Per capire il mondo dell'energia in tutti i suoi aspetti c'è bisogno di un ragionamento e di una capacità di osservazione che sappiano leggere dentro le cose a partire dalle novità che, in un ambito delicato e complesso come quello energetico, rispondono alle parole di innovazione e ricerca.
Ecco allora il tema che dà il titolo all'edizione 2011 del Festival Energia: le smart energy, le energie intelligenti. “Ci sono ragionamenti da fare sulle fonti fossili e sul dopo-Fukushima, ragionamenti di elevata complessità che implicano sia una dimensione globale che una dimensione locale; per promuovere una discussione che sappia evitare ideologismi il modo migliore è quello di guardare dentro questa complessità” è così che Alessandro Beulcke, presidente del Festival dell'Energia (Firenze, 23-25 settembre) e di Aris, introduce le energie intelligenti. Si tratta di capire bene il mondo in cui viviamo, decifrarne le esigenze e analizzare soluzioni concrete.
“L'energia è oggi ancora prodotta nello stesso modo in cui era prodotta nel secolo scorso quando c'erano grandi centri di produzione energetica e una rete che la distribuiva fino alle periferie – spiega Beulcke – oggi l'innovazione ci offre molte soluzioni diverse che comprendono, tra l'altro, l'autoproduzione di energia, la possibilità di mettere in rete numerosi piccoli centri di produzione energetica. Inoltre la parola smart riguarda anche l'utilizzo e i comportamenti come nell'ambito della mobilità. Le nostre città, ad esempio, sono luoghi assolutamente energivori. Puntare sulle smart city vuol dire invece puntare su un modello urbano che sappia produrre in maniera rinnovabile l'energia di cui ha bisogno, che sappia realizzare una mobilità sostenibile. Una città simile presenta dei vantaggi non solo per città stessa ma anche per una collettività più ampia”.