Sono 900mila giovani che vivono in Italia dall’infanzia, o che qui sono nati ma da genitori stranieri. Sono 900mila, parlano italiano, a volte anche il dialetto, hanno frequentato qui le scuole e italiani sono i loro amici. Ma devono muoversi con un permesso di soggiorno, perché non possono avere la carta d’identità. Spesso hanno un senso di appartenenza perfino più forte di chi italiano lo è da generazioni e dà per scontati i diritti che ne derivano. Sono i cosiddetti italiani di seconda generazione, su cui il regista bolognese Fred Kuwornu ha girato un documentario, Ius Soli, che uscirà il prossimo ottobre.
Fred ha girato l’Italia, ha intervistato moltissimi ragazzi che, quotidianamente si scontrano con ostacoli burocratici che limitano la loro vita in Italia. Come afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini “serve una nuova legge, perché il concetto di identità nazionale va collegato ai tempi in cui si vive”. Alcuni parlamentari hanno proposto di adottare lo ius soli temperato, ovvero uno ius soli (cittadinanza acquisita non per nascita ma per luogo in cui si vive) che è tale grazie al fatto che i genitori, anche se stranieri, vivono in Italia e vi lavorano. Quindi non una nascita in Italia per caso, ma una precisa scelta di viverci. In questo video di quasi cinque minuti il trailer del film.