Un anno per scaldare i motori del risparmio sulla bolletta della luce. Con l'inizio del 2011 la nuova tariffazione bioraria arriverà riguarderà 20 milioni di famiglie italiane, per raggiungere tutta la popolazione (26 milioni circa) a fine anno. Le nuove tariffe prevedono due costi diversi dell'energia: la lampadina sarà più cara nei giorni feriali tra le 8 e le 19, mentre costerà di meno tra le 19 e le 8 di mattina o nell'arco delle 24 ore nei giorni festivi e il sabato.
Questo tipo di tariffa è stato voluto dall'Autorità Garante per l'energia elettrica e il gas ed è stata introdotta gradualmente lo scorso luglio fino a raggiungere tutte le utenze che avranno istallato un contatore intelligente e che avranno scelto una delle offerte disponibili sul mercato libero dell'energia. Tre avvisi precedono il passaggio alla nuova bolletta, una volta ricevuto il terzo la bolletta successiva avrà le tariffe biorarie.
Dal 2011, inoltre, le bollette dovrebbero essere più semplici da consultare e da confrontare tra loro in modo da garantire una maggiore trasparenza sui consumi e sui costi, mentre saranno meglio specificate indicazioni utili nel rapporto con i fornitori (come ad esempio istruzioni per inoltrare reclami) e la provenienza dell'energia utilizzata, ossia quanta è stata prodotta da rinnovabili, da carbone o da olio combustibile.
Ma che ci guadagniamo con le nuove tariffe? Innanzitutto queste nuove tariffe consentono una più equa ridistribuzione dei costi relativi agli impianti. Con il vecchio sistema, infatti, i consumatori più virtuosi, che utilizzavano energia la cui produzione costa meno (come nelle ore notturne) pagavano anche una parte dei costi di chi consumava nelle ore più care.
Il risparmio ci sarà, dice l'Autorità, soprattutto a partire dal primo gennaio 2012, quando il nuovo sistema entrerà a regime, per quest'anno la differenza tra le tariffe sarà minima, solo del 10%. Ma attenzione: non si risparmierà nulla (e anzi si andrà incontro a sorprese sgradevoli per il portafoglio) se almeno i 2/3 dei consumi di energia elettrica non si sposteranno nelle fasce F2 ed F3, e cioè tra le 19 e le 8 oppure il sabato, la domenica e i festivi.
Un beneficio di risparmio dovrebbe venire anche al sistema nazionale dell'energia, sia in termini di costi che in termini ambientali. Secondo i calcoli dell'Autorità, infatti, se il 10% dei consumi nazionali abituali venissero spostati nelle fasce orarie più favorevoli, si potrebbero risparmiare ogni anno all'atmosfera 450mila tonnellate di CO2, per un risparmio in combustibile e costi di gestione degli impianti pari a oltre 200 milioni di euro.
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