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Expo green: a che punto sono i lavori?

Expo 2015L'Expo 2015 è stata progettata per essere a impatto zero. Stiamo mantenendo le promesse?

Un’Expo a impatto zero, come era nelle premesse ai tempi della candidatura: meno effetto fiera campionaria, meno cemento, meno rischio infiltrazioni della criminalità; più verde, più rispetto delle procedure di impatto ambientale e "una maggior sobrietà, che sarebbe compresa da tutti visto il frangente economico".
Questa, la lettera aperta di Legambiente e WWF ai due commissari straordinari dell’Expo 2015, il sindaco Giuliano Pisapia e il governatore Roberto Formigoni.
La richiesta di Paola Brambilla e Damiano Di Simine, presidenti regionali di WWF e Legambiente, è di riportare il progetto dell’evento "sui binari della sostenibilità e della trasparenza, prima che sia troppo tardi".

Il progetto dell’area, sempre più definito, è secondo loro sempre più diverso da quello presentato in origine, proposto come "un evento a impatto zero, senza traffico grazie agli investimenti sul trasporto collettivo, elevati standard di efficienza energetica e di produzione da fonti rinnovabili, grandi interventi di compensazione paesaggistica e forestale, un'eredità positiva alla città con nuovi spazi verdi, l’istituzione di una consulta ambientale", ma a 40 mesi di distanza ancora non messo in atto.

Per utilizzare buone pratiche ecologiche come previsto dall'accordo sull'Expo 2015, basterebbe seguire l'esempio dell'Expo di Saragozza del 2008, sul tema "L'acqua come elemento di sviluppo sostenibile", dopo la quale, secondo i dati forniti da Corellano, il 70% circa degli abitanti di Saragozza, ha adottato comportamenti sostenibili.
La risposta della Regione Lombardia all'appello delle associazioni ambientaliste è la seguente: l'Expo a impatto zero sarà realizzata. L'approvazione della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), pone le basi degli interventi da mettere in atto, come l'uso di energie rinnovabili, il rispetto delle fasce di pertinenza dei corsi d'acqua, il corretto smaltimento dei rifiuti, un'adeguata rete di trasporto pubblico ecc.
Queste e altre sono le azioni contenute nella delibera approvata dalla Giunta Regionale, su proposta dell'assessore all'Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi, e illustrata dal presidente Roberto Formigoni, che dà il via libera alla realizzazione del sito espositivo.
Lo stesso provvedimento istituisce un Osservatorio ambientale, che monitorerà tutto il processo inerente l'evento del 2015, dalla costruzione della piastra espositiva alla programmazione degli interventi di compensazione ambientale.

Sono inoltre previste compensazioni delle emissioni con opere di rafforzamento della rete ecologica, di riqualificazione del reticolo idrico e a favore delle attività agricole, tali da compensare totalmente la perdita di valore ecologico dei suoli e le emissioni di CO2.

La società Expo dovrà dunque occuparsi di:
- potenziare la rete di trasporto pubblico
- programmare e organizzare gli eventi di maggior richiamo per distribuire i flussi in entrata/uscita
- diffondere l'uso di energie rinnovabili e adottare criteri di efficienza energetica superiori a quelli di legge
- ridurre e smaltire correttamente la produzione dei rifiuti
- rispettare le fasce di pertinenza dei corsi d'acqua
- gestire il cantiere a tutela della salute dei cittadini
- realizzare un progetto di riqualificazione paesaggistica per il recupero finale dopo l'evento

Che opinione avete dell'imminente Expo e quali altri provvedimenti ambientali dovrebbero essere messi in atto, secondo voi?

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Foto: Flickr

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