L'inclusione sociale dei detenuti attraverso la tecnologia - Il caso del carcere di Bollate
Avoicomunicare ha incontrato Massimo Parisi, direttore del carcere di Bollate.
L'obiettivo del carcere deve essere quello di reinserire i detenuti nella società e nel mondo del lavoro. L'uso della tecnologia, negli ultimi anni, sta diventando uno strumento importantissimo per la formazione dei detenuti. Al carcere di Bollate si sta cercando di virtualizzare sempre di più le barriere che separano detenuti e cittadini, per far sì che i primi non dimentichino di essere anche essi cittadini.
Il carcere non può, dunque, essere solo un centro di detenzione, ma deve aprirsi alla collettività attraverso l'attuazione di progetti di inclusione sociale e la tecnologia è fondamentale per favorire l'integrazione fra società e detenuti.
I detenuti del carcere di Bollate, grazie alla tecnologia, possono usufruire di tutta una serie di servizi burocratici a cui prima non potevano accedere, riuscendo così a far parte del territorio in cui vivono. Ecco l'intervista a Massimo Parisi direttore del carcere.
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