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Saranno le montagne i “nuovi emirati” dell'energia solare

everest energia solareL'energia solare è una grande protagonista del dibattito sulle rinnovabili in tutto il mondo. Sembra ormai certo che siamo avviati a sostituire le fonti fossili con fonti rinnovabili e questo cambiamento potrebbe portare delle conseguenze economiche sulla geografia dell'energia. Il mondo fondato sul petrolio infatti si basa su una geografia abbastanza elementare in cui l'occidente è stato il protagonista dei consumi mondiali di petrolio, mentre i rifornimenti venivano per la gran parte da una porzione relativamente piccola di terra araba.

Con l'avvento delle rinnovabili, e via via che queste diventano sempre più competitive sui mercati nazionali e globali, questa geografia è destinata a cambiare, o comunque ad arricchirsi di nuovi protagonisti. Ma come? Parlando di energia solare una persona potrebbe facilmente rispondere che la domanda è sin troppo semplice e la soluzione evidente. Vengono alla mente i grandi progetti nel deserto del Sahara, come ad esempio Desertec, vengono in mente l'Africa e il bacino Mediterraneo, i luoghi assolati dove le stagioni sono calde per molti giorni l'anno. Ma questa volta l'evidenza potrebbe ingannare e la risposta andare molto lontano dai deserti fino a raggiungere vette elevatissime.
 

Una equipe di studiosi giapponesi ha infatti da poco pubblicato uno studio dal titolo “Gli effetti della temperatura sul potenziale fotovoltaico nel mondo” (“Effect of Temperature on PV Potential in the World”) in cui si spiega la capacità di generare energia elettrica da fonte solare dipende altamente dalla collocazione geografica degli impianti. Zone aride o semi-aride altamente colpite dalla luce solare giocano decisamente un ruolo positivo, ma – spiegano gli autori – anche alcune regioni fredde possono sfruttare l'energia del sole per la produzione elettrica grazie all'effetto di elevate altitudini.

In alta montagna, in altre parole, anche se la temperatura è fredda gli impianti solari possono raccogliere molta energia ed hanno un potenziale di produzione di energia elettrica addirittura superiore ad alcune aree desertiche. Se a qualche lettore la cosa sembrerà di poco interesse, proviamo a fare una osservazione. Stando a quanto rilevato dagli studiosi giapponesi, le catene montuose di una nazione, le nostre Alpi e gli Appennini ad esempio si trasformano in miniere energetiche con non poche influenze di carattere geopolitico.
La crescente economia cinese, per fare un esempio di più ampio respiro, troverebbe sull'Himalaya una risorsa energetica straordinaria e pulita, assai importante per la galoppante crescita della nuova potenza globale. Come si vede gli effetti di una simile considerazione potrebbe avere una portata molto vasta.

Immagine di Sam Judson 

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