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"Sindrome Italia": così è chiamata la depressione delle badanti

Sindrome ItaliaDa qualche parte se ne è già parlato, ma non in molti sanno che esiste la Sindrome Italia, una depressione legata ai flussi migratori dall'Europa dell'Est al nostro paese.

La malattia 
La malattia è stata identificata nel 2005 in Ucraina da due psichiatri, Kiselyov e Faifrych, che per la prima volta diagnosticarono, in alcune donne che lavoravano all'estero, una grave forma di depressione, causata da fattori che generavano forti crisi di identità. Il disturbo è legato da un lato, al loro essere madri lontane dai figli e dall'altro, alla perdita di identità nazionale derivata dallo smembramento della terra d’origine. Il nome Sindrome Italia è stato scelto dai due studiosi perché il nostro Paese è quello con il maggior numero di badanti in Europa.

I numeri
Il fenomeno riguarda tutta l'Europa dell'Est e ad essere emblematico è il caso della Moldavia, paese in cui un abitante su quattro è all’estero, la maggioranza in Italia. A partire verso il nostro paese sono soprattutto donne che pur essendo nel 70% dei casi laureate, si ritrovano a svolgere il lavoro di badante, dovendo accudire famiglie anziane, restando per molto tempo lontane dalle loro famiglie. Roma è la seconda città dopo Mosca con più moldavi emigrati. In Italia sono 150mila ufficiali (ma quasi 300mila non ufficiali), passati da 4mila nel 2001 a 38mila nel 2004 e nel 2008 già con un tasso del +30%.

La lontananza delle madri purtroppo ha effetti anche sulla vita dei figli che, vivendo in uno stato di carenza affettiva, si trovano spesso in uno stato di disagio sociale che li porta al suicidio o alla vita di strada. Negli ultimi anni, nel nostro paese, sono nate molte associazioni d'appoggio a queste donne, con lo scopo di rendere nota la loro condizione, di far conoscere a chi le assume, l'enorme sacrificio che compiono e di agire sulla società civile italiana affinché si occupi dei bisogni di chi si prende cura dei nostri anziani e dei nostri bambini.

L' Italia è un paese che invecchia, l’Istat ha dichiarato che nei prossimi 30 anni i nostri anziani passeranno dal 20% della popolazione di oggi al 33% nel 2056 mentre gli under 14 dal 14% al 12% nel 2065; al contrario gli abitanti stranieri saranno il 24%. La popolazione giovane dell’Italia sarà dunque figlia dell’immigrazione, per cui prendersi cura di chi viene nel nostro paese significa prendersi cura del futuro dell'Italia.

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