Era il sindaco pescatore, talmente animato dall’amore per la sua terra d’origine da rimetterci la sua stessa vita. A un anno dalla morte di Angelo Vassallo, brutalmente assassinato il 5 settembre del 2010 da ignoti mentre tornava a casa, le indagini sono ancora aperte, e rimangono sconosciuti i nomi dei killer e, più importanti ancora, quelli dei mandanti. Ma l’affetto di Pollica – Acciaroli, il bel paese del Cilento di cui Vassallo era primo cittadino rimane invariato. Domenico D’Alessandro, assessore e suo amico personale, si è impegnato per promuovere le iniziative di questi giorni per ricordare il sindaco ucciso.
Intransigenza che veniva mal sopportata in un territorio in cui, purtroppo, spesso l’interesse della criminalità prevale su quello dei cittadini. Pollica considera il sindaco assassinato un eroe, ma alla cittadina risponde la moglie, Angelina Vassallo, che dichiara: “Io non voglio che venga ricordato come un eroe. Non lo era. Era solo un sindaco, una persona che amava la sua terra e voleva difenderne il territorio. Faceva il suo dovere perché era per quello che la gente lo aveva eletto. Ed è quello che dovrebbero fare tutti”.
Foto di Cristiano Corsini