I vantaggi del lavoro da casa
Il telelavoro, o homeworking è il "lavoro da casa", un modo moderno di lavorare lontano dall'azienda o dall'ufficio, nel quale lo status d'impiego del dipendente è a oggi generalmente instabile, specialmente nei paesi in cui non è una pratica radicata nelle aziende e nella mentalità dei datori di lavoro e dei dipendenti.
Il telelavoro ricopre un vasto raggio di settori lavorativi, ma in particolare è legato ad alcune fasce sociali: le donne, ad esempio, sono il tipo di dipendente che può o potrebbe trarre maggior giovamento dal lavoro da casa, per poter meglio conciliare impegni personali, famigliari e professionali.
Secondo i dati espressi dagli Stati Generali della Green Economy, le dieci tappe che il comparto della Green Economy è chiamato ad affrontare per raggiungere gli obiettivi di efficienza e risparmio, "l’Italia, rispetto agli altri paesi d'Europa, è ultima in classifica: ha il 3,9% degli occupati in telelavoro contro una media europea dell’8,4%, con la Danimarca al 16%, il Regno Unito al 9,6%, la Germania all'8,5% e la Francia al 7%.
La soluzione ottimale sarebbe la riduzione del 5% del numero medio degli spostamenti giorno al 2020 e del 20% al 2030. Aumento delle ore lavorate mensili in telelavoro del 50% al 2020 e del 150% al 2030 rispetto ai dati attuali."
Per Wikipedia, la disciplina del telelavoro nel settore privato è dettata dall'accordo interconfederale del 9.06.2004, con cui i rappresentanti dei datori di lavoro e i sindacati confederali hanno recepito in Italia l'accordo quadro europeo sul telelavoro del 16.07.2002 (l'Italia è stato il quinto paese in ordine temporale ad aver recepito tale accordo).
È fondamentale per la definizione del quadro generale al quale la disciplina del telelavoro può fare riferimento, lasciando ampio spazio di intervento alla contrattazione, collettiva e individuale. Esso ribadisce ai telelavoratori gli stessi diritti in materia di salute e sicurezza e le stesse tutele di chi svolge l'attività lavorativa tradizionale. Così come i carichi di lavoro dovranno essere equivalenti a quelli di chi lavora in azienda. Il telelavoro, inoltre, dovrà essere "una scelta volontaria sia del datore di lavoro che del lavoratore", quindi una decisione condivisa dalle parti che l'accordo intende però tutelare con maggiore chiarezza da un punto di vista contrattuale.
Quello che in Italia si chiama telelavoro è chiamato in inglese "homeworking". Le due accezioni, quest'ultima positiva e l'altra meno, lasciano intendere come effettivamente sia percepito il lavoro da casa nei diversi paesi. Tele significa "da lontano", a "distanza", ed è forse questo che connota in maniera fredda e "distante" il concetto di lavorare lontano dalla sede aziendale. Gli accordi fra le parti, l'effettivo vantaggio sotto diversi punti di vista (ambiente, psiche, risparmio di tempo, maggiore indipendenza e sostenibilità), l'applicazione dei diritti e dei doveri dei lavoratori, il miglioramento delle condizioni dei lavoratori, la redistribuzione degli spazi, sono elementi che caratterizzano il telelavoro ma che forse non sono ancora applicabili alla mentalità aziendale italiana.
Per contro in Gran Bretagna e nei paesi dove questa attività lavorativa è ormai la regola, il senso di "homeworking", lavorare a casa, rispecchia una maggiore positività, legata all'intimità dei propri spazi, a una gestione dei tempi più indipendente e autonoma, conciliando così le esigenze legate non solo al lavoro ma anche alla famiglia e alla casa stessa.
Inoltre, ultimo ma non meno importante, il risparmio di benzina e tempo e la riduzione delle emissioni sono un vantaggio da non sottovalutare, considerato che in media trascorriamo l'8% della nostra giornata in auto o sui mezzi pubblici per recarci al lavoro.
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