Text size-+ |

Avoicomunicare

Telecom Italia

Le energie rinnovabili: pannelli e turbine fai-da-te per i Paesi del Sud del mondo

Pot in potA Rio+20 si discuteranno i temi della sostenibilità ambientale: i governi saranno chiamati all'appello per trovare metodi adatti a ridurre le emissioni e l'inquinamento prodotti da paesi ricchi e poveri, ottimizzando le poche risorse che restano a disposizione, implementando l'uso di energie rinnovabili e alternative, spingendo per una decrescita globale.
 

Ma come si può pensare di avanzare le stesse richieste a tutti i paesi, in un mondo in cui una larghissima fetta di popolazione vive con poco più di un dollaro al giorno? Le auto a idrogeno, le pale eoliche, i pannelli fotovoltaici sarebbero spese molto alte da sostenere, laddove la priorità è garantire cibo, acqua, salute e riparo a migliaia di persone.

Ci sono metodi nuovi e antichi che si possono sfruttare senza investire in nuove risorse ma utilizzando, per esempio, i rifiuti che soprattutto nei paesi del Sud del Mondo sono una vera e propria piaga (portata principalmente dai Paesi del Nord), per costruire strutture in grado di sfruttare le energie rinnovabili.

Un metodo antico molto usato in Africa e sperimentato anche da Colin Beavan, è il vaso nel vaso, un sistema di mantenimento della temperatura che funziona per mezzo dell'evaporazione e dell'isolamento conferito dalla sabbia: si inserisce un vaso di terracotta dentro un vaso più grande, e si riempie lo spazio fra i due con sabbia umida. Nel vaso più piccolo si mettono i cibi da conservare e si coprono con un panno bagnato. L'acqua, evaporando dala sabbia, porta via anche il calore e mantiene una temperatura costante. Con questo metodo non serve elettricità e i cibi si conservano sufficientemente a lungo e senza sprechi.

Nel Sud Est Asiatico, con semplici bottiglie di plastica riempite d'acqua diventano fonte di illuminazione, grazie al fenomeno della rifrazione. Le capanne con i tetti di lamiera possono così essere illuminate a giorno senza consumi e sprechi, e riciclando bottiglie che altrimenti non sarebbero certo destinate alla raccolta differenziata. 
 

In Africa l'accesso all'elettricità è limitatissimo. Possono i pannelli fotovoltaici fai da te essere una speranza? Mark Kregh ha ideato dei pannelli solari fai da te per ricaricare i telefoni cellulari: la diffusione massiva dei telefoni non è stata infatti accompaganta da una migliore diffusione delle reti elettriche, tanto che i pochi generatori presenti nei paesi più isolati dell'Africa sono alimentati a diesel o benzina, producono emissioni e costano molto. Con la diffusione dei pannelli solari fai da te si potranno costruire pannelli anche con materiali di recupero e dare formazione, lavoro e possibilità di guadagno a chi non ne ha.

Ultima ma non meno importante, l'energia eolica. Alcuni studenti del Technicl High School del New Jersey si sono lanciati nella creazione di turbine e pale eoliche fai-da-te grazie all'uso di materiali di recupero di ogni sorta.

William Kamkwamba, dal Malawi, ha costruito un mulino a vento che produceva energia elettrica. Ottenuto da materiali di recupero, il mulino è stato costruito su un progetto trovato in un libro dal titolo Using Energy and modifying them to fit his needs. Il mulino costruito dava energia a luce e radio per la famiglia. Il sogno di William è di potenziare il mulino per irrigare i campi di tutto il villaggio e tornare a scuola.

Pensate allora che sia possibile, incentivando il recupero e l'apprendimento di nuove professioni, sperare in un futuro migliore, sostenibile e alternativo?  

POST CORRELATI:
State of the world 2012: 16 richieste a Rio+20>>
Come risparmiare energia in casa>>

Carbon Meter

Calcola l'impatto della tua vita sull'ambiente

Le donne di avc

Le donne di avc

Il food di avc

Il food di avc

Italiambiente

Italiambiente