumatori e i distributori di energia, nonché per il pianeta e per il futuro delle prossime generazioni.
Ma quali sono i cambiamenti necessari per superare la crisi e migliorare lo stato delle cose, come la politica e il rispetto dei diritti umani, l'integrazione e l'ambiente?
I consumatori non sono più passivi e schiavi del Signor Marketing, ma corrono verso una nuova prospettiva dei consumi: leggono le etichette, diffidano della gratuità dei servizi, si informano e creano associazioni.

Il dizionario conto la crisi è costellato di ottimi spunti per risparmiare e imparare un nuovo stile di vita, che ruota intorno al senso civico, al rispetto per le leggi e le persone, alla condivisione di risorse come i mezzi di trasporto privati e le case e i Gruppi di Acquisto Solidale, a una nuova dimensione dei consumi, per contrastare la crisi e per vivere in modo più semplice e felice.

Ecco quindi 5 keyword che per noi sono fondamentali per superare la crisi.

Acqua
"La sprechiamo, e solo da poco tempo abbiamo smesso di disprezzarla. Ma se qualche politico propone di privatizzarne la distribuzione, ci ribelliamo. Ecco, il discorso sull'acqua, in Italia, deve partire dalla rete idrica."
In Italia si consumano circa 200 litri d'acqua al giorno pro capite, e beviamo prevalentemente acqua in bottiglia, convinti che quella del rubinetto non sia buona.
Le campagne di promozione dell'acqua del sindaco hanno toccato numerosi comuni, tra cui quello di Arezzo, dove metà degli abitanti, circa 45mila, ha aderito alla proposta del sindaco di consumare acqua in brocca.
Che tipo di acqua bevete? Quali metodi usate per risparmiarla in casa?

Condivisione
Gruppi di Acquisto Solidale, spazi verdi pubblici, car e bike-sharing, baratto e scambio, condivisione dei beni immobili, sono tutti aspetti che portano le persone ad aprire le loro porte e rivolgersi a gruppi a loro affini.
Per acquistare in modo più consapevole i prodotti alimentari (locali o biologici e all'ingrosso), condividere risorse invece che acquistarle, come nello scambio di case per le vacanze e l'uso dell'auto in comune, viaggiare con il couch surfing e i passaggi condivisi, tutto per risparmiare e per incontrare nuove persone e realtà e sviluppare una nuova concezione del "prossimo".

Orto
Per chi vive in città e non ha un balcone su cui coltivare piantine, esistono gli orti in affitto. Numerose cascine forniscono lo spazio e le nozioni per permettere ai cittadini di coltivare e raccogliere i prodotti del proprio orticello, che viene mantenuto dai gestori delle attività e curato, spesso e volentieri, secondo le regole della biodinamica. Un modo per entrare in contatto con la natura (anche i bambini apprezzeranno) e per conoscere cosa finirà nei nostri piatti.
Per chi non avesse il tempo, esistono molti servizi di consegna di frutta e verdura certificate biologiche, per scegliere un'alimentazione più consapevole e sana, in contrasto con i dogmi del consumismo che ci vogliono tutti obesi e malati di cuore.

Sprechi
Secondo il Global Food Losses and Food Waste, commissionato dalla FAO, nelle nazioni industrializzate gli sprechi di cibo solo alti (222 milioni di tonnellate all'anno) quanto il totale della produzione di cibo nell'Africa Sub-Sahariana (230 milioni di tonnellate).
È forse un dato plausibile o un'assurdità? Come è possibile che il cibo che sprechiamo possa sfamare nazioni intere?
Così come per gli imballaggi e i rifiuti in generale, gli sprechi non si contano più: questo poi porta a stati di crisi come quello del napoletano, non ancora risolto, per cui la spazzatura supera il volume degli abitanti, e lo smaltimento è impossibilitato da fattori politici e ambientali, mentre il rischio di epidemie si alza e il turismo si abbassa, e città intere vivono nel malcontento.
Quali e quanti sono i modi per risparmiare anche sui nostri "scarti" e salvaguardare così il mondo che ci circonda?

Usato
Gli Swap party sono ormai una moda che impazza. Direttamente dagli Stati Uniti, ma legato a una tradizione ben più antica, il baratto di cose usate, che siano accessori, abiti, mobili o altro, richiama le epoche in cui le grandi industrie non erano ancora entrate nelle nostre case con i loro prodotti seriali, usa e getta, di sempre più bassa qualità, pronti a diventare rifiuti troppo presto. Epoche in cui l'oggetto usato era prezioso, veniva riparato se si rompeva, scambiato se non più utile, regalato se non apprezzato. Ora i mercati dell'usato, gli swap-party, gli atelier del riciclo e del baratto, i portali come Reoose o ZeroRelativo, sono spazi di condivisione, un'ode al detto "Il rifiuto di uno è il tesoro di un altro".

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Foto: Flickr

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