Qui non si tratta semplicemente di essere ambientalisti e cavalcare l'onda dell'energia rinnovabili. Qui si parla di un vero e proprio modello di sviluppo locale che coniuga le potenzialità di un territorio con la domanda, che riecheggia da più parti in Europa negli Usa e nel mondo abituato a rendersi dipendente dalle fonti fossili, di produrre energia in maniera pulita utilizzando fonti che non si esauriscono.
Si chiama Silicon Vineyards ed è un progetto che prevede di aggiungere pannelli solari alle tradizionali attività produttive delle fattorie; metterle in rete creando così una specie di circuito fotovoltaico, tra la Cornovaglia e le isole Scilly, capace di produrre energia pulita e di creare 300 posti di lavoro per i nuovi impianti la cui costruzione sarà affidata a ditte locali che si occuperanno ella produzione di ogni aspetto tranne che dei pannelli solari che verranno importanti da Taiwan.
Il primo passo del progetto è stato compiuto a Benbole Farm nei pressi di St. Kew, nel cuore della penisola. Un consorzio di privati, cui partecipano società e cooperative specializzate in tecnologie per energia fotovoltaica e l'Università di Exeter, ha messo insieme circa 4,5 milioni di sterline per realizzare un campo fotovoltaico da 2MW che darà energia a circa 600 abitazioni e prevede la promozione di coltivazione di biomasse e la realizzazione di un digestore anaerobico che potrà contribuire alla produzione di energia elettrica da mettere sul mercato.
I numeri degli investimenti potrebbero impressionare, visto che richiedono circa 40 milioni di sterline per la realizzazione dell'intera rete di Silicon Vinyards che deve comunque attendere l'autorizzazione da parte del governo britannico, ma ci sono dei fattori che fanno ben sperare. Innanzitutto il piano di investimenti fatto dai promotori prevede un fatturato annuo di 700mila sterline per la sola Benbole Farm che potrebbero arrivare a 13 milioni entro il 2025, numeri questi che spingono i promotori delle Silicon Vineyards a cercare alleati/investitori anche tra l'Unione degli agricoltori con un'argomentazione assai semplice: “questo è un modo per fare soldi”. Altro motivo di ottimismo potrebbe risiedere nella volontà politica del nuovo governo di coalizione guidato da David Cameron che non può fare a meno di allinearsi a una tendenza del mercato energetico mondiale che da una parte vede scendere le quotazioni delle fonti fossili sia nell'apprezzamento dell'opinione pubblica che nelle strategie energetiche di lungo periodo, dall'altro vede migliorare la posizione delle rinnovabili. La Gran Bretagna non ha brillato finora per produzione di energia da fonti rinnovabili, che nel 2008 ha fatto registrare appena il 2,25% e il governo si è impegnato a migliorare questi numeri.
Obiezioni vengono soprattutto l'impatto paesaggistico, alle quali però i promotori del progetto rispondono che i pannelli non saranno alti più di due metri e così la bellezza del paesaggio della Cornovaglia non ne risentirà affatto tanto che, continuano gli ingegnerei che lavorano al progetto, l'occhio di chiunque, sia turista o un abitante del luogo che non vuole vedere ferita la propria terra da installazioni di silicio e metallo, nemmeno si accorgerà dell'esistenza dei pannelli fotovoltaici mimetizzati tra le siepi; certo si vedranno un po' dall'alto, ma la loro visione sarà di certo meno fastidiosa di ogni pala eolica in commercio.
Immagine tratta dall'album Flickr di Brron