Alunni non italiani: secondo Ismu il futuro è multietnico
Il 27 febbraio presso il MIUR a Roma si è tornato a parlare di scuola e di come questa venga vissuta dagli alunni con cittadinanza non italiana nei dati dello studio dell'ISMU "Alunni con cittadinanza non italiana. Verso l'adolescenza".
Quanti sono i ragazzi non italiani che frequentano le scuole del paese? E con quali prospettive? Le risposte arrivano da un completo rapporto Ismu, presentato a Roma presso la sede del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca. Nell'anno 2010-2011 le classi accolgono 711mila minori con cittadinanza straniera, per un 8% del totale degli alunni.
Sono aumentati nell'ultimo anno con una crescita costante seppur più contenuta rispetto all'anno precedente, con un incremento di 37.454 unità rispetto ai 60/70mila del 2009. Di questi il 39,12% sono "seconde generazioni": ragazzi nati e cresciuti in Italia, ma di cittadinanza non italiana, un dato in netta crescita rispetto all'anno precedente, che vede protagonisti ovviamente i piccoli e i piccolissimi e coinvolge scuole materne ed elementari.
Un dato che si riflette sulla distribuzione scolastica e dà la misura di un futuro sempre più multiculturale e differenziato: il 35,8% degli studenti stranieri frequenta infatti le scuole elementari, a cui si aggiunge un 20,3% nelle materne, mentre il 22,3% si trova alle medie e il 21,6% alle superiori. Per quanto riguarda la scelta dei percorsi moltissimi (85,7%) optano per l'istruzione pubblica (ma non alle materne dove forse per problemi di servizio e sovraffollamento la maggior parte dei genitori sceglie le scuole private), e arrivati alle scuole secondarie di secondo grado (nel 2010/2011 sono 153.513) scelgono gli istituti in grado di abilitarli a una professione, in netta controtendenza rispetto ai coetanei italiani, con il 40,4%, i tecnici il 38%, i licei il 18,7% e gli artistici il 2,9%.
Un dato non felicissimo è quello che riguarda il tasso di bocciature degli alunni non italiani: nell'anno scolastico 2009-2010 il 12,2% è stato bocciato (contro il 4% dei compagni italiani) alle medie mentre nelle superiori stessa sorte è toccata al 30% (14,1% tra gli italiani) con punte del 37,5% in prima. i aggira tra il 20 e il 30% nei diversi anni. Risultato: nelle scuole secondarie di primo grado gli alunni stranieri in ritardo con gli anni sono il 49,1% e in quelle di secondo grado sono addirittura il 71,3%. Il dato rispetta la crescita fisiologica che si trova anche nelle bocciature degli alunni italiani (che aumenta con l'avanzare del corso di studi), tuttavia fa riflettere l'incidenza doppia rispetto a quelle degli alunni con cittadinanza.
"Come è noto - si legge nelle note del Rapporto - le variabili che sottostanno al ritardo degli alunni con cittadinanza non italiana sono molteplici e hanno a che fare con la decisione sulla classe di inserimento per coloro che arrivano in Italia a percorso scolastico già avviato (i neoarrivati), con la mobilità territoriale delle famiglie e con la riuscita scolastica. È altrettanto noto che, in merito alla prima dimensione, la normativa italiana ha sempre dato come indicazione primaria quella dell’inserimento nella classe corrispondente all’età, tenendo comunque conto dell’accertamento di alcuni livelli di competenza e abilità." Un dato perciò da non ritenersi dovuto a una difficoltà oggettiva di integrazione o di studio degli alunni, insomma, ma piuttosto da imputarsi alla storia e al percorso personale dei ragazzi. Il divario sembra organico, fa notare lo studio e ""non è indubbiamente meno accentuato rispetto a quanto avviene per i ritardi. Possiamo quindi ritenere che sia elevata la probabilità che il ritardo fra i non italiani sia dovuto in misura maggiore a cause inerenti ai percorsi migratori che alla riuscita scolastica in sé."
La regione con più alunni stranieri in valori assoluti è la Lombardia, con il 24,3% del totale di studenti (173.051) con cittadinanza non italiana; seguono il Veneto, con l'11,9% (84.914 studenti), e l'Emilia Romagna con l'11,6% (82.634). Le province che accolgono il maggior numero di studenti stranieri sono: Milano (64.934), Roma (52.599), Torino (33.920), Brescia (30.605), Bergamo (20.961).
Tutti i dati puntano nella direzione di un'Italia futura fatta di tante differenti etnie e ragazzi di culture differenti, anche se quasi sempre nati o vissuti nel paese per la maggior parte della propria vita e pronti a rimanere per proseguire gli studi e trovare lavoro. Si tratta di cifre che ancora una volta portano alla ribalta la questione della cittadinanza, che la politica ancora nega proprio a chi già è o sarà in breve tempo il carburante vitale della nazione. A noi sembra che non ci siano più scuse o motivi: tra dieci, venti anni ancora più lavoratori e studenti in tutta Italia saranno i bambini che ora siedono su quei banchi e contribuiranno con idee e lavoro al bene del paese. Vogliamo rendercene conto?
Scarica lo studio "Alunni con cittadinanza non italiana. Verso l'adolescenza"
POST CORRELATI:
Figli di tante patrie: gli scrittori di seconda generazione si raccontano>>
Giorgio Napolitano: negare la cittadinanza? Una follia!>>


