Mentre gli occhi di tut
to il mondo sono puntati ancora e sempre di più sulle centrali di Fukushima (tanto che molto probabilmente alla gravità dell'incidente giapponese sta per essere assegnato il livello 7, lo stesso di Chernobyl), mentre in Italia si fa avanti la campagna referendaria sul nucleare e si aspetta il decreto che definisca gli incentivi alle rinnovabili del quarto conto energia, altrove in Europa le rinnovabili volano e offrono garanzie non solo dal punto di vista ambientale, ma anche per gli investimenti. La dimostrazione porta la firma di Google: il colosso del web ha infatti deciso di investire 3,5 milioni di euro in un impianto fotovoltaico in Germania. 47 ettari di terreno nella zona di Brandenburg an der Havel, nei pressi di Berlino, un'area che fino all'inizio degli anni '90 serviva come terreno di esercitazione per i militari russi e che invece oggi si avvia a produrre energia pulita per oltre 5000 abitazioni, ospitando uno dei campi fotovoltaici più grandi della Germania.
Due sembrano gli aspetti più interessanti dell'operazione: da una parte la strategia di impresa di Google che punta decisamente sulla greeneconomy e sull'energia pulita come ambiti sui quali impegnare capitali. Dall'altra è da rilevare il fatto che, nel momento in cui decide di sbarcare in Europa con i propri investimenti, Google sceglie la Germania e non lo fa certo a caso. Infatti, mentre l'Italia si mostra incerta, o a dir poco timida, nello sviluppare una decisa strategia energetica che sterzi decisamente verso le rinnovabili, la Germania è ormai da tempo su questa strada. Possono contare sul nucleare, è vero, ma la strategia di Berlino è quella di abbandonare l'atomo dismettendo nel corso degli anni le centrali e di implementare, con una politica ragionata di incentivi, le rinnovabili, tanto da darsi un ambizioso obiettivo per il 2050, quando l'80% dell'energia elettrica tedesca, secondo i piani, sarà prodotta da fonti rinnovabili.
Questi devono essere sembrati buoni motivi per attraversare l'oceano Atlantico con le prospettive di una grande impresa che da qualche tempo sta puntando decisamente sul verde. Il colosso di Mountan View, infatti, ha fondato recentemente Google Energy per guardare in maniera strategica sull'energia pulita, settore in cui ha investito negli ultimi anni circa 100 milioni di dollari Usa tra fotovoltaico a concentrazione ed eolico. Una parte importante di questi capitali sono serviti alla realizzazione di parchi eolici nel North Dakota e per finanziare un progetto ambizioso della Atlantic Wind Connection: un impianto eolico off-shore che affonda radici nei fondali dell'Atlantico e corre per 560 chilometri al largo dalle coste del New Jersey fino alla Virginia.
Qualcuno dirà che si tratta di greenwashing o poco più, altri invece diranno che il più grande motore di ricerca al mondo guarda alle rinnovabili come a una realtà per produrre energia, quindi denaro. Di certo, per il momento, c'è che la strada di alcuni investimenti investimenti di Google ha preso una piega decisamente verde.
Immagine di keso