Gli immigrati, forza e freschezza del nostro Paese
Lo scorso 13 novembre il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un incontro con i nuovi cittadini italiani, ha parlato di immigrazione.
“Gli immigrati sono un fattore di forza e freschezza per il Paese”, ha sostenuto Napolitano, chiedendo per loro "elementari diritti umani che non possono conoscere barriere".
Il Presidente della Repubblica ha poi invocato una convivenza più pacifica, ma soprattutto “l'accoglimento di un numero crescente di nuovi cittadini”.
In che modo, secondo voi, l’immigrazione può essere un fattore di crescita per il nostro Paese?
Lo è forse già? E gli Italiani se ne rendono conto?



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Credo che come ogni cosa l'immigrazione sia arrivata ad un livello più che insostenibile direi ingestibile. Purtroppo in Italia immigrazione è sinonimo di una delinquenza maggiore ed è per questo che molti italiani non vedano di buon occhio gli stranieri, me compresa. Credo che uno straniero debba rispettare le nostre regole se vuol restarein Italia. Se non le rispetta deve essere allontanato definitivamente dal Paese. Basta con le tolleranze, per niente e nessuno (compreso italiani!!)
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Forse ci stiamo dimenticando di quanti italiani sono emigrati negli ultimi 100 anni: in Francia, Svizzera, Gran Bretagna, Germania, Belgio, USA, Sud America, Australia. Credo abbiano contribuito alla crescita di queste nazioni, perchè la grande maggioranza di quelle persone avevano buone e nobili intenzioni, affrontando quel necessario sacrificio. Sono certo, anche per dirette esperienze personali, che anche gli immigrati di oggi in Italia abbiano nella maggior parte lo stesso atteggiamento. E' indispensabile tuttavia che questi arrivi siano legati, come allora, ad un posto di lavoro: in tal senso non si può che essere purtroppo pessimisti per il prossimo futuro, affrontando pragmaticamente anche i conseguenti problemi. In altri termini, non è possibile evitare anche un opportuna disciplina delle entrate, nello stesso interesse degli immigrati.
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"Dire che sono una risorsa/opportunità è una banalità fuorviante. L'immigrazione lo è senz'altro, quando però è gestita secondo le regole e realizzata con cautela e serietà. Continuare a dire che è un'opportunità o peggio che è un fatto "mondiale ed ineludibile" serve solo a fornire giustificazioni a chi non ha saputo fare il suo mestiere politico, di polizia, amministrativo, imprenditoriale."
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"ciao a tutti voi , sono Lucia , ma non quella che ha scritto il primo di questi commenti , abbiamo solo il nome in comune , per il resto una distanza enorme ci divide , di cultura , intelligenza , apertura mentale , condivisione di problematiche ...insomma due modi di pensare e vedere la vita opposti. Tutto va moderato , tenuto sotto controllo , dall'immigrazione alle opinioni personali . Io sono contro tutti i tipi di emarginazione da "diversità"!!!!!!"
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Ciao Lucia del 4° commento. Io mi limito ad esprimere opinioni con molta democrazia nel cuore e non ad offendere. Io ho detto che siamo arrivati al collasso con questa immigrazione che (da dati di fatto) aumenta la delinquenza. Se lo Stato, gli organi di polizia, le amministrazioni ecc..facessero PER BENE il loro dovere (come detto da baba)in Italia potrebbe starci dentro anche il mondo. Le regole (CHE VALGONO PER TUTTI) vanno SEVERAMENTE RISPETTATE, senza ma o se. Questo vale a mio modesto parere e, sarò senz'altro di destra, ma di certo anch'io contro ogni emarginazione. Grazie comunque per la considerazione del mio commento.
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immigrazione non e assolutamente sinonimo di delinquenza, questo purtroppo e un luogo comune da abbattere perche gli immigrati sono solo persone che a hanno avuto la sfortuna di nascere nella parte del mondo sbagliato e quindi vengono da noi con la speranza pdi un lavoro che li metta in condizioni di vivere una vita degna di essere vissuta. dico a lucia e se fossi tu al loro posto cosa avresti fatto giustamente pero devono lavorare e rispettare onestamente le regole del paese che li ospita chiunque delinque italiano o no deve pagare per quello che fa. dico a lucia di leggere meglio i dati che dicono che i delitti o furti o rapine commessi dagli immigrati sono una percentuale di gran lunga inferiore a quella degli italiani. sono una risorsa quando lavorando per usufruire dei servizi di cui necessitano pagano come gli altri . la diversita perme e un grande arricchimento sia culturale che morale. SONO ESSERI UMANOI COME ME E DA PERSONE UMANE VANNO TRATTATI anche se sappiamo che spesso vivono in condizioni molto precarie siamo tutti fratelli se al nord le grandi industrie hanno bisogno di loro perche li pagano di meno questi poveretti vengono e si adeguano a qualsiasi genere di vita pur di ragranellare qualche soldo. pensiamo alle badanti che assistono i ns anziani,fanno i lavori che gli italiani non vogliono piu fare diciamo la verita prima li vogliono e poi molti non li tollerano. io li rispetto e li accettoperche per me la multiculturalita ci aiuta a crescere un po di piu.
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"Sono Lucia due, e mi scuso con Lucia uno . rimango del mio parere ma mi dispiace essermi lasciata andare e averti risposto in modo così stupido ...non mi capita mai di essere così "dura " nei confronti delle opinioni altrui , anzi , ma stò atraversando un periodo difficile e non ho valutato le frasi che ho scritto , che possono averti ferito , ti chiedo ancora perdono . ognuno di noi è libero di esprimere la propria idea , è il confronto quello che conta ,dal confronto nascono le cose più belle . scusa se ti ho offeso . spero che al ritorno dal mio ricovero , quando potrò rientrare nel blog , trovi due parole da parte tua nei miei confronti ...sei stata già molto gentile con me nel tuo ultimo commento del 22/11.ti saluto nella speranza di poterci ritrovare e discutere di questo e altri argomenti . Un saluto a tutti"
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Sono Lucia 1. Lucia 2 ma certo che ti scuso! Anzi, mi dispiace per il brutto periodo che stai attraversando e ti sono vicina ovunque tu sia. La cosa importante è capirsi, confrontarsi sempre con amore e credo che da oggi in poi di rispetto tra di noi ce ne sia più di prima. Credevo sinceramente di trovare un'altra dura mail alla quale però avevo già deciso di non rispondere + perchè lo consideravo inopportuno. Quindi mi hai totalmente spiazzato, ma in modo positivo e ne sono davvero indescrivibilmente felice. Si vede che come me sei una persona umile d'animo e ti auguro una prontissima guarigione e di ritrovarci quanto prima sul blog. Grazie. Lucia (che da oggi si firmerà LuciaVas)
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"L'immigrazione(epurata di quella parte che,ahinoi,ha interessi illeciti e che ha un'entità non irrilevante),presa come quella spinta dalla volontà di lavorare,è sicuramente un fattore positivo sotto due punti di vista: dal punto di vista economico si prefigura come un importante nuovo "carburante" in grado di alimentare fortemente la produttività nazionale,capace,dunque,di dare uno stimolo positivo allo sviluppo economico; sotto il profilo sociale(e questo purtroppo è un obiettivo di più difficile realizzazione)si caratterizza come un punto di partenza per la costituzione di una società multi-etnica in cui più culture siano integrate e fuse tra loro,senza voler in questo modo abbandonare i costumi la cultura e le usanze alle quali noi italiani siamo tanto legati."
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ho letto alcuni commenti, specialmente le due Lucie, non so chi delle due sa cosa significa emigrare. Io penso che parlano per aver sentito dire. Non è che gli Italiani emigrando hanno aiutato le nazioni, dove sono emigrati, a creschere, le nazioni dove noi Italiani emigravamo erano già più grandi di noi, ci accoglievano. La differenza dell'attuale emigrazione verso l'Italia (Immigrazione), ci dice che per loro l'Italia è un paese grande. Il problema è che noi Italiani non sappiamo essere grandi come loro ci vedono. Accogliere emigranti nella propria nazione è sempre positivo, loro vengono da noi perche noi stiamo meglio di loro, cioè un segno della nostra posizione, questo segno che noi abbiamo dimenticato, c'è lo stanno indicando quelle nazioni che schelgono il nostro paese per stare meglio di come vivono nelle loro nazioni. Come facevano gli Italiano quando c'èra la grande emigrazione. Certo, ci sono le Regole da rispettare, ma queste regole non si fanno dopo che l'emigrazione si è allargata (troppo?), le regole devono esserci prima altrimenti è molto facile trovarsi fuori dalle regole. Vorrei ricordare inoltre che ca. 50 anni fà, in tantissimi piccoli centri italiani, tutti gli abitanti conoscevano l'America, il Venezuelo, la Grmania la Svizzera. Oggi conosciamo nazioni e gente, usanze ed altre diversità grazie all'immigrazione. Leggete nel mio Blog: lidio-mioblog.blogspot.com, io ho scritto questo mio parere da ex emigrante.
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E' già un fattore di crescita nel nostro paese, ancora tra grandi problemi ma essenziale. Gli italiani non si rendono conto dell'importanza della loro integrazione, gli italiani pensano solo al fatto che possano rubare il lavoro a noi, non rendendosi conto che sono molto pochi gli italiani che sono disposti a fare il lavoro che si adattano a svolgere gli immigrati con umiltà e sacrificio. Due parole che abbiamo cancellato dal nostro vocabolario di vita !
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Vorrei dire la mia sulla domanda nel titolo di questo blog. Grazie all'immigrazione, il nostro paese è già cresciuto, molti italiano non se ne rendono conto perche disinformati. Disinformati da Opinioni pubbliche che hanno nel loro interesse non la crescita della nazione, in senso intelletuale, la nazione, siamo noi cittadini, se noi impariamo a riconoscere quali qualità acquisiamo entrando in contatto con persone che hanno a loro volta un'altr storia, allora sapremo vedere al di sopra delle paure che ci vengono alimentate da Politici e giornali che sfruttano le nostre paure per i loro intendi. Se parliamo di nazione, dobbiamo sapere che parliamo di noi stessi. Quanti Italiano andrebbero a fare quei lavori sottopagati e anche di un livello lavorativo abbastanza poco valoroso, in senso di qualità di lavoro, dove lintenzione di voler crescere si esprime solo nelle Lauree universitarie?. I nostri opinionisti, sanno benissimo che se il popolo impara ad accettare senza avere paure che vengono soltanto alimentate, hanno perso il loro potere. La delinquenza in Italia come anche nelle altre Nazioni, non è stata inventata dagli immigrati, quella esisteva già prima che essi venivano. Invece la crescita si è vista e toccata con mani, se la Germania nel dopoguerra non avesse avuto un'immigrazione gigantesca, oggi non sitroverebbe nello stato di benessere dove si trova. Perciò, limmigrazione è positiva, basta non denigrarla.
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È chiaro che gli immigrati costituirebbero una risorsa per il nostro e per tutti i paesi, ma la difficoltà di questa realizzazione non è tanto il loro possibile comportamento delinquenziale, quanto lo sfruttamento che di essi si fa. Loro non conoscono le nostre usanze e la nostra lingua hanno solo bisogno del necessario e, in moltissimi casi di sfuggire alle guerre. Il paragone con la nostra immigrazione verso tutti i paesi citati, non calza completamente perché la nostra era una fuga dalla povertà e dalla disoccupazione, sia nell’anteguerra, che nel primo dopoguerra e seguenti. Si partiva regolarmente, non si arrivava clandestini, non si moriva traversando il mare, fatta eccezione per i poveracci che si trovavano sul Titanic. Anche la gestione di questi flussi da parte delle autorità, non è facile, perché il controllo dovrebbe avere una capillarità, che non siamo in grado di sostenere. Non ancora per lo meno. Si deve pensare che ciò possa avvenire, ma non con le divisioni e il disprezzo. La delinquenza va combattuta comunque. La cosa da chiarire è che l’integrazione dovrebbe essere reciproca, prendendo il meglio dalle varie usanze. Ma questo processo è già in atto. Si mescolano le civiltà, com’è sempre accaduto in tutte le epoche e dopo ogni invasione. Questa è una pacifica invasione. Non demonizziamo tutto. Salvaguardiamoci dalla delinquenza e, del resto, non si sono neppure sconfitte le varie Mafie, che sono in parte responsabili di tutto lo sfacelo che c’è nel mondo, e non possiamo attribuire tutto il negativo all’immigrazione. Sono senza dubbio una risorsa, che sostituirebbe, la minor demografia, la mancanza di voler coprire ruoli che loro invece accettano. Solo che tutto va regolamentato e allora si che ripartirebbe l’economia. Buona vita a tutti! Maria Giovanna
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Gli Italiani non se ne rendono conto ma è già così.L'immigrazione rappresenta una ricchezza in questo paese come in qualsiasi altro.Il problema in Italia è che le leggi che dovrebbero regolarla sono applicate male e quindi facilmente si associa immigrazione a clandestinità e delinquenza.L'immigrazione è un mondo in cui la nazione si arricchisce culturalmente rimanendo però a casa propria.
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"Non porrei il problema immigrazione sul fatto raziale o sulla delinquenza o altro. Il punto credo sia " possiamo permetterci cooem sistema paese quanti immigrati? Inoltre l'immigrazione costituisce una perdita economica nel momento in cui ( legittimamente) le loro rimesse escono dal mercato europeo. Il costo del denaro uscito in vero pesa due cvlte, sia come mancato consumo interno sia come riacquisto della valuta. Quando siamo emigrati noi i paesi in cui sono andati erano in espansione e l'inflazione ha copreto il costo, ma oggi l'euro non è inflazionabile e l'economia in contrazione. Per cui prima di xenofobismi e scontri culturali o adeguamenti a diversità si deve discutere sulla sotenibilità dell'immigrazione sia regolare che clandestina. Saluti"
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"Anch'io ho avuto, nel passato, parenti emigrati in America dove hanno lavorato umilmente e dove non hanno trovato "l'America". Si sono adattati come tutti i poveri si adattano alle situazioni. L'Italia non è razzista, è semplicemente un paese che si trova in profonda crisi non solo nell'economia ma anche nella morale e nella giustizia. Abbondano i crimini, i distrastri ambientali, le truffe al sistema sanitario ecc. Questo degrado dello Stato Italiano non lo hanno di certo creato gli immigrati, ma loro oggi lo pagano insieme ai tutti i cittadini italiani onesti."
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Non dobbiamo dimenticare che ogni essere umano,ha un suo carattere,un suo sapere, un sentimento,e un suo modo di pensare,e una dignità personale, che forse noi non rispettiamo abbastanza.