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Il Salone del Mobile di Milano possibile grazie al lavoro in nero dei clandestini

Salone del mobileMartedì 17 aprile, come ogni anno, a Milano si sono aperte le porte del Salone del Mobile, una delle più importanti fiere europee del settore, ma dietro i lustri e la moda c'è l'ombre del lavoro in nero di clandestini senza permesso di soggiorno.

La questione è stata già affrontata spesso nel corso di questi anni, ma le cose non sono cambiate, come sempre prima dell'inizio della grande kermesse, ad allestire gli stand dei 1800 espositori, sono lavoratori clandestini giornalieri, presi ogni mattina alla stazione metropolitana Rho Fiera, e pagati 5, 6 euro l'ora senza nessun tipo di copertura sanitaria o assicurativa.

Teoricamente per questi lavoratori sarebbe impossibile poter oltrepassare i vari livelli di sicurezza dei cancelli della fiera, infatti per riuscire ad entrare è necessario essere muniti di appositi badge, ma per ovviare a quest'ostacolo le stesse aziende che hanno gli appalti per il Salone, falsificano documenti e pass per far lavorare operai clandestini.

Gli attivisti del centro sociale La Fornace, che ogni anno denunciano la cosa, hanno chiamato in causa lo stesso amministratore delegato della Fiera, Enrico Pazzali, che si dichiara ignaro e che l'anno scorso aveva accusato del fenomeno, licenziandolo, il responsabile dell'ingresso. Gli attivisti hanno pubblicamente chiesto:

“Se le istituzioni, la Fiera, la Polizia e i Carabinieri, che all’interno della Fiera hanno un commissariato e una caserma, non sono in grado di stroncare questo fenomeno, significa che, ammesso che non siano tutti complici, è il sistema stesso che consente di gestire il montaggio degli stand con il lavoro nero. Per questo chiamiamo in causa anche il Sindaco di Rho, Pietro Romano e il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, affinché, anche in vista di Expo 2015, intervengano direttamente o richiedano a gran voce al Governo una modifica sulle leggi sul subappalto, perché, se è possibile una deroga al Patto di stabilità, allora è possibile anche richiedere una deroga alle regole del subappalto nelle aree di Fiera ed Expo 2015.
Aspettiamo dall’Amministratore Delegato di Fiera Enrico Pazzali una risposta pubblica alle domande che gli abbiamo fatto, oppure in occasione del Salone del Mobile, le stesse domande andremo a fargliele di persona, informando le decine di migliaia di visitatori che affollano la Fiera che quanto vedono è stato costruito con i subappalti, il caporalato, il lavoro nero e lo sfruttamento di centinaia di migranti.”

A favorire la lotta al lavoro nero dei clandestini è arrivato inoltre un decreto legge del Consiglio dei Ministri contro gli imprenditori che usano lavoratori stranieri non in regola che, oltre a ricevere grosse multe, rischieranno di essere condannati a non poter svolgere altre attività imprenditoriali; per chi denuncia ci sarà la possibilità di rimanere in Italia per tutto il periodo della durata del processo.  Il dispositivo di legge è stato approvato in forma preliminare lunedì, proprio un giorno prima della partenza del Salone del Mobile, bisognerà attendere il prossimo anno per sapere se le cose cambieranno?

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