Coltiva una buona vita, crescerà la civiltà

"Coltiva una vita buona, crescerà la civiltà": è uno dei tanti commenti, quello di Paolo, lasciati alla videointervista di Bob Geldof.

Bob Geldof ci ha ricordato che alcuni dei valori per i quali i Paesi poveri sono in lotta sono da noi quasi dimenticati.
La nostra società produce benessere materiale, alti consumi e uno stile di vita frenetico. Ma sono davvero questi gli aspetti che regolano la felicità?

Eliminando il superfluo si conquista la serenità?
Oppure la serenità dipende dal benessere materiale?

Il mare, che unisce tutte le terre, ha qualcosa da insegnarci a proposito?


Gio, 20/11/2008 - 18:05 | Scritto da: avoicomunicare | | Link permanente | Tags:

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Ieri ho perso la mia pen drive con tutto il mio lavoro dentro. Un lavoro frenetico che in questo ultimo mese non mi ha permesso neanche di avere il tempo di salvare sul pc i miei file. Adesso, a dei ritmi già insostenibili, devo sottrarre il tempo per ricostruire quanto perduto. Oggi, mentre ragionavo su quanto ero stata sfortunata, ho alzato gli occhi e per strada, davanti a me, c'era un'anziana mendicante, completamente curva, che si trascinava appoggiata a una stampella. Non mi ha chiesto niente, le ho dato una banconota. Volevo che lei potesse avere almeno la possibilità di un sorriso visto che aveva asciugato una lacrima a me con un immaginario fazzoletto che non poteva contenere tutta la mia vergogna: mentre mi lamentavo di aver perso una pen drive, lei stava perdendo la qualità di vita.

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Riflettiamo un attimo, pensiamo a molte delle cose che consideriamo migliorie, conquiste o vantaggi. Bena altro non sono che nuove dipendenze, un qualcosa che nell’aiutarti ti rende schiavo di sé. Non credo che sia questa la strada per la serenità. In questa nostra società tutto è consumo, tutto è prodotto, da tutto deriva profitto. Il benessere di una società si valuta sui suoi consumi e sulla sua produzione, ma davvero sono questi gli aspetti che regalano la felicità? L’ansia di possedere forse è ciò che più di tutto getta ombra sui nostri giorni. Se ci fosse data la possibilità di guardarci dall’esterno, da qualche parte lontano dalla frenesia del quotidiano, proprio lì dove gli oggetti della nostra quotidianità non sono che optionals, cosa vedremmo? Saremmo tanto ossessionati dal telefonino hi-tech? O desidereremmo alla follia lo stivale all’ultimo grido? Ma soprattutto li vedremmo come necessari, imprescindibili? La felicità, è dimostrato nella nostra quotidianità, non si ricava dai beni materiali, in questo caso quella che crediamo felicità altro non è che soddisfazione momentanea, destinata a svanire non appena qualcos’altro attirerà la nostra attenzione. Il mare ha molto da insegnare, rispetto, conoscenza delle sue leggi, amore e impegno, tutte cose che questa società vuole cancellare in noi per renderci perfetti consumatori, anestetizzati agli avvenimenti che dovrebbero indignarci.

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Non credo che la serenità dipenda dal benessere materiale. Spesso i paesi più ricchi sono quelli più tristi, quelli che dimenticano il valore delle piccole cose; invece i popoli poveri si mostrano sempre con un sorriso. Se pensiamo ad alcuni popoli dell'Africa, dell'America Latina, quello che vediamo è la serenità, l'allegria nell'affrontare la vita che si dimostra dura e ingiusta. Noi abbiamo tutto ciò che serve per condurre una vita serena, eppure quella serenità, che è l'unica e vera ricchezza di quei popoli, non riusciamo a conquistarla.

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mi ha molto colpito, l,intervento di maddy.nonostante abbiamo tutto,il paradosso, e che non abbiamo niente,siamo alla deriva,non riusciamo piu, a recuperare i valori, di una volta,ci sforziamo nel sorridere,e il piu delle volte,non e mai spontaneo.appena ci troviamo in difficolta,non siamo capaci ,di chiedere aiuto,e ci consoliamo, con una,corda al collo,pensando di aver lasciato,un nostro ricordo.gratificati da un fiore.

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E' vero abbiamo tutto e non abbiamo niente. Abbiamo perso di vista noi stessi, è li dentro che dobbiamo andare a cercare,il vero valore è la nostra individualità, la nostra crescita interiore , lo stare bene dentro e non fuori.................

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"I veri valori non sono nè di colui che è ricco nè di colui è povero(abbandoniamo il luogo comune che associa ricchezza ad avidità e mancanza di valori):"Tutto è relativo" dicevano molti filosofi antichi e moderni,quindi,a mio avviso,non si può mai generalizzare,in nessun campo.Tantomeno nel campo che riguarda la sfera dei principi e dei valori personali,sentimenti peculiari di ciascuno di noi.Sentimenti troppo intimi per essere giudicati. Io penso di avere i valori giusti per raggiungere la serenità e spero di poter contribuire alla serenità di molti altri.I veri valori sono delle persone che sanno coltivarli e costruirli giorno per giorno."

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"I veri valori non sono nè di colui che è ricco nè di colui è povero(abbandoniamo il luogo comune che associa ricchezza ad avidità e mancanza di valori):"Tutto è relativo" dicevano molti filosofi antichi e moderni,quindi,a mio avviso,non si può mai generalizzare,in nessun campo.Tantomeno nel campo che riguarda la sfera dei principi e dei valori personali,sentimenti peculiari di ciascuno di noi.Sentimenti troppo intimi per essere giudicati. Io penso di avere i valori giusti per raggiungere la serenità e spero di poter contribuire alla serenità di molti altri.I veri valori sono delle persone che sanno coltivarli e costruirli giorno per giorno."

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Tutto quello che è stato detto fin qui è vero, però non è stato rilevato che abbiamo un potenziale che potrebbe modificare tutto e cioè: POSSIAMO SCEGLIERE. La situazione in cui versa il mondo ora, non credo sia frutto di un disegno premeditato, per condurci alla rovina. Chi produce cose lo fa per guadagnare, fornisce lavoro e fa girare l’economia. È il modo con cui tutto è prodotto che fa la differenza. È il desiderio di approfittare di ogni cosa. per aumentare continuamente il proprio guadagno che è sbagliato. Approfittare delle persone, della loro credulità o ignoranza, è sbagliato. Perciò usiamo le nostre armi dell’intelletto, impariamo a saper scegliere a ottenere ciò che ci piace, ma solo quando è necessario, è vero che può esserlo anche per gratificarsi. Però solo qualche volta, non sempre e all’ultimo grido. I popoli del cosiddetto terzo mondo sembrano felici perché, nella loro realtà lo sono, non conoscendo altro e quindi l’indispensabile è la felicità. Ed è anche quella più vera. Noi occidentali moderni soffriamo di quello che io chiamo “ Sindrome di Maria Antonietta”. La regina non conosceva la realtà degli strati sociali inferiori al suo e quindi, poteva essere considerata in buona fede. Noi conosciamo e possiamo sapere tutto e quindi scegliere è un obbligo, oltre che una possibilità. Buona vita e tanti abbracci! Maria Giovanna

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Per poter evitare la stagnazione ci vuole una soluzione globale! E una sistema per ritrovare i valori antichi, valori della Responsabilità e dell'Onore !

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condivido appieno quello che dice ENRICA ,da quando abbiamo perso noi stessi non abbiamo piu felicita. per quanto mi concerne la felicita la ritrovo quotidianamente stando bene con me stessa per stare bene anche con gli altri. ogni giorno cerco il minimo essenziale per vivere ho bisogno delle piccole cose della vita di tutti i giorni. un fiore il canto di un uccellino, il profumo del caffe appena fatto il sorriso di un bambino o tendere la mano a una povera vecchia curva che vuole attraversare la strada. un tempo anche io pensavo di dovere materialmente tutto per stare bene, adesso avendo raggiunto la piena maturita, ho capito finalmente cio di cui ho bisogno per dare un senso alla mia esistenza.ogni giorno come dice MARIA GIOVANNA scelgo cio che mi fa piacere fare impegnandomi per non arrecare danno alle altre persone.

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questa societa occidentale sta diventando sempre piu frenetica e consumistica, tutti corrono per produrre sempre di piu e gudagnare sempre di piu. purtroppo tutto e ridotto al valore di MERCE, ANCHE LE PERSONE SONO CONSIDERATE TALI. Sper che questa crisi economica che in questo momento sta attraversando il mondo ci serva di monito per riscoprire valori che si stanno perdendo come la fratellanza e la solidarieta,siamo finalmente costretti dalla mancanza di soldi a consumare tutti un po di meno chissa che non ci aiuti a stare di piu nelle ns famiglie e a sentire il calore di una volta. E IN previsione del prossimo vorrei ricordare a me stessa che questa e la festa di GESU BAMBINO lO scambio dei doni conta molto relativamente.

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"Coltivare una buona vita". E' una bella frase. Cosa ho fatto oggi per coltivarla lanciando un esempio positivo ai miei bimbi di sette e sei anni? Per il terzo anno consecutivo ho offerto due ore della mia giornata come volontaria per la GIORNATA NAZIONALE DELLA COLLETTA ALIMENTARE, coinvolgendo i miei figli. Devo aggiungere che la persona che tre anni fa mi coinvolse fu la maestra di scuola dell'infanzia dei miei bambini. Un esempio che molte insegnanti di ogni grado farebbero bene a seguire e promuovere come spunto educativo. Loredana"

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Ogni giorno possiamo fare scelte di vita o di morte. Un mondo di pace si costruisce cominciando dalle piccole scelte,singole e quotidiane.Se mi compro una pelliccia,sto mettendo in atto una scelta violenta;se mangio un buon piatto di lenticchie sto mettendo un mattone nella casa dell'Amore. Lavorare su noi stessi è il compito più arduo a cui ci sottopone la vita.Spesso vogliamo cambiare gli altri,vogliamo sovvertire il mondo e noi gongoliamo in un caos totale. Bisogna essere vigili,attenti su tutto quello che ci circonda!

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"Coltivare una buona vita...fatta di cose semplici, sincere, messe alla base di tutto...è di vitale importanza perchè soprattutto esempio per le generazioni future. Saranno esse infatti a partecipare alla vera svolta, a cogliere i frutti della coraggiosa "coltivazione" iniziata da noi oggi...ecco un motivo in più per non scoraggiarsi quando ci capita di guardarci intorno e vedere tanta ingiustizia, tanto dolore inutile...coltivare una buona vita è un grande atto d'amore verso il mondo..."