Da una parte mira a soddisfare la domanda energetica di questi paesi, dall'altra offre, grazie agli impianti che utilizzano solare termico, enormi possibilità per la produzione di acqua dolce necessaria a rilanciare l'agricoltura. E poi c'è l'Europa, che guarda all'Africa Settentrionale come a una risorsa energetica e a un luogo dove sviluppare attività produttive, anche per frenare l'emigrazione.
"In questi paesi - dice Gianni Silvestrini - cresce la voglia di partecipazione e di democrazia proprio mentre sta maturando il passaggio dall'era del petrolio all'era delle rinnovabili. Maggiore democrazia non può che migliorare questa transizione all'energia pulita con controllo e partecipazione dal basso".