Dopo la rivolta a Bari passa la legge sui rimpatri dei clandestini

rimpatri legge151 voti a favore e 129 contro, e il Decreto Legge sui rimpatri è passato. La maggioranza ha tenuto, compatta, e tutte le opposizioni hanno votato contro. Tra le misure principali, il testo prevede l'espulsione immediata degli immigrati irregolari considerati pericolosi e allunga la permanenza nei centri di identificazione ed espulsione (Cie) da 6 a 18 mesi. Si allunga poi da 5 a 7 giorni il termine entro il quale lo straniero deve lasciare il territorio nazionale su ordine del questore, qualora non sia stato possibile il trattenimento presso i centri. Ma è soprattutto il lungo periodo previsto nei CIE a innescare le polemiche, visto che in pratica si tratta di una vera e propria detenzione, e le condizioni non sono le migliori.

Il DL è  l’attuazione di una direttiva comunitaria, la 2008/115, che prevede sicuramente che, nel periodo in cui deve adempiere volontariamente all’ordine di espulsione, lo straniero possa  essere controllato con varie misure amministrative (cauzione, consegna dei documenti, obbligo di dimora in un luogo) fino all'ordine di allontanamento immediato. Peccato che la direttiva parli di misure adeguate e con uso ragionevole della forza, non certo di “detenzione” per 18 mesi. Sempre secondo l'Unione europea, il trattenimento è possible soltanto in casi estremi, ma deve essere brevissimo. Anche perche’, a prescindere dalla disumanitá del trattamento, è praticamente dimostrato che se il rimpatrio volontario non avviene subito non saranno certo i mesi passati nel CIE a far cambiare idea a chi è fuggito per migliorare le sue condizioni di vita.

Secondo il Ministro degli Interni Roberto Maroni, che della legge è stato promotore, questa norma sará utilissima per contrastare l’immigrazione clandestina. Che sembra d’altronde essere l’unica preoccupazione politica in questo momento, in cui nel Mediterraneo si sta consumando l’ennesima tragedia della disperazione. L’ultima notizia che arriva da Lampedusa parla di un barcone con 25 cadaveri nella stiva, probabilmente morti asfissiati e con macchie di sangue sui vestiti. Mentre è di 30 morti il bilancio della strage del mare scoperta lo scorso 29 luglio a bordo di un peschereccio egiziano diretto sulle nostre coste. E in 330 sono stati soccorsi in extremis.

Un esodo ben diverso da quello vacanziero in autostrada. E l’impressione, sempre più netta, che una certa filmografia distopica alla Strange Days o alla Children of Men, in cui la disperazione degli altri finisce per passare inosservata e l’importante  è salvaguardare i propri confini, sia sempre meno attinente al campo della fantascienza e sempre più realistica.  

Foto di Paride De Carlo