La campionessa che vola e sogna la maglia azzurra

Saltatrice in lungo ucraina ma italianaHa solo 18 anni, un’età in cui puoi stare a guardare il mondo facendoti mille domande oppure cercare di prendertelo. E lei, da vera vincente, appartiene alla seconda categoria. Dariya Derkach, ucraina di nascita che, dal 2002, vive a Pagani (Sa) insieme ai suoi genitori. Caratteristiche particolari? Fortissima. Infatti è la migliore saltatrice in lungo al mondo tra gli under 20. Altra caratteristica? Non è, ahinoi, una cittadina italiana. Pur essendo un’atleta che da anni gareggia (e vince) nel nostro paese, a causa di una legge sugli immigrati che si permette il lusso di fare eccezioni a seconda delle discipline sportive (vedi la naturalizzazione di calciatori come Thyago Motta), Dariya non può saltare con la maglia della nazionale italiana.

Ed è un vero peccato, perché vederla saltare è proprio uno spettacolo. E’ la stessa Dariya a raccontarci la sua storia. “Sono arrivata in Italia che avevo circa nove anni, arrivata dall’Ucraina insieme a mio padre per raggiungere mia madre, che era già qui. Mio padre in Ucraina faceva l’allenatore di atletica. E ancora oggi è il mio allenatore”. Agli ultimi campionati giovanili di atletica, svoltisi ad Ancora lo scorso febbraio, è stata lei la vera protagonista. E continua a distinguersi, superando con grande tenacia i suoi record personali ai meeting che servono, anche, da preparazione alle prossime Olimpiadi. E proprio le Olimpiadi di Londra 2012 sono un tema che a Dariya sta molto a cuore: "Mi piacerebbe poter gareggiare nella mia disciplina indossando la maglia italiana, ma la burocrazia me lo impedisce. Non sono nata qui, e i miei genitori sono stranieri. Anche se frequento qui le scuole, e sono praticamente cresciuta in Italia, per cui non posso che considerarmi italiana al 100%. So anche a memoria l'inno di Mameli, me l'hanno fatto imparare alle elementari!".

Dariya adesso frequenta la terza del Liceo scientifico, studia e si allena. Sperando che la situazione si sblocchi e che si possa fare in modo che il suo talento possa essere apprezzato anche alle competizioni internazionali. "Insieme ai miei genitori abbiamo deciso di aspettare la cittadinanza italiana, per me è molto importante. Nonostante altre nazioni, come Spagna e Ucraina, mi abbiano chiesto di gareggiare per loro". Cresciuta sui campi di atletica grazie alla professione del padre ("ci sono filmati in cui, a soli tre anni, cercavo di saltare nella buca del lungo", Dariya è una fuoriclasse con molte ambizioni. Suo è il record mondiale di salto juniores, 6,45 metri che sembrano quasi più un volo più che un salto. "Ed è proprio la fase di volo quella che mi piace di più della mia disciplina. Senza contare che il fatto che siano necessari sia grinta che riflessioni è un grande stimolo, per me".

Seconda al mondo anche nel salto triplo (con un personale di 13,56 metri), molto competitiva, si sente a suo agio solo quando è in gara, come i veri campioni. E, oltre a fare la brava studentessa, si allena tre ore al giorno. Molto ambiziosa, afferma: "Conosco la storia di Fiona May, ovviamente. E l'ammiro molto. Quello che vorrei, naturalmente, è saltare più di quanto abbia fatto lei. E meglio di chiunque altro al mondo". Vogliamo davvero perderci una fuoriclasse del genere?

Marìka Surace