L'organizzazione giuridica e la gestione fiscale di un G.A.S.
Abbiamo già parlato dei gruppi d'acquisto solidali, dell'importanza sociale e ambientale che possono avere, ma come è organizzato dal punto di vista giuridico e fiscale un G.A.S.?
Esistono, di solito, due tipi di G.A.S.
- informali-non regolati
- associativi- regolati da statuti associativi
In entrambi i casi, se scegliere di far parte di un gruppo d'acquisto non è solo una scelta economica, ma anche una scelta etica, sociale e culturale, è importante sapere come vengono gestiti e, a questo proposito, non tutti sanno che lo Stato Italiano riconosce i G.A.S. come: “Associazioni non lucrative costituite per acquistare e distribuire beni agli aderenti, senza alcun ricarico, con finalità etiche, di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale” (...) “le attività svolte da questi soggetti nei confronti dei propri aderenti non si considerano commerciali né agli effetti dell'iva né agli effetti dell'imposizione diretta” (cfr. Legge Finanziaria 2008 cc. 266-268). La legge quindi riconosce che la loro attività non è di commercio e pertanto queste associazioni non hanno questo tipo di obblighi fiscali.
Quando il G.A.S. si è costituito in associazione sono considerati aderenti solo gli iscritti all'associazione. Se il G.A.S. acquista da un'attività commerciale, quest'ultima dovrà rilasciar fattura o scontrino, ma non ad ogni membro del gruppo d'acquisto, basterà rilasciarne una globale per tutti i prodotti acquistati.
Spesso, quando si tratta di gruppi collettivi, si fa un ordine scegliendo fra prodotti disponibili da un listino che viene inviato ai membri una settimana prima della consegna. Per il pagamento si può decidere di fare una cassa comune o di lasciare, qualche giorno prima della consegna i soldi al responsabile volontario, che si occupa del ritiro dal fornitore in un luogo prefissato.
Uno degli aspetti più divertenti del G.A.S. è indubbiamente le attività che si possono realizzare attraverso un'associazione, per scegliere i prodotti, fra le altre cose si possono, ad esempio, organizzare degustazioni, gite alle fattorie fornitrici, eventi solidali per appoggiare delle cause.
Affinché un G.A.S. sia tale, non ci possono essere persone retribuite per questo tipo di mansioni, il lavoro deve essere volontario e ogni associazione può stabilire un regolamento interno per regolare oneri e doveri dei partecipanti.
Di seguito un regolamento tipo, preso ad esempio dal G.A.S. di Fidenza.
1. Le prestazioni dei soci per i fini dell'Associazione sono da ritenersi di volontariato e quindi gratuite.
2. Chiunque condivida le finalità e i metodi dell'Associazione e si impegni a rispettarne il carattere solidaristico può associarsi a titolo personale o come famiglia.
3. La quota di iscrizione è definita dall'assemblea e costituisce un fondo cassa per le spese organizzative.
4. L'assemblea delibera inoltre la quota sociale annuale che ha lo scopo di finanziare tutte le iniziative di informazione, divulgazione ecc. previste dallo statuto.
5. Il pagamento della merce richiesta dai soci è da effettuarsi all'ordine. Esso dovrà essere in contanti o con versamento su conto corrente dell'Associazione.
6. È previsto il rimborso spese ai soci su presentazione di adeguata documentazione. Per le spese non documentabili si effettuerà un rimborso di tipo forfettario deliberato dal Presidente.
7. Il costo del trasporto di ogni singola consegna verrà addebitato in modo proporzionale alle singole ordinazioni.
8. Qualora il trasporto sia effettuato da soci, verra' calcolato dal C.D. un costo che tenga conto sia delle spese vive sostenute e documentate che di una tariffa chilometrica. Detto costo graverà sulle ordinazioni come al punto precedente.
9. Le ordinazioni verranno effettuate, in genere, in date prefissate. I soci, di conseguenza, sono tenuti a consegnare le proprie richieste con congruo anticipo.
10. I fornitori effettueranno la consegna in un solo luogo, da definirsi volta per volta. Compito dei soci è prelevare i prodotti ordinati nel più breve tempo possibile.
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