Passata la tempesta sulle strategie energetiche italiane, è il momento di fare qualche conto, pianificare il futuro. Le burrasche passate riguardano in particolare due argomenti, da una parte il nucleare, dall'altra le polemiche che hanno investito gli incentivi alle rinnovabili e il conto energie.
E le conclusioni di queste discussioni che hanno investito l'opinione pubblica portano decisamente verso le energie pulite, come evidenzia il recente rapporto realizzato dall'Aper (l'associazione di produttori di energia rinnovabile) che è al centro di un dibattito al Festival dell'Energia di Firenze.
I numeri del rapporto riprendono lo scenario energetico ipotizzato, alla luce degli obiettivi europei, prima del referendum quando si era previsto per l'Italia del 2020 un consumo lordo di energia elettrica pari a 375 Twh composto da 50% di fonti fossili, 26% di rinnovabili e 24% da nucleare.
Una parte importante di questa crescita riguarda il fotovoltaico, come sottolinea Agostino Re Rebaudengo, Presidente di Aper: “Con oltre 10 GW di potenza installata, in un giorno di sole il fotovoltaico fornisce circa un terzo dell’energia elettrica al sistema, nei momenti di picco di domanda. E se sommiamo a questo il contributo delle altre moderne fonti rinnovabili, si soddisfa circa la metà del fabbisogno. E’ un dato di fatto che non può essere ignorato e che ha sconvolto in un solo anno l’intero mercato elettrico. E soprattutto ci dà la consapevolezza di poter affermare che il costo sostenuto per gli incentivi non è superfluo, ma è un investimento per svincolarci sempre di più dalle fonti fossili e per far sì che le nuove fonti producano energia a costi sempre più competitivi”.
Il rapporto dell'Aper è integralmente scaricabile qui.