Una giornata per dare spazio ai tanti, tantissimi stranieri che abitano l'Italia: l'iniziativa è stata lanciata da Radio3 con il titolo "tutti stranieri". Il 5 dicembre tutti i programmi della radio sono condotti da giornalisti, attori, musicisti e corrispondenti provenienti dai quattro angoli del mondo e che si sono stabiliti ormai in Italia. Abbiamo parlato con Marina Lalovic, giornalista protagonista del programma "Tutta la città ne parla".
Da anni ormai l'Italia è un vero e proprio luogo di incontro tra popoli, ma solo ultimamente la percezione dei media e dei cittadini italiani nei confronti degli stranieri è iniziata a cambiare, passando dall'iniziale diffidenza e resistenza fino a un sempre crescente interesse nei confronti di usi, costumi, pensieri e idee degli immigrati.
La scelta di Radio3 di dedicare spazio e attenzione agli esponenti di diversi paesi e culture che abitano in Italia è un ottimo modo per fornire agli ascoltatori contenuti interessanti e attuali. Dare voce a punti di vista differenti su questioni di ampio respiro aiuta a mettere il nostro paese nella giusta prospettiva: siamo ormai una società costituita da un melting pot di percorsi storici, politici e culturali diversi che delineano il profilo di una nuova Italia.
Ne abbiamo parlato con Marina Lalovic, giornalista serba in Italia da 10 anni e redattrice del programma televisivo BABzine in onda su Babel, il canale Sky dedicato agli stranieri in Italia.
Cosa può dare in più un giornalista straniero a un programma di informazione?
"Tante cose: innanzitutto un occhio esterno, un modo di vedere la realtà e le notizie di un paese diverso da quello di chi ci ha sempre vissuto. Chi viene da fuori dall'Italia ha un bagaglio di esperienze, di riferimenti e di trascorsi storici diverso, e i fatti vengono interpretati diversamente. Allo stesso modo cambia il modo di condurre un programma e il modo di parlare con gli ospiti stranieri che partecipano. Indipendentemente dalla classe sociale, dalla professione e dai punti di vista il rapporto è più immediato, anche solo per il fatto di essere entrambi stranieri in un altro paese, e questo permette di avere subito un terreno comune e condiviso"
Nel tuo episodio del programma avete parlato di nazionalismi. Nella scaletta sei partita dalle recenti dichiarazioni del Presidente Monti all’Europa e infine alla Croazia. Qual è la relazione?
"Il punto di partenza sono state le parole di Monti, che ha voluto prendersi in prima persona le sue responsabilità nei confronti del paese invece di attribuire all'Europa le necessità politiche italiane. Così il discorso è passato alla Croazia, che presto entrerà in Europa nonostante tanti croati non ne vedano la necessità. Spesso i politici dicono che alcune manovre o azioni servono all'Europa, e questo porta i cittadini di un paese a vedere male questa unione, che in questo periodo sembra non promettere quasi nulla e che chiede grossi sacrifici. A quel punto è facile rintanarsi nel nazionalismo. In questo vedo anche il valore aggiunto di cui parlavo: non avrei potuto parlare in maniera approfondita della situazione italiana, e così ho attinto dalla mia esperienza e dalla ia visione per portare la discussione in una direzione un po' diversa."
Qual è quindi l'esperienza di una persona che ha visto come le questioni politiche e le notizie possono influenzare davvero la vita delle persone, come è successo in Serbia con l'ultranazionalismo?
"Un'altra questione è quella di parlare di come alcuni eventi abbiano ripercussioni reali sulla vita delle persone: io sono venuta via dalla Serbia 10 anni fa proprio a causa del nazionalismo, e per farlo ho lasciato familiari e amici. Non sono cose facili, non è stato come andare a studiare in un altro paese, ho fatto dei sacrifici per arrivare qui a parlare, ora, proprio di nazionalismi. Sono cose vere che hanno ripercussioni sulle persone: nei primi tempi in Serbia si rideva delle dichiarazioni di Milosevic e del suo partito, è sempre facile sentirsi come se quello di cui si parla sui giornali non fosse vero, e ci si accorge della realtà solo quando ci tocca da vicino."
Ascolta qui l'episodio di "Tutta la città ne parla" condotto da Marina Lalovic.
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