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Nucleare, ritorna l'incubo?

nucleare incidente in franciaPer il momento non ci sono fughe radioattive. Ma la notizia dell'esplosione nella centrale nucleare di Marcoule, in Francia, è di quelle che ti incolla al monitor, alla tv, in cerca dell'informazione che ti racconti il più presto possibile che il pericolo è scampato, che non c'è rischio. Ma per il momento si sa solamente che lo scoppio di una fornace nel sito nucleare nel sud della Francia ha provocato la morte di un uomo il cui corpo è stato trovato carbonizzato, e il ferimento di almeno quattro persone, di cui una grave. L'esplosione, stando a quanto riferito dalla Commissione per l'energia atomica francese, sarebbe avvenuta nella mattina alle 11.45 presso il centro di trattamento delle scorie nucleari dell'impianto che, è bene ricordarlo, non ospita alcun reattore e fa parte di un sito nucleare più ampio.
 
La Protezione civile italiana e l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) stanno monitorando la situazione e ne seguono le evoluzioni per capire se possono conseguirne rischi per il nostro paese, considerando che il luogo dell'incidente dista 242 km in linea d'aria da Ventimiglia, 257 da Torino, 342 da Genova.
 
Proprio uno strano scherzo del destino riporta l'attenzione dell'opinione pubblica, e la paura, a parlare di incidenti nucleari esattamente sei mesi dopo quell'11 marzo in cui la terra ha tremato in Giappone provocando distruzione e morti cui si sono aggiunte le conseguenze della tragedia nucleare di Fukushima. Se l'incidente alla centrale fa ancora parlare di sé e delle possibili conseguenze sulla salute pubblica e sulle strategie energetiche e politiche del paese nipponico, l'orgoglio e il lavoro giapponese hanno messo mano alla distruzione che ha colpito le sue città e gli effetti di tanto lavoro sono tangibili.

Un servizio della BBC ci consente di ammirarne l'effetto: dove all'indomani dello tsunami non c'era che il tetto di un hangar che galleggiava sull'acqua, ora si vede  un aeroporto tornato alla normalità; dove il fango copriva territori a perdita d'occhio, ora sono tornate strade e campi coltivati; dove l'acqua si era sostituita al selciato urbano, ora la città è tornata a vivere e i negozi hanno ripreso i loro commerci. Guarda l'animazione della BBC.

 
Immagine di Michal Brcak
 

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