Pagano Irpef per 6 miliardi di euro e contribuiscono per il 4,1% del gettito complessivo nazionale con circa 2810 euro a testa. Si tratta degli immigrati che vivono e lavorano regolarmente nel paese secondo i dati della Fondazione Leone Moressa, raccolti insieme in un'infografica capace di raccontare con chiarezza il contributo degli stranieri all'economia del paese.
La bagarre relativa all'aumento della tassa sul permesso di soggiorno ha portato alla ribalta la questione sul contributo in tasse dei cittadini stranieri in Italia. I dati più recenti al riguardo arrivano da una ricerca della Fondazione Leone Moressa, pubblicata a dicembre, che stima 2,1 milioni di contribuenti Irpef con cittadinanza straniera.
Vivono in tutto il paese, ma la maggior parte di loro si trovano in Lombardia (20,9%), in Veneto (12,0%) e in Emilia Romagna (11,2%), e gli esborsi maggiori sono in Lombardia (1,5 miliardi di euro) e Lazio (712 milioni). Tra tutti coloro che presentano regolarmente la dichiarazione dei redditi, però, a pagare l'Irpef è solo il 64,9%; un dato interessante che se paragonato al 75,5% degli italiani suggerisce che parte degli stranieri in Italia percepisce un reddito considerato non sufficiente alla propria situazione familiare, usufruendo così di sgravi e detrazioni.
Un dato tuttavia destinato a cambiare qualora avvenisse un'emersione dal nero, dal momento che molti, secondo stime della Fondazione, si trovano a dover lavorare percependo stipendi non dichiarati, privi di contributi e spese assicurative. Ancora critica la situazione sl sud Italia, dove le percentuali calano drasticamente.
"Stranieri di nascita ma italiani di contribuzione. Gli stranieri che in Italia lavorano sono tenuti a pagare le tasse - affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa - ma il loro importo differisce da quanto pagato dagli italiani: i bassi livelli di reddito, quasi esclusivamente da lavoro dipendente, comportano un esborso per gli stranieri di poco meno di 3mila euro all’anno. Valori che aumentano nelle aree del Nord dove la presenza e la penetrazione degli stranieri nel mercato del lavoro è più radicata. E’ ovvio che se il sistema riuscisse ad eliminare le sacche di illegalità che colpiscono anche i lavoratori stranieri, l’apporto degli immigrati alla finanza pubblica sarebbe certamente maggiore, contribuendo ad un’integrazione che passa anche per il pagamento delle tasse".
I dati sono stati recentemente ripresi dal sito web Linkiesta, che da essi ha realizzato delle chiare e utilissime infografiche

