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Cancun, inizia il summit senza pretese


Quest'anno è tutta un'altra cosa. Lo avevamo già accennato qui su AVC, e lo ribadiscono con evidenza i giornali di oggi, 29 novembre 2010, giorno dell'inaugurazione della Cop16, il summit annuale dell'Onu per la gestione internazionale delle questioni relative ai cambiamenti climatici.
La Cop, in altre parole, è una specie di mega riunione cui partecipano tutti i paesi membri della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC). Quest'anno si svolge a Cancun, in Messico, ma sembra proprio che l'appuntamento stavolta abbia poco a che vedere con quello che è successo più o meno dodici mesi fa a Copenhagen. La dimensione della differenza la misura a colpo d'occhio Marco Magrini sulle pagine del Sole 24 Ore in un articolo significativamente intitolato Attesa fredda per il summit sul clima. Scrive Magrini: “L'anno scorso, a litigare fino a tarda ora, seduti intorno a un tavolo, c'erano Barack Obama e Wen Jiabao, Lula e il primo ministro indiano Singh. C'erano Merkel, Sarkozy, Barroso e altri grandi ancora. Quest'anno invece, i 194 governi delle Nazioni Disunite saranno perlopiù rappresentati dai ministri dell'Ambiente. La differenza fra il vertice climatico di Copenhagen (finito con un accordicchio notturno per celare il fallimento della leadership globale) e quello che comincia oggi a Cancun, sta tutta qua”.

Niente big, dunque. A Cancun vanno di scena solamente i tecnici, i più esperti, i ministri competenti e, cosa più importante, nessuno si aspetta niente da questo vertice. Anche se la posta delle trattative rimane alta. Tra due anni, infatti, scadrà il Protocollo di Kyoto e quindi aumenta la necessità di trovare una strada verso quella fatidica riduzione delle emissioni di gas terra per contenere l'aumento della temperatura media del pianeta. Ma lo scenario è davvero complicato e la crisi che ha colpito i paesi occidentali non gioca a favore di un buon risultato diplomatico. Nessuno vuole rinunciare alla ricchezza o alla possibilità di entrare nel club dei paesi più ricchi. E ricchezza, ancora oggi, vuol dire emissioni nocive al clima.

Forse, però, c'è del buono in questo basso profilo del summit. Di Copenhagen si disse che sarebbe stata l'ultima occasione utile per salvare il mondo, le attese erano enormi e i risultati microscopici, se comparati all'attenzione generata intorno al summit. A Cancun i fari puntati non sono molti: che sia l'occasione giusta per combinare qualcosa di buono e di concreto?

Immagine tratta dalla media gallery del sito ufficiale della Cop 16 di Cancun

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