Enrico Fermi e la fama sui social network. I temi che abbiamo (quasi) azzeccato

esami maturità warhol«Energie che cambiano il mondo» recita una traccia della prima prova scritta degli esami di maturità. E un'altra? «La notorietà all'epoca di Facebook e Twitter». Oibò, non ci avevamo azzeccato ma quasi. Proprio nei giorni scorsi ci chiedevamo quali potessero essere i temi per questa maturità 2011 e suggerivamo tra l'altro nucleare ed energie alternative e l'impatto dei social network sulle nostre vite e sul nostro bisogno di notorietà, come nel caso della falsa Amina/Tom.

Certo, si dirà: bella forza. Indovinare quei temi (qui tutte le tracce) non era gran ché difficile, anzi. Eppure, a noi piace credere di aver avuto un po' di naso. Ovvio, per la prova scientifica scientifica, difficile non vedere un richiamo con l'attualità recente e recentissima che ha investito il mondo che è tornato a interrogarsi su quale possano essere le fonti energetiche migliori, o "le peggiori escluse tutte le altre", parafrasando Winston Churchill.

L'ultima stagione (conclusiva?) del nucleare in Italia si è consumata tra il terremoto con successivo tsunami di Fukushima e il referendum del 13 giugno. Una parabola che per il nostro paese era iniziata nel centro di Roma una settantina di anni fa in quel circolo famoso come “i ragazzi di via Panisperna” formato da un pugno di geni della fisica raccolti attorno a Enrico Fermi. In una lettera del 1945, scelta dai commissari come citazione da utilizzare, il premio Nobel scrive al collega Amaldi:

«Dalla lettura dei giornali di qualche settimana fa avrai probabilmente capito a quale genere di lavoro ci siamo dedicati in questi ultimi anni. È stato un lavoro di notevole interesse scientifico e l’aver contribuito a troncare una guerra che minacciava di tirar avanti per mesi o per anni è stato indubbiamente motivo di una certa soddisfazione. Noi tutti speriamo che l’uso futuro di queste nuove invenzioni sia su base ragionevole e serva a qualche cosa di meglio che a rendere le relazioni internazionali ancora più difficili di quello che sono state fino ad ora. I giornali hanno pubblicato un certo numero di dettagli sul lavoro di questi ultimi anni e tali dettagli, naturalmente, non sono più segreti. Ti interesserà sapere, se non lo sai già dai giornali italiani, che verso la fine del 1942 abbiamo costruito a Chicago la prima macchina per produrre una reazione a catena con uranio e grafite. È diventato d’uso comune chiamare queste macchine «pile». Dopo la prima pila sperimentale molte altre ne sono state costruite di grande potenza. Dal punto di vista della fisica, come ti puoi immaginare, queste pile rappresentano una ideale sorgente di neutroni che abbiamo usato tra l’altro per molte esperienze di fisica nucleare e che probabilmente verranno usate ancora di più per questo scopo ora che la guerra è finita.»

Col senno di poi, quanta storia e quanti drammi si annunciano nell'entusiasmo con cui l'emigrante negli Usa Fermi scrive all'allievo/collega. Paure che, giustificate o meno, sono arrivate fino a noi, fin dentro le urne referendarie.

Il candidato, prendendo spunto da questa “previsione” di Andy Warhol, analizzi il valore assegnato alla “fama” (effimera o meno) nella società odierna e rifletta sul concetto di “fama” proposto dall’industria televisiva (Reality e Talent show) o diffuso dai social media (Twitter, Facebook, YouTube, Weblog, ecc.).

Questo il testo della prova cosiddetta di attualità. La prosa fuori dal tempo della burocrazia scolastica prova a contaminarsi col tempo presente. Un bene? Un male? Chissà, certo che Twitter abbia sostituito l'Adelchi del Manzoni fa impressione. Si dirà che sono argomenti - Facebook e i Reality - troppo discussi, troppo spesso affrontati attraverso piatte analisi, per poter permettere a dei ragazzi di diciotto anni di poterli osservare dalla giusta distanza che comunque una prova impone. Eppure, se il caso del finto blogger siriano ha occupato per giorni le pagine dei giornali di tutto il mondo qualcosa d'importante ci sarà, e sopratutto qualcosa su cui riflettere per chi più o meno è nato nell'epoca della rete e del Grande Fratello.