Vandana Shiva: Rio+20 non è che un altro tentativo per impadronirsi dei processi vitali del pianeta
Si sta svolgendo in questi giorni il Summit della terra a Rio, ma molte sono già le perplessità rispetto alla poca concretezza che sta emergendo dagli incontri ufficiali.
Fra i vari temi di cui si è parlato molto, aspettando questo appuntamento, uno dei più complessi e al centro di molti dibattiti è quello della green economy, per alcuni la soluzione ai problemi del pianeta, per altri un modo di declinare l'economia dello sfruttamento incondizionato delle risorse in ottica "green".
Al forum della pace, tenutosi a Roma qualche settimana fa, abbiamo assistito a un incontro sui percorsi di pace che aveva, fra gli altri relatori, Vandana Shiva, che ha espresso la sua opinione su Rio+20 e la green economy. Ha introdotto il tema parlando dell'etichetta green che, ad esempio "fu data nella zona indiana del Punjab, regione che doveva essere la portabandiera della rivoluzione verde, e che negli anni '60 lo fu con l'inserimento dei prodotti chimici in agricoltura. Quel periodo generò uno sviluppo agricolo squilibrato, alimentando la crescita di movimenti terroristici che nel '84 spinsero il governo a inviare nella regione i carri armarti, determinando degli scontri che finirono nel sangue… dalla agricoltura, che dovrebbe essere una sfera di pace, si arrivò così alla guerra".
"Bisogna avere ben presente" ha continuato "che il processo di globalizzazione e di liberalizzazione a favore di investitori stranieri ha favorito la determinazioni delle crisi mondiali e che in India, per esempio, considerata la stella della globalizzazione, in realtà si sono suicidati 250000 agricoltori, un abitante su quattro ha fame e un bambino indiano su due soffre di malnutrizione a un livello non più recuperabile".
Secondo Vandana Shiva, qualcosa è andato storto, dunque, anche con le definizioni e la parola "green" ne è un esempio concreto: "Che diavolo è successo al termine verde" dice " hanno voluto chiamare verde la rivoluzione in Punjab, che ha condotto all'esaurimento totale delle capacità produttive di quel territorio e di tutte le zone dell'India in cui le risorse vengono estratte contro il volere delle persone", e ha continuato criticando l'azione dei governi riuniti a Rio dicendo " e adesso, con Rio+20, le grandi corporation, i grandi gruppi internazionali, parlano di economia verde, ma in realtà pensano a prendersi tutte le risorse del mondo, credendo che potranno far soldi anche dalla capacità degli alberi di assorbire l'anidride carbonica, insomma, è un tentativo su scala massiccia, di appropriassi dei processi vitali, biologici del pianeta, che equivale alla suprema privatizzazione della vita, una sorta di guerra contro la gente e contro il pianeta su cui abitiamo, scatenata da un sistema economico che è sempre più disperato.
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