Text size-+ |

Avoicomunicare

Telecom Italia

Ho lanciato #iohovotato per i referendum e ho sbancato Twitter

referendumSi chiama Claudia ma in rete è nota come Tigella. Cercando si scopre che viene dalla zona di Reggio Emilia ed è una delle piccole star di questa rivoluzione che forse tra qualche anno verrà studiata come grande cambiamento nell'informazione e nella comunicazione in Italia. La primavera 2011 quando la rete italiana ha dimostrato di contare qualcosa, di incidere sull'opinione pubblica e la politica.
Tigella, che lavora nello staff di Turismo Emilia Romagna e cura insieme ad altri due blogger il progetto 140 News Net, ha coniato un hashtag che ha sbancato il Twitter nostrano il giorno di massimo ascolto, quello dei 4 referendum. La parolina magica nel giorno dei giorni è: #iohovotato

Su Twitter hai inventato l'hashtag #iohovotato per fare un check in diretta di chi era andato referendum. Come ti è venuto in mente?

Domenica mattina, a urne aperte di fresco, facevo un giro sul web, come sempre alla mattina quando mi sveglio, in cerca di notizie, per controllare se e cosa è successo. Sono capitata su una discussione su Friendfeed in cui Dario e Roberta Milano si chiedevano come dare visibilità al flusso di tweet che stava iniziando a circolare sul referendum e sulla partecipazione al voto. E' Roberta che ha pensato di usare un hashtag e ne ha proposti due. Abbiamo scelto #iohovotato, che ci sembrava il più efficace e poi ho fatto il tweet che lo ha lanciato.

Con i referendum c'è stata la dimostrazione definitiva che anche il web italiano è maturato. Perché sono state le questioni ambientali, il nucleare, l'acqua, a far compiere questo passo definitivo anche da noi?

Credo che si tratti di temi che hanno coinvolto molto la società in generale. Le firme raccolte per presentare il referendum sull'acqua sono un record assoluto. La campagna referendaria, dalla raccolta firme a quella per invitare al voto, è stata imponente sul territorio, coinvolgendo associazioni, comitati, organizzazioni di ogni livello e solitamente fuori dai partiti.

Si tratta di una mobilitazione politica?

Credo che questi temi siano vissuti come qualcosa di slegato dalla politica dei partiti: l'ambiente non è di destra o di sinistra, è di tutti noi. La sua salvaguardia deve interessare a tutti, indipendentemente dal colore politico. Credo che per la maggior parte della popolazione questo sia un sentimento condiviso.

Come giudichi l'informazione sui referendum di queste settimane?

C'è da dire che i mass media hanno ignorato i referendum e le questioni a essi collegate quasi del tutto. In qualche modo la rete è stata il luogo in cui era possibile far circolare quelle informazioni che non passavano altrove nei media tradizionali, per far attivare le persone, renderle partecipi in prima persona di una campagna elettorale che nei media non esisteva. Ho messo su uno scoop.it nelle ultime settimane prima del voto per raccogliere i materiali che giravano in rete sui referendum perché ero affascinata dall'esplosione di creatività, di intelligenza che trovava uno sbocco sulla rete: da materiali prodotto ad hoc a video di cose successe nelle città e poi postati su internet...

Quanto ha contato la spinta dei Social Network per il successo dei referendum?

Io credo, senza dati alla mano però, che abbiano contato molto. Nel momento in cui nessuno fa informazione sui referendum avere strumenti che permettono con pochi clic e a chiunque di condividere informazioni, notizie, inviti al voto con tutta la propria cerchia di contatti diventino fondamentali. Ho fatto un tweet un po' scherzoso: #iohovotato anche se #nonspostounvoto. Il senso era che l'hashtag #iohovotato probabilmente non è servito a spostare voti. Gli hashtag non spostano voti. Ma anche votare, in sé, non è un'attività che sposta voti. Eppure ho votato e ho usato l'hashtag. E credo che in qualche modo entrambe queste azioni abbiamo contribuito al raggiungimento del quorum.

Hai anche un blog, che pensi, la stagione dei blog e' tramontata a favore di Twitter e Facebook?

Io credo che blog e Social Network abbiamo funzioni diverse e possano coesistere. E ne sono così convinta che infatti ho aperto un blog personale poche settimane fa, perché avevo bisogno di un luogo in cui elaborare meglio alcune riflessioni, alcune storie che non necessariamente trovano posto nei miei blog "tematici" (quello sulla spazzatura e quello sui pannolini lavabili) e che non sono adatti ai social network. I social network sono un buon luogo per discutere dei contenuti di un post di blog, per esempio. Oltre che un luogo per diffonderne la conoscenza. Ma molto lavoro di analisi e approfondimento o anche solo di narrazione difficilmente trova spazio e può essere fatto sui social network.

Carbon Meter

Calcola l'impatto della tua vita sull'ambiente

Enjoy the integration

Enjoy the integration

#melomerito

#melomerito

Missing Children Europe

Missing Children Europe