
L’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di stranieri non è né semplice né scontata, ma si tratta di un tema cruciale e strategico.
I figli che nascono nel nostro Paese da genitori stranieri non acquisiscono automaticamente la cittadinanza italiana: è necessario che sussista il requisito della permanenza stabile dei genitori, maturata nel corso dei cinque anni precedenti alla nascita.
Le naturalizzazioni sono provvedimenti concessori, tramite i quali viene fornita la cittadinanza agli stranieri: diventare cittadini tramite matrimoni, implica la residenza legale di dieci anni (valida solo con il requisito della continuità anagrafica dal primo anno di residenza) di entrambi i futuri coniugi. Nel 1998 con la legge Turco-Napolitano si ottenne una modifica importante a questo proposito: viene eliminato il parametro del reddito minimo, ma vengono stabilite le soglie minime rispetto alla domanda di naturalizzazione.
Esiste un altro modo di conquistare la cittadinanza italiana, dopo soli cinque anni di permanenza regolare nel nostro territorio: essere apolidi. Ma, considerando che l’assimilazione culturale non è strettamente collegata alla concessione della cittadinanza, ripudiare la propria nazionalità in favore di un’illusoria acquisizione di armonizzazione col Paese che la cede è un rischio che pochi sono disposti a correre.
Attualmente nel nostro Paese sono stati presentati nuovi disegni di legge, riguardanti la concessione della cittadinanza italiana. E’ stato proposto un esame, che prevede il superamento di due test: una prova di conoscenza linguistica e culturale della società italiana e un’altra relativa alla conoscenza della Costituzione Italiana. L’opinione pubblica si sta interrogando sull’utilità dell’esame di cittadinanza, perché si tratta in realtà di una richiesta di adesione a principi culturali che non condividono o non conoscono molti degli stessi cittadini italiani.
Il criterio della lingua potrebbe forse rimanere l’unico valido ai fini dell’eventuale prova di esame. La conoscenza linguistica è un imprescindibile elemento di sopravvivenza e diviene così un importante strumento di integrazione per superare i problemi di comunicazione.
Cosa ne pensi dell’esame di cittadinanza italiana?
Se sei a favore, quali pensi siano i criteri e i parametri su cui si dovrebbero basare le relative prove d’esame?