Clima e nucleare, priorità per l'Onu

cambiamento climatico“Quando abbiamo iniziato, i cambiamenti climatici erano un tema invisibile. Oggi lo abbiamo saldamente inserito all'interno dell'agenda mondiale. Quando abbiamo iniziato,  il disarmo nucleare era congelato da tempo. Oggi possiamo vedere dei progressi”. Sono parole di Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite, pronunciate di fronte all'Assemblea Generale che gli ha rinnovato la fiducia per un nuovo mandato.

Da qui al 2016, quando scadrà il nuovo mandato, il dirigente coreano ha ben chiare le priorità verso le quali guidare le attività e gli sforzi dell'Onu, e cioè verso due grandi paure che rischiano di mettere a repentaglio la sicurezza e la pace nell'intero pianeta.

I cambiamenti climatici, infatti, non sono semplicemente una questione di ricerca scientifica. Gli effetti che secondo i ricercatori potranno manifestarsi nella seconda metà del secolo potrebbero avere conseguenze molto gravi soprattutto per le aree più povere e popolose del pianeta. Sono infatti queste le zone più vulnerabili al probabile intensificarsi di eventi estremi come alluvioni, dissesti e siccità che potrebbero portare gravissime conseguenze su sistemi economici fragili, oltre che su un ecosistema il cui equilibrio è minacciato dal riscaldamento globale e dall'aumento della concentrazione di gas a effetto serra nell'atmosfera. Una simile complessità richiede soluzioni che siano condivise dalla comunità internazionale, ed è per questo che l'Onu mette il tema in cima alla sua lista.

Se è vero però che negli ultimi tempi si è parlato molto di Co2, clima e riscaldamento globale, è anche vero che i grandi appuntamenti internazionali si sono risolti in poca cosa e di risultati concreti non se ne vedono molti. Copenhagen è stato un fallimento, Cancùn non ha portato quella svolta che tanti chiedevano. “Abbiamo gettato delle basi su cui ora dobbiamo costruire qualcosa di più concreto – ha detto Ban Ki-moon a Channel NewsAsia – farò pressione sui leader mondiali affinché mostrino un atteggiamento più flessibile su questi temi e affinché giochino un ruolo da leaders globali, andando oltre i loro specifici confini nazionali.
Non esiste al mondo una sola nazione che non abbia dei problemi di politica interna, ma questa è una sfida globale che richiede soluzioni globali attraverso una solidarietà globale, non solo i leaders dovranno comportarsi da leaders globali, ma perfino ogni singolo cittadino dovrà comportarsi come un cittadino globale”.

La sfida che pone il Segretario Generale delle Nazioni Unite è chiara e molto ambiziosa, ma portarla a termine sembra molto difficile. I segnali che dall'ultima sessione della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) tenutasi a Bonn in Germania non sembrano per niente incoraggianti. Si discuteva quale forma dovrà avere il seguito del Protocollo di Kyoto, ma si è conclusa senza decisioni importanti e rilevanti.

La strada che Ban Ki-moon sta preparando ai negoziati sui cambiamenti climatici per il suo nuovo mandato è molto lunga. Vorrebbe farla partire da quanto si è fatto finora per rilanciare verso decisioni importanti. Per il momento siamo ancora fermi sulla vecchia via.

Immagine dall'album di Oxfam International su Flickr

 

Commenti

Io rimango sempre


Io rimango sempre esterrefatta quando apprendo con quanta fatica gli organismi internazionali prendano decisione in materia climatica ed ambientale.

Pare proprio come se gli alti vertici non fossero interessati anche loro in prima persona, assieme alle loro famiglie, al disastroso andamento della salute del nostro pianeta.

Matteo