Farmers Market: prodotti a chilometro 0

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Acquistare direttamente dal produttore agricolo è la nuova tendenza di consumo cosiddetto "critico".
Le aziende che optano per la vendita diretta stanno crescendo in maniera esponenziale: nell’ anno 2008 nella sola regione dell’ Emilia Romagna le stesse ammontavano a circa 5.000 unità, con un incremento pari al 9% rispetto all'anno precedente.
La situazione è stata favorita anche dallo sviluppo dei mercati contadini all’interno delle città: i prodotti vengono immessi più facilmente nel circuito urbano della spesa quotidiana.
Da un’idea nata trent’anni fa in California, sorgono anche in Italia i primi farmers market, previsti e tutelati dalla legge 5 marzo 2001, N.57.
Sono dei veri e propri negozi collettivi stabili, che rappresentano un ottimo strumento per garantire ai cittadini qualità, sicurezza e convenienza dei prodotti.
Questi mercati mettono a disposizione dei consumatori numerosi "prodotti a Km0" (acquisti diretti in azienda o nei mercati contadini) genuini e garantiti: prodotti ortofrutticoli, carne, formaggi, olio, miele e vino.
Si tratta di acquisti ecosostenibili (perché riducono l'inquinamento) e salvaguardano il risparmio del paniere alimentare di ogni famiglia.
Il trasporto è diventato un costo vivo a causa dell'aumento dei prezzi del petrolio (senza considerare i problemi d’inquinamento strettamente collegati).
Ora è diventato un must produrre vicino ai luoghi di consumo, sia per motivi economici che ambientali: occorre eliminare le lunghe distanze coperte da mezzi di trasporto inquinanti.
E' stato stimato che un pasto medio può percorrere fino a ca. 2.000 chilometri prima del suo consumo effettivo.
Il consiglio di tutti gli esperti è consumare prodotti locali e di stagione: in questa maniera si può arrivare a risparmiare fino a 1.000 chilogrammi di anidride carbonica.

E voi acquistate direttamente dal produttore o preferite effettuare la spesa quotidiana nei supermercati locali? Pensate che i farmers market possano aiutare oppure ostacolare la salvaguardia alimentare dei prodotti locali?

Approfondimenti:

Foto di chrisjohnbeckett


Commenti

Ciao...idea molto


Ciao...idea molto intelligente che spero che prenda sempre più piede in Italia. Ci sono troppi intermediari che si arricchiscono troppo e fanno lievitare il prezzo....capisco che tutti, compresi loro, debbano vivere...ma non sempre a spese dei consumatori....Ciao.

Concordo con Alexander: i


Concordo con Alexander: i supermercati hanno ormai preso il posto dei mercati rionali, imponendo le loro politiche di prezzo, i loro prodotti e le loro strategie. Personalmente ritengo i prodotti acquistati nei mercati locali molto più genuini di quelli presenti nelle grandi catene, e il prezzo non è poi così alto.
Spero anch'io che in Italia ci siano sempre maggiori possibilità per la riscoperta di questa realtà.

ciao ragazzi, in verità le


ciao ragazzi,
in verità le realtà locali, i piccoli coltivatori diretti esistono ancora ... certo, sono meno pubblicizzati e restano più in sordina rispetto ai grandi ipermercati, ma ci sono!
io personalmente preferisco spendere qualche euro di più, ma avere la certezza di acquistare cibi freschi e sani (e perchè no, locali!), piuttosto che acquistare a low cost nelle corsie dei supermercati prodotti che sembrano usciti da una catena di montaggio!
Certo, occorre avere sempre un approccio critico...Rientrando dalla mia ultima vacanza, ho purtroppo anche scoperto e appurato personalmente che molti vini che provengono dal Sud Italia (ma la stessa cosa forse varrà per il Nord, il Centro e le isole) vengono spacciati e venduti per biologici, anche se in realtà ho visto le stesse uve nelle viti "imbottite" di prodotti chimici... occhio allora!