
Il vertice di Copenhagen è iniziato lunedì con grandi attese, proposte curiose e appelli ai grandi della Terra. Il clima che si respira è - metaforicamente - caldo, così come la temperatura: stando agli studi scientifici continua a crescere, ed è così che da più parti della società civile si rincorrono gli appelli affinché si riesca a definire un accordo mondiale onnicomprensivo sui cambiamenti climatici per il periodo successivo al 2012. L’Organizzazione metereologica mondiale (Wmo) ha annunciato infatti che il decennio tra il 2000 e il 2009 è stato il più caldo da quando le temperature vengono registrate globalmente.
Il numero di persone che vogliono partecipare o assistere ai lavori è più che raddoppiato, soprattutto a causa delle dichiarazioni positive degli ultimi giorni da parte del governo americano, e anche le domande di accredito da parte dei giornalisti e dei media hanno superato le aspettative. Chi non potrà essere presente direttamente alla conferenza potrà usare il servizio web cast, alla stesso modo potranno farlo tutte le persone interessate da tutto il mondo.
Molte sono state e saranno le iniziative collaterali, organizzate con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sul problema, mobilitare le masse e convincere i governanti a prendere decisioni importanti. Azioni clamorose sono state quelle organizzate da Greenpeace, la creazione di cortometraggi, oppure Hopenhagen, già operativa da alcuni mesi.
Curiosa è anche la distribuzione di 200 biciclette per dare la possibilità ai delegati di provare l’esperienza che quotidianamente provano i danesi: spostarsi in bici nonostante le rigide temperature. La maggior parte delle biciclette sono già state affittate e i delegati le useranno per gli spostamenti nella città e raggiungere il Balla Center dai loro alberghi e viceversa.
Questa particolare iniziativa è organizzata da Bicikeli per ridurre le emissioni di CO2 in Danimarca. Al termine dei lavori per COP15 le biciclette saranno inviate in Tanzania dove potranno essere usate per trasportare i malati negli ospedali e essere utilizzate per i normali trasporti.
Una delle ultime iniziative è stata Dance for the climate, partita nell'agosto 2009 quando 10.000 persone hanno danzato per il clima sulla spiaggia di Ostenda in Beglio. Per continuare a sostenere questo movimento basta creare e caricare online il proprio video in cui si danza per il clima.
Gli arrivi a Copenaghen sono anche nel segno del Climate Express, il treno speciale che con circa 400 fra negoziatori, ambientalisti e giornalisti viaggia ad emissioni zero, grazie all'impiego di energia da fonti rinnovabili: l’espresso ha ricevuto l’accoglienza del ministro danese per l’ambiente Lykke Fliis. Quest’ultima iniziativa ha avuto lo scopo di richiamare l’attenzione sulle emissioni crescenti del settore dei trasporti.
I lavori della quindicesima conferenza mondiale ONU sono stati ufficialmente aperti dal premier danese Rasmussen che ha dichiarato: “Nei prossimi giorni Copenhagen sarà Hopenhagen, città della speranza”.
Il summit vede per la prima volta la presenza contemporanea di 103 tra premier e capi di stato: Usa, India e Cina insieme a Brasile e Sudafrica saranno i protagonisti di queste due settimane.
La cerimonia d’apertura, durante la quale è giunta la notizia che Cina, India e Brasile hanno raggiunto un accordo di massima per operare insieme nei negoziati durante il vertice, è stata accompagnata dalla proiezione di un breve filmato, molto toccante, dove i bambini del futuro mostrano uno scenario a dir poco apocalittico.
La pressione dalla rete sugli oltre 100 capi di stato impegnati a Copenhagen è davvero notevole, mai come questa volta, infatti, il mondo di internet si era impegnato così massicciamente: la petizione del gruppo TckTckTck ha infatti raggiunto il numero considerevole di 10 milioni di firme, consegnate al segretario generale della conferenza Onu, Yvo Boer, al primo ministro danese e alla presidente del comitato Connie Hedegaard.
Sarà il summit di Copenaghen una svolta nella storia umana?
I grandi della Terra sapranno garantire un’opportunità alle generazioni future?