Ritorno al nucleare? Senza referendum è più facile

nucleare referendumNessuna sorpresa, d'accordo. Che la Camera votasse a favore del testo che ferma, per il momento, la strategia nucleare “al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche” e che quindi implica la possibile cancellazione del referendum, lo sapevamo già. Ma la notizia rappresenta comunque un'accelerazione del dibattito. E un innalzamento dei toni. Ci sarà o no il referendum sul nucleare? La decisione spetta ora alla Suprema Corte di Cassazione che si pronuncerà appena il testo del decreto approvato dal Parlamento sarà pubblicato sulla gazzetta ufficiale a seguito della firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Dal 1978, quando venne emessa la sentenza 68 della Consulta, solamente una abrogazione completa della legge consente di annullare un referendum già predisposto. Ma la questione è molto complicata, anche perché dalla presenza o meno del quesito sul nucleare dipende anche il successo o meno degli altri quesiti (quelli sull'acqua e il legittimo impedimento) che da soli potrebbero non raggiungere il quorum.
 
Proviamo a vedere nel dettaglio che cosa dice la nuova legge.
I riflettori sono puntati soprattutto sull'articolo 5 e in particolare ai commi dove si parla della “Abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari” e in particolare alla cancellazione delle norme che riguardano la costruzioni di nuove centrali sul suolo italiano. Resta in piedi, però, l'Agenzia per la sicurezza Nucleare che quindi continua ad essere finanziata e mantiene compiti che riguardano il controllo, la regolamentazione e le autorizzazioni necessari per lo stoccaggio e il trattamento delle scorie. Tutte queste disposizioni annullano una parte della legge che verrebbe sottoposta a referendum, ma lasciano ampio spazio per una futura programmazione di una via nucleare per l'energia italiana.
Un altro aspetto centrale della discussione, infatti, riguarda il comma 8 del decreto, dove si legge di una Strategia energetica nazionale che sarà adottata dal Coniglio dei Ministri “su proposta del del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari”. La nuove legge, quindi, non prevederebbe esplicitamente una legge per rendere operativa la nuova strategia energetica che non escluderebbe nuove centrali nucleari.
Un argomento, questo, sottolineato anche nel parere espresso dall'avvocato Giovanni Pellegrino che per conto del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) afferma che le finalità del referendum rimangono in piedi anche dopo la trasformazione in legge del decreto rimane in piedi, anzi, essa è “rafforzata dal fatto che la legge nuova rende persino più semplice realizzare le centrali senza necessità di nuovi passaggi legislativi. Con la conseguenza che ritenere superato il referendum sarebbe costituzionalmente errato e odioso in quanto i cittadini verrebbero a trovarsi con le centrali costruite senza aver potuto pronunciarsi sulle norme che lo consentono”.
 
Immagine di Bigod