Cittadini immigrati: vogliamo votare!
Da Bruxelles l’anteprima dell’Immigrant Citizens Survey (ICS), il primo sondaggio transnazionale sugli immigrati extra Ue in 15 città di 7 paesi europei, presentato ufficialmente questa mattina. Come ne esce l’Italia?
Ciò che emerge è un quadro che va oltre le politiche d’integrazione su cui si concentra il dibattito politico europeo: i cittadini immigrati sono pronti e chiedono a gran voce – soprattutto in Italia - una maggiore partecipazione alla vita politica e di poter votare. Come osserva Mohamed Tailmoun, portavoce ReteG2 - Seconde Generazioni, “I risultati mostrano chiaramente che c’è un desiderio di cittadinanza e di partecipazione da parte degli immigrati e dei loro figli di cui la classe politica, specialmente in questa fase di crisi del vecchio continente, deve tenere conto”.
L’obiettivo dell’indagine, realizzata da Fondazione ISMU – Iniziative e studi sulla multi etnicità, King Baudouin Foundation e Migration Policy Group in collaborazione con la ReteG2-Seconde Generazioni − è proprio quello di fornire indicazioni precise ai policy maker partendo dall’analisi della realtà su diversi ambiti: il mercato del lavoro e il riconoscimento delle competenze e dei titoli di studio; la vita famigliare; la sicurezza della residenza; l'istruzione; la partecipazione civica; l'accesso alla cittadinanza. A rispondere sono stati i cittadini adulti (dai 15 anni) di paesi terzi che risiedono legalmente da almeno un anno in Italia (Milano e Napoli), Belgio (Anversa, Bruxelles, Liegi), Francia (Lione e Parigi), Germania (Berlino e Stoccarda), Ungheria (Budapest), Portogallo (Faro, Lisbona e Setubal) e Spagna (Barcellona e Madrid).
In generale, secondo Gian Carlo Blangiardo della Fondazione ISMU, l’indagine “trasmette segnali confortanti circa le condizioni di vita della popolazione e delle famiglie straniere, ma non manca di prospettare la necessità di nuove azioni concrete, sul piano normativo, organizzativo e culturale, per poter sempre più valorizzare e integrare una risorsa che, in termini di capitale umano, appare destinata ad essere assolutamente strategica per lo sviluppo del “vecchio continente”.
Ecco nei dettagli, i primi dati resi pubblici sull’Italia.
Il campione italiano
ICS è stato condotto all'interno di 7 paesi da ottobre 2011 a gennaio 2012. In Italia sono stati intervistati 797 immigrati (a Milano 397, a Napoli 400), nati al di fuori dell'Unione Europea. La maggior parte degli immigrati intervistati ha un'età compresa tra i 25 e i 39 anni. Per quanto riguarda lo stato giuridico, mentre un'ampia quota di immigrati a Napoli e Milano ha riferito di essere arrivata senza documenti (come anche a Barcellona e Madrid), nelle maggior parte delle città del Nord la maggioranza degli intervistati è arrivata attraverso il ricongiungimento familiare.
Occupazione
Mentre nel resto dell'Europa più della metà degli immigrati intervistati dichiara di lavorare per imprese private, Napoli risulta in controtendenza: qui più della metà dichiara di essere impiegata come persona di servizio o domestica (a Milano la quota scende a un quarto, a parità con Madrid). I paesi in cui è più problematico trovare lavoro sono il Portogallo e l'Italia (hanno avuto difficoltà dal 70 all'80% degli intervistati). Napoli e Milano sono le città europee in cui gli immigrati si sentono più sovraqualificati rispetto al lavoro che svolgono (agli ultimi posti troviamo Berlino, Liegi e Stoccarda). In Italia sono pochissimi (meno del 10%, rispetto a un terzo o un quarto nel resto d'Europa ) gli immigrati che hanno chiesto di riconoscere ufficialmente le proprie qualifiche.
Lingua
Il 60-70% di immigrati nelle città d'Italia, Portogallo e Francia hanno avuto difficoltà a imparare la lingua del posto. Il motivo principale è, come nel resto della popolazione, la mancanza di tempo nel 50% degli intervistati in Italia, e la poca motivazione nel 32%. A Milano però più del 30% degli intervistati ha cominciato o completato un corso di lingua o integrazione (a Napoli solo il 20%), contro il 45% di Lione e Parigi.
Partecipazione civica e politica
La maggior parte degli intervistati se potesse voterebbe. In Italia una percentuale compresa tra il 70 e l'80% è disposta a votare. La percentuale più alta di chi pensa che sarebbero necessari più parlamentari con un background di immigrati si trova a Milano (quasi il 90%), seguita da Berlino e Napoli. L'Italia inoltre presenta le più alte percentuali di partecipazione tra gli immigrati alla vita civica, dopo il Belgio: a Milano il 14,6% degli intervistati è iscritto al sindacato (contro il 5,5% della popolazione locale); a Napoli addirittura il 3,2% dice di essere iscritto a un partito politico (in linea con la media nazionale che è del 3,7%). E' Napoli la città europea dove gli immigrati hanno una maggiore conoscenza (più dell'80%) e partecipazione (circa il 20%) ad organizzazioni di immigrati.
Ricongiungimento familiare
In Italia la principale ragione per cui si rinuncia al ricongiungimento familiare è la mancanza dei requisiti. Il maggior problema riscontrato in Italia nel riunire la famiglia è stato l'ottenimento dei documenti. In Italia oltre la metà ha affermato che vivere assieme alla famiglia li ha aiutati a sentirsi più coinvolti nella comunità locale.
Residenza a lungo termine
Dopo una residenza di sei anni, più del 60% dei residenti stranieri a Milano (a Napoli meno del 40%) ha ottenuto un permesso di lungo termine, in linea con le città di Francia, Germania, Spagna e Budapest. La residenza a lungo termine ha fatto sentire gli immigrati più stabili, soprattutto in Italia (più del 75%).
Soddisfazione nei confronti della propria vita
Gli immigrati intervistati, su una scala da 0 a 10, hanno espresso il loro grado di soddisfazione in merito alla loro vita quotidiana. In Italia quelli che vivono a Milano sono soddisfatti della loro vita quanto la popolazione locale (6.5), a Napoli il valore scende a meno di 6. A Milano si ritengono molto più soddisfatti del proprio lavoro (più di 7) della popolazione locale (meno di 7); molto ottimisti sulla propria salute (quasi 8).
I risultati completi dell’ICS sono disponibili su www.immigrantsurvey.org. L’indagine è stata realizzata da 19 organizzazioni partner di 7 Paesi europei e co-finanziata dalla Commissione Europe, dalla King Baudouin Foundation, dalla Oak Foundation e dalla Calouste Gulbenkian Foundation.
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