L'accordo sul clima lo firmano a Mexico City


Lo scorso anno, di questi tempi, non si parlava di altro. Si era alle porte della Cop 15, la famosa Conferenza di Copenhagen che, tra gli enormi entusiasmi che ne descrivevano la vigilia, avrebbe dovuto finalmente portare i grandi della terra a un nuovo definitivo accordo, che avrebbe sostituito il protocollo di Kyoto e avrebbe fatto tutti felici e contenti sulla strada di un mondo con meno, molte meno, emissioni di gas serra. Niente di tutto questo è accaduto. Non c'è stato un nuovo accordo, i grandi della terra non hanno trovato alcun compromesso e la tanto attesa conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici si è rivelata un clamoroso nulla di fatto. Hopenhagen, la speranza della vigilia, si è tramutata in Brokenhagen, il fallimento di ogni trattativa.

Quest'anno la sedicesima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, andrà in scena in Messico, a Cancun, ma le grandi attese del 2009 sono solo un lontano ricordo. Non ci si aspetta molto dal summit di quest'anno: nessuno prevede che si concluderà un accordo risolutivo, o che finalmente il Protocollo di Kyoto sarà sostituito con un nuovo e più condiviso testo che detti le regole (e le faccia rispettare) in termini di emissioni di gas serra e di obiettivi condivisi dalla comunità internazionale. Forse qualche piccolo passo in avanti è lecito attenderlo, forse anche prevederlo, ma timidamente, senza volare troppo alti.
Qualcuno che vola alto, invece, c'è. O almeno ci prova.

Mentre le grandi diplomazie delle potenze mondiali faticano a trovare un terreno comune su cui discutere, i piccoli dimostrano che una  via comune si può trovare. Dove presidenti e ministri falliscono, sindaci e assessori riescono. La prova si chiama Mexico City Pact, un documento sottoscritto dai primi cittadini di metropoli e città sparse in tutto il mondo.
Riuniti al World Mayors Summit on Climate (WMSC), oltre 130 sindaci hanno messo per iscritto il loro impegno per abbattere le emissioni di gas a effetto serra; ciascuno potrà intraprendere azioni secondo le proprie possibilità e i risultati di volta in volta ottenuti in termini di ridotte emissioni saranno registrati, tutti insieme, in un grande archivio dalla garanzia tedesca, Carbonn, amministrato dal Bonn Center for local climate action and reporting.
Se è vero che le aree urbane consumano la stragrande maggioranza della produzione energetica mondiale e sono il teatro di oltre la metà delle emissioni globali, il Mexico City Pact non è soltanto un passo avanti per liberare un po' le nostre vite dalla CO2, ma è la dimostrazione tangibile che un accordo si può trovare.

Immagine: veduta di Città del Messico dall'album Flickr di Travis S.