Beppe Grillo e la cittadinanza ai figli degli stranieri: senza senso?

http://www.avoicomunicare.it/blogpost/integrazione-tra-i-popoli/giorgio-napolitano-negare-la-cittadinanza-%C3%A8-una-folliabeppe grillo cittadinanzaIl dibattito sullo ius soli e sulla cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia nasconde una cospirazione? Lo sostiene il comico Beppe Grillo sul suo blog, in un post in cui afferma che le discussioni al riguardo sarebbero solo un tentativo di polarizzare le opinioni e distrarre dai problemi del paese.

Bastano cinque righe sul web per lasciare senza parole milioni di persone. A scriverle è stato Beppe Grillo: comico, opinionista e leader del movimento Cinque Stelle, che dal suo blog lancia un breve ma accorato allarme:

"La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall'altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della "liberalizzazione" delle nascite.

Una frase, senza spiegazioni o motivi che possano farla sembrare più di una infantile provocazione. Naturalmente tanto è bastato perchè si scatenassero sul web commenti e perplessità, in primis da parte dei tanti che si sentono parte del movimento stesso e non capiscono quale possa essere il motivo di un'uscita del genere. In effetti, al di là dell'effetto gratuitamente cospirazionistico che fa sempre la sua figura, ben poco sembra fare Grillo per sostenere o circostanziare le proprie dichiarazioni.

Perchè mai infatti dovrebbe essere "senza senso" dare la cittadinanza italiana a chi nasce nel paese da genitori stranieri? Vale la pena di notare che non è stato usato il termine "sbagliato" o "scorretto", ma semplicemente senza senso. La questione sulla cittadinanza, che ci si trovi d'accordo o meno,  invece è tutto fuorchè insensata, dal momento che serve a stabilire, una volta per tutte, quale sia l'Italia, da chi sia composta e chi siano i cittadini che voteranno alle prossime elezioni, che potranno far parte della futura classe politica e che delineeranno la vita sociale ed economica del paese che verrà: tutte faccende di cui, tutto sommato, forse avrebbe senso discutere, dal momento che interessano il futuro di ognuno.


Altra questione interessante è quella dei "problemi reali", una frase che implica un fatto che non può passare inosservato: le seconde generazioni, i bambini che nascono nel paese e che qui passeranno tutta la loro vita, così come lo status civile di chi emigra in Italia per rimanere a viverci, non sono "problemi reali". A quanto pare si tratta di distrazioni, appunto, di questioncine, che non meritano di essere considerate nella vita del paese e dei cittadini italiani, quelli veri, quali che siano.

Viene anche da chiedersi chi siano i "buonisti della sinistra senza se e senza ma" e i "leghisti e i movimenti xenofobi", uniche due alternative in un dibattito civile che coinvolge ormai il mondo politico e sociale italiano a tutti i livelli, dal bar al Parlamento, con posizioni differenti e variegate non riducibili a due macchiette per il piacere e il bisogno di protagonismo di Grillo.


Ancora più offensivo però è pensare e dare per scontato che "gli italiani" siano tanto faciloni da lasciarsi manipolare ciecamente dai poteri del male che ordiscono questa orribile cospirazione per distrarli dai suddetti problemi. Qui su avoicomunicare abbiamo una presunzione: quella di credere che gli italiani, se si appassionano a un dibattito lo fanno proprio perchè si rendono conto che potrebbe vertere su una questione importante, in particolar modo un dibattito con tali e tante ramificazioni e conseguenze nella vita di tutti i giorni e nel futuro del paese come quello sulla cittadinanza.

Ci piace pensare che "gli italiani", tutti, se mettono in campo iniziative (come quella promossa da L'Italia sono anch'io), associazionismo, spazi di discussione e di confronto, così come di scontro, perchè anche quello è necessario, lo facciano per spirito di iniziativa e partecipazione alla democrazia e alla cultura del paese, e non perchè manipolati da qualcuno.

Ci piace, insomma, pensare, che "gli italiani" siano degni di rispetto per le loro scelte di dibattito, e che nessuno possa permettersi di negarne le capacità di decisione, dialogo e discussione: nè un qualunque presunto potere oscuro, nè un vaneggiamento privo di logica scritto su un blog in cinque righe.

Ci sbagliamo?

POST CORRELATI:
Giorgio Napolitano: negare la cittadinanza? Una follia>>
18 ius soli>>


Commenti

Che l’esempio della Provincia


Che l’esempio della Provincia di Pesaro Urbino "possa essere seguito anche da altre realtà territoriali" proprio come ha detto Giovanna Zincone, consulente per i problemi della coesione sociale.
Non basta l'indifferenza di molti italiani, politici e non, nei confronti di chi, seppur italiano per nascita, deve sentirsi e vedersi trattare per ben 18 anni (sino alla maggiore età) come uno straniero, un immigrato. Non basta che a subire discriminazioni ed ingiustizie siano i genitori, entrambi stranieri. Non basta l'essere nato in territorio italiano, frequentare le nostre scuole e parlare la nostra lingua. Tutto ciò non basta al punto che qualcuno di noto ed imprevedibile ha sminuito e ridicolizzato quello che è un problema sociale, culturale e politico di non poco conto.